le cose brillano

Capisco benissimo come l’essere pessimista sia effettivamente comodo: ti aspetti sempre il peggio da tutto e

  • se le cose andranno davvero male ti vanterai di averlo previsto;
  • se la situazione si concluderà con un happy ending, ti basterà qualche complimento piuttosto che un «meglio così dai» per cavartela comunque.

Sembra quindi che Barney, l’omino pessimista protagonista di questa storia, l’abbia vinta in qualsiasi caso. Il punto è che Barney non ha vinto un cazzo.

Tanto per cominciare, caro Barney di questa minchia, comportandoti in modo pessimistico non fai altro che spruzzare odio e tristezza su chi ti circonda.

Le persone a cui già non andavi a genio si allontaneranno ancor più da te, vedendoti sempre affranto e quindi con poche glorie, trofei e storie vittoriose da condividere: sei – o sembri – un perdente, ed in quanto tale non interessante.

Alla gente che invece, nonostante tutto, continua ad amarti, seguirti e stimarti stai solo facendo del male: finalizzi tutte le tue forze nel privare i tuoi followers delle loro speranze nel piccolo o grande futuro. Sei un esempio di come splendidi valori quali fiducia e onestà non esistono o non dovrebbero esistere.

Potrebbe finire tutto qui: credo che chiunque faccia del male a persone fondamentalmente innocenti sia un maiale. Ma la verità non è solo questa.

Il punto, Barney, è che questo tuo modo di cavalcare la bella giumenta che è la vita non si può chiamare vivere; perlomeno: non è vivere per davvero.

Stai facendo del male a te stesso amico, ti stai perdendo una parte sostanziale di ciò che esiste. Ed ora, come fatality, ti tiro in faccia qualche bell’esempio:

non ho capito se si vede: comunque è Sub Zero che blasta la gente come io sto blastando Barney
  • la tua ragazza, che mentre ti aspettava alla fermata dell’autobus fissava il telefono, non stava chattando con un altro: guardava l’ora perché voleva arrivassi finalmente tu;
  • la barista che stamattina ti ha fatto un caffè osceno con i granelli in fondo alla tazza, non ti odia al punto tale da volerti veder vomitare, anzi: aveva pulito la macchina ancor meglio questa volta solo che boh, sarà perché la macchina è proprio una poverata, MA TU NON CENTRI;
  • i tuoi parenti, domenica scorsa, non si sono visti senza dirtelo perché sei un peso: ti stanno organizzando una festa a sorpresa (però sorridi perché se continui così sei un peso sì);
  • gli ultimi due caratteri del punto precedente non formano l’emoticon che piange: è una cazzo di chiusa-parentesi seguita da un delicatissimo punto-e-virgola.

Mi fa sentire un po’ vecchio dire questa cosa ma: Barney, non è il modo di comportarsi.

Ti giuro su Charizard che cambiare lifestyle non costa nulla e che

dall’altra parte

il buio che credi di amare

non esiste:

le cose brillano

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