Diario elettorale

Cosa ci aspetta, cosa possiamo fare

4 marzo 2018. SEMPRE MOLTO DIVERTENTE

Ho letto e ascoltato candidati ed elettori e andrò a votare un partito minuscolo [Potere al Popolo], senza speranze o convinzione.

L'impressione è che il prossimo parlamento sarà composto per la sua maggior parte da mediocri, manifestamente tali già prima delle elezioni.

Troppi portatori d'acqua e avventori dei bar di borgata, tanti incapaci di affrontare la complessità del reale e/o argomentare una discussione senza sviare i discorsi o ricorrere a parole violente.

Inadatti ad elaborare le istanze dei semplici, le riportano tal quali.

Siamo attesi da cinque anni più bui di quelli appena passati.

Saremo governati da luoghi comuni da osteria, non dai migliori - come legittimo attendersi - ma dagli uomini medi.

Magari mi sbaglio, ma la sfida che ci attende - e perderemo - sarà quella di riconfinare idee e rumori di pancia ai pranzi di Natale e alle partite di tressette tra pensionati.

Magari mi sbaglio, ora però vado al seggio nella speranza che qualcuno mi racconti di quel suo cugino presente il giorno che nella scheda elettorale trovarono una fetta di mortadella.

Sempre molto divertente.

5 marzo 2018. PER VEDERE DI NASCOSTO L'EFFETTO CHE FA

Mi è venuta in mente una vecchia canzone famosa di Enzo Jannacci che mi piace canticchiare spesso con mia figlia Caterina, quella dove Enzo propone di andare allo zoo comunale per vedere da vicino le bestie feroci e gridare "aiuto! aiuto! è scappato il leone" (per vedere di nascosto l'effetto che fa).

La mia impressione è che abbia vinto chi urlava più forte contro i "ladri nel palazzo" e i selvaggi in fuga dal terzo mondo e adesso (mentre guardo di nascosto l'effetto che fa) vedo uno scollamento tra sentimenti e intelligenze.

In questa Italia di oggi pare impossibile sia la prospettiva di una politica (non dico socialista) socialdemocratica sia quella di una destra conservatrice moderata e antifascista.

Abbiamo il dovere di dare ai nostri ragazzi almeno la stessa libertà di pensiero e movimento della quale abbiamo goduto noi finora.

Tutta la sinistra dovrebbe iscriversi in massa, oggi, al Partito Democratico, senza far caso al simbolo e alla storia, per occuparne gli spazi, mettere in minoranza i suoi funzionari borghesi imbolsiti, sfruttarne la struttura e rimettere al centro la vocazione internazionalista, la necessità di equità sociale, di solidarietà laica e di non violenza (per vedere di nascosto l'effetto che fa).