Ban the tornello

Il tornello, specie in uscita, è nemico dell’uomo.
Quando pensi ai fatti tuoi e immagini che il passaggio sia libero, procedi deciso e ti prendi una manganellata sulle cosce che neanche un celerino incazzato (segue inevitabile bestemmia maschile).

Quando sai che è chiuso, è solo una rottura di cazzo; devi cercare il biglietto e senz’altro sarà accartocciato in fondo alle tasche. Per chi non ce l’ha invece basta un ridicolo saltino per superarlo, senza correre rischi: siamo in Italia.

Ma persino quando lo trovi aperto, devi fare attenzione: c’è infatti il tornello che ruota liberamente e quello che ha bisogno di fare uno scatto di arresto prima di un nuovo giro. Per la fottuta legge di Murphy, nel primo caso rallenterai senza motivo perdendo tempo e nel secondo passerai tranquillo, subendo la manganellata di cui sopra.

Il tornello è un’inutile cazzata inventata da un rompicoglioni e diffusa da un cazzone ottimista. Persino il nome è stupido, non incute rispetto, sembra coniato da un tamarro di Rozzano!

La mia proposta è perciò quella di sostituirli in blocco con qualcosa di più intelligente; scansione della retina? Lettura del pensiero? Un cane che ti morde le palle? La scelta è ampia, fate vobis. Ma perdio, fatelo.

Quest’arnese infernale è in circolazione dal 1890 e tuttora rappresenta lo standard nel controllo del flusso di traffico pedonale.

125 anni e non è cambiato un cazzo

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