Lavorare nel mondo della moda: la verità!

Com’è lavorare nel mondo della moda? Cosa significa davvero? Oggi sono qui per dirvi la cruda verità e sfatare i falsi miti di questo sbrilluccicoso settore!

Ricordate il Diavolo veste Prada? Ecco, dimenticatelo. Care ragazze, l’unica cosa reale di quel film è lo stress della poverella, le notti passate a lavorare e la vostra vita attaccate al cellulare a leggere mail e rispondere a commenti su Instagram.

Nessuno vi regalerà mai vestiti e, soprattutto, nel caso in cui decidiate di portarvi un capo dello showroom a casa, sappiate che il vostro responsabile vi seguirà per staccarvi la pelle di dosso al grido di: “QUEI VESTITI SONO PER LA STAMPA,BLOGGER O CHI PER LEI!”.

Vi ricordate la meraviglia delle sfilate di Parigi? Quelle in cui alla cara assistente regalano accessori e qualsiasi altra meraviglia? Ecco, cancellate anche quel punto. Le fashion week sono il male, 5 giorni di puro delirio in cui correrete come delle ossesse per tutta la città, con cartelle stampa in una mano e caffè triplo nell’altra; il cellulare è in tasca, con auricolari collegati, mentre voi provate a spiegare al vostro capo (urlante) che state correndo alla prossima sfilata e che, ovviamente, non ci sono taxi.

Vi ricordate i vostri weekend liberi? Cancellateli. Lavorate in un settore in cui siamo tutti convinti di salvare bambini, quindi, passerete molte domeniche a fare rassegna stampa, allestire showroom o lavorare in fiera.

La vita sociale è quasi nulla o meglio, avrete una vita sociale di settore, sempre il vostro responsabile (quello che vorrebbe staccarvi la pelle di dosso) vi dirà che le pr sono importanti, quindi parteciperete a tutti gli after party del mondo… al 5 capirete che non sono divertenti, anche perché scoprirete che agli eventi di moda non si mangia!

Ora dopo avervi detto la verità io vi consiglierei di non passare al lato oscuro o, nel caso in cui decidiate di fregarvene, di farlo solo se spinte da una reale passione per questo mondo, passione coincide con competenza, proattività e flessibilità (le parole che sentirete costantemente a qualsiasi colloquio).

Facciamo capire al mondo che il secondo punto del PIL in Italia è formato da persone competenti e che dietro una gonna in taffetà tecnico c’è il lavoro di decine di persone, capaci, motivate e creative!

Detto questo, con un po’ di tempo imparerete a distinguere il lavoro dalla vita privata e ad avere anche un po’ di tempo libero, tempo nel quale sfoglierete riviste di moda in previsione del prossimo shooting!

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