Fine dei giochi e la nuova vita

Da recluta a veterano nella propria scuola

Fine dei giochi, inizio di una nuova vita e di nuovi pensieri e di nove amicizie. Tutto questo in un’estate.

Essere catapultati in un nuovo mondo che durerà cinque anni della propria vita, che porterà con se nuove esperienze, sia in meniera positiva che negativa. Ma allo stesso tempo gli anni voleranno.

Il mio nome e Jean Giacomo Tobias Held, questa e la storia di cosa passa per la mente di un ragazzo che a fine 13 anni viene catapultato in un nuovo mondo di cui non ne conosce molto. Sa solo che durerà cinque anni della propria vita, ma il resto è un enorme punto di domanda.

Inizia tutto con la grande scelta, la scelta di dove si vuole passare i prossimi cinque anni e quale percorso si vuole intraprendere nella propria vita. Io la vedo come la prima scelta importante che ho dovuto affrontare nella mia vita, e non è stata molto semplice, ma alla fine l’ho trovata ed era quella di un percorso artistico. Mi inscrissi nel Liceo Artistico indirizzo sperimentale, per il semplice fatto che non volevo fare il latino, di cui sapevo già che non saremmo andati molto d’accordo.

Il Primo anno, sei la recluta che guarda affascinato quelli che sono arrivati alla fine, è l’inizio di un percorso incerto ma che in qualche modo ti cambia e ti fa diventare più maturo, almeno così ti viene detto. Ma nella tua testa ci sono mille domande senza risposta e incertezze. Penso che la domanda più comune è: “ma è d’avvero la scelta giusta ?” o “forse era meglio se facevo un altra scelta”. Il primo anno passa così , facendosi mille domande e conoscendo nuove persone.

Il Secondo anno a differenza dei altri e più tranquillo e rilassato, dal punto di vista emotivo, non si hanno più mille domande nella mente e non persiste più quella domanda principale. Ma nello stesso momento si inizia a capire veramente che si ha intrapreso una nuova strada e che per raggiungere i propri obiettivi bisogna lavorare e non più giocare come si faceva qualche anno fa, è la fine dei “giochi”.

Il Terzo anno, è l’anno più difficile visto da molti e anche visto da me. I professori che eri abituato a vedere e avevi imparato a conoscere cambiano, facendoti tornare, in una fase di preoccupazione che si protrarrà per gran parte di quell’anno.

Il Quarto anno, l’anno in cui si e quasi alla fine del percorso, se si guarda in dietro tutto sommato non è stato così pesante il percorso, anzi e stato divertente. Ormai si e quasi un veterano della propria scuola e non più una recluta, come ti chiamano quelli più grandi quando sei al primo anno.

Il Quinto anno, l’ultimo sforzo, l’anno in cui si e stufi di qualsiasi cosa e persone e si pensa solo alla fine. Ma per tutto l’anno ti persiste un solo pensiero: “C’è la farò a diplomarmi ?” o “Lo so già quest’anno mi bocciano non ce la farò mai !”. Ma allo stesso tempo sei finalmente il veterano. Si ha anche dei attimi di tristezza, ripensi a tutte le belle situazioni che ai passato in questi anni a tutti i momenti passati insieme alle persone con cui ai legato, che forse non rivedrai mai più perché ognuno affronterà la propria strada.

Ripensando a quei anni posso solo dire che sono stati dei anni stupendi e meravigliosi, di cui la maggior parte dei mie ricordi sono solamente positivi e che sono passati troppo in fretta. Svegliandomi sempre con il sorriso in faccia.

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