Un libro per le dimenticate pioniere della psicologia
Mary Withon Calkins è stata tra le prime a discutere con l’autore i Principi di Psicologia di William James ma ad Harvard le fu più volte negato il titolo di dottorato, nonostante l’originalità e l’importanza delle sue ricerche.
Edvige Benigni è stata la prima donna a laurearsi in Medicina all’Università di Roma e fu autrice di un manuale sulla psicologia positiva ma non come è allegramente inteso il termine oggi.
Tsuruko Arai Haraguchi è stata la prima donna giapponese a conseguire il titolo di dottorato in psicologia e fu autrice di alcuni esperimenti considerati “eroici”.
Zoraide Delestré-Casaltoli è stata un’insegnante all’epoca del prestigioso laboratorio di psicologia di Firenze diretto da Francesco De Sarlo e fu autrice del primo libro sullo sviluppo del sorriso e del riso nel bambino.
Anna Meyer Berliner è stata l’unica donna a ricevere il titolo di dottorato con Wilhelm Wundt nel primo laboratorio di psicologia sperimentale da lui fondato a Lipsia, fu molto prolifica nell’attività di ricerca su diversi argomenti e dedicò tutta la vita all’insegnamento.
Leta Stetter Hollingworth è stata inclusa, a cinque anni dal dottorato, tra gli American Men of Science e fu autrice del primo studio che dimostrava che le donne durante le mestruazioni restano efficienti sul piano cognitivo e motorio e dei primi manuali sull’importanza di percorsi educativi appositamente studiati per i bambini con intelligenza superiore.
Silvia De Marchi è stata la prima donna italiana a laurearsi con una tesi di psicologia sperimentale all’Università di Padova e fu autrice delle prime ricerche sulle stime di numerosità.
Renata Calabresi è stata tra le ricercatrici che si sono laureate con Francesco De Sarlo nel primo laboratorio italiano di psicologia sperimentale a Firenze e fu autrice di studi fondamentali sulla percezione del tempo.
Inez Beverly Prosser è stata la prima donna afroamericana a conseguire il titolo di dottorato in psicologia e fu autrice di uno dei primi e molto discussi studi sugli effetti positivi delle scuole segregate per bambini neri.
Giuseppina Pastori è stata ricercatrice e medico, prima a Pavia con Golgi poi a Milano con Gemelli, e fu autrice di un corposo studio sull’analisi elettroacustica del linguaggio, oltre che sostenitrice di ipotesi eugenetiche.
Sono dieci donne che all’epoca non ebbero vita facile per l’estrema ostilità di un mondo accademico esclusivamente maschile. Gli strascichi durano ancora oggi, visto che le dieci pioniere non trovano ancora spazio nelle antologie o nei libri di storia della psicologia.
Alcune si sposarono ed ebbero dei figli, altre non si sposarono, altre ancora non ebbero il tempo di avere dei figli. Molte insegnarono e si impegnarono a diffondere le loro conoscenze, alcune lasciarono importanti contributi in diverse università, altre dovettero emigrare per sfuggire alle persecuzioni nazi-fasciste, ci fu pure chi teorizzò le discriminazioni ma anche chi manifestò in piazza per il suffragio universale.
Le ho riunite in un libro che ha per titolo Toletta con chimografo, immaginando che sulla toletta delle dieci pioniere, tra spazzole, profumi e fermagli ci fosse anche un chimografo, lo strumento utilizzato all’epoca per misurare le risposte dei soggetti durante gli esperimenti di psicologia.

Il libro è un piccolo esercizio di memoria.
Si tratta di una pubblicazione per amazon che si può trovare qui: Toletta con chimografo, Le Donne della Psicologia 1896–1934.
