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Salvare l’uomo o il denaro?

Se fossero davvero queste le misure prese dal governo per contrastare l'emergenza sanitaria le considererei ridicole, tanto che se fossi un complottista inizierei a dubitare dell'esistenza della pandemia.

Purtroppo, però, tendo a fidarmi della scienza, e se il numero di contagi e morti sale e se la maggior parte degli scienziati sono preoccupati, lo sono anch'io.

Mi pare che si siano persi di vista sia l'obiettivo finale dei sacrifici già fatti (la salvaguardia delle vite umane o, più in generale, della specie) sia quelli che dovrebbero essere ora gli obiettivi di ogni misura presa durante questa seconda ondata (ancora salvare più vite umane possibili - anche quella del centoventenne - , preservare i bambini e i ragazzi dall'abbrutimento dell'asocialità, limitare i danni psicologici, garantire la dignità di tutti).

È ovvio che sia complicatissimo far collimare tutto, ma mi sembra altrettanto ovvio che gli obiettivi primari non possano essere piegati alle esigenze dell'economia e al mantenimento degli attuali rapporti economici.

Dimentichiamo spesso che l'economia, il denaro, le leggi, gli stati sono convenzioni tra uomini, che possono essere piegate alle emergenze, alle nuove esigenze e sensibilità dell'uomo.

Cito Il Sole 24 Ore (quotidiano di Confindustria):

il patrimonio del 5% più ricco degli italiani (titolare del 41% della ricchezza nazionale netta) è superiore a tutta la ricchezza detenuta dall’80% più povero.

Mi pare assurdo che il governo sia disposto a riempire le terapie intensive, gli ospedali psichiatrici e i cimiteri per mantenere questi rapporti di forza e questo sistema economico.

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