Perché mi sono associato all’Art Directors Club Italiano (ADCI)

Tiziano Tassi
Mar 5 · 3 min read

Qualche settimana fa ho deciso di iscrivermi all’ADCI. L’ho fatto dopo aver appreso che era in atto una discussione per decidere il corso del nuovo triennio, e dopo aver osservato da lontano l’associazione e le attività che ha sviluppato nel corso degli anni.

Quando l’avevo approcciato all’inizio, anni fa, era un’associazione che poteva essere percepita come elitaria e molto autoreferenziale (con i pro e i contro del caso).

Ho appreso poi con piacere (se non commetto gaffes) che sotto la presidenza di Massimo Guastini la possibilità di associarsi è stata aperta a chiunque aderisca allo Statuto del Club e al suo Manifesto Deontologico, sottoscrivendoli.

In questi giorni mi sono voluto presentare ai Soci ADCI spiegando perché ho deciso di associarmi, e ho pensato di condividere, anche al di fuori del gruppo giustamente riservato ai Soci ADCI, le motivazioni che mi hanno spinto.

Lo faccio perché mi auguro che il Club cresca, e che altre persone vogliano avvicinarsi con uno spirito di costruzione e contribuzione alla industry creativa che ha bisogno di evolvere.


Buongiorno a tutti.

Ho pensato di scrivere un messaggio di saluto per presentarmi e spiegare perché ho voluto associarmi.

Sono uno dei partner di Caffeina. Non ho un background creativo o di agenzia, sia io che i miei soci proveniamo da un’esperienza in azienda.

In questi anni ho guardato alla nostra industry con grande rispetto e interesse, osservandola e cercando di comprenderla con un po’ di spirito critico. Non vi nascondo che vedermi d’un fiato Mad Men (saltando le parti di storia “fuori dall’agenzia”) mi abbia aiutato a capire alcuni meccanismi e l’heritage che le agenzie hanno (certo, certo, è solo una serie TV).

Tra il 2012 e il 2019 ho visto questa industry essere pesantemente attaccata, svalorizzata, qualche volta presa in giro per poi essere relegata a follower di iniziative di altre industry.

Prima i centri media (nella mia umile lettura della situazione, non certo iniziativa “recente”, e poi certo, c’è tutto il tema dei network), poi le consultancy, e anche le FAANG/Tech Company in alcuni casi.

Di fronte a questo scenario, mi sono chiesto quale futuro volessi per Caffeina e di conseguenza per l’industry delle Agenzie (creative, digitali, di eventi, di BTL, di ATL o come diavolo le si voglia definire in tutte le 1000 categorie possibili di agenzie).

E ho scelto di essere “da questa parte del tavolo”. Da quella che guarda con grande rispetto le altre industry — da cui possono provenire spunti, stimoli, provocazioni, sfide e anche schiaffi — ma con l’energia e la convinzione che non si possa ridurre tutto a big data e AI e che ci sia un valore incredibile da risvegliare.

Con la convinzione che un approccio diverso al business e al cliente sia necessario — anche facendo autocritica sul passato e su imbruttimenti del nostro settore che ben conosciamo — che il digitale debba essere centrale, che il media sia fondamentale ma che la differenza la facciano sempre le persone.

Vorrei che “Agenzia”, come parola, tornasse a descrivere un tipo di azienda illuminata, capace di cogliere i segnali deboli ben prima degli altri.

Vorrei che i creativi non fossero visti come “artisti mancati” o peggio, “artisti commerciali”, ma come persone che sanno interpretare il presente e vedere un pizzico di futuro, per dare ai nostri clienti/brand strumenti efficaci per crescere, assumere nuove persone, fare investimenti e remunerare gli azionisti.

Questa differenza, mi piace credere, deve certo essere agevolata da tutti gli strumenti a nostra disposizione, ma deve essere generata dalle persone di cui a cui questa associazione si fa portavoce e rappresentante.

Ecco perché mi sono iscritto. Perché credo che sia necessario creare continue occasioni di confronto, riflessione e *azione* (come ho visto da esterno e da "lontano" fare negli anni passati).

Perché credo che l'ADCI, con una lettura contemporanea, possa svolgere questo compito. E in un momento di cambiamento e di discussione, ho pensato che fosse l'occasione giusta per conoscervi (e conoscerci) meglio.

Chiunque sarà il nuovo presidente dell'ADCI, e i membri del consiglio che lo supporteranno, proverò a contribuire progressivamente con il mio tempo alle attività dell'associazione (specifico: da semplice membro) nelle occasioni in cui potrò dare supporto.

E il perché l'ho scritto sopra. 😉

Ci vediamo sabato, spero di conoscere molti di voi. ⚡️

Tiziano Tassi

Written by

I’m an Entrepreneur. I serve as CEO in Caffeina, an Omnichannel Agency which creates digital stuff for brands and companies, accelerating Digital Transformation

Welcome to a place where words matter. On Medium, smart voices and original ideas take center stage - with no ads in sight. Watch
Follow all the topics you care about, and we’ll deliver the best stories for you to your homepage and inbox. Explore
Get unlimited access to the best stories on Medium — and support writers while you’re at it. Just $5/month. Upgrade