Labor gratia laboris

Il capitalismo statunitense, inteso come quel sistema basato su “libera impresa e desiderio di profitto”, ha raggiunto i suoi limiti strutturali. Il dogma della crescita infinita non è solo falso, è proprio pericoloso. Chi ancora ci crede, lo fa solo perché ne ha bisogno per giustificare il proprio status agli occhi di quelli che sono dalla parte sbagliata del sistema, costretti a dover dedicare la propria unica vita al lavoro.

Questo capitalismo di rapina si basa su un altro pilastro: la silenziosa trasformazione del lavoro da mezzo a fine. Sebbene a prima vista possa sembrare una sottigliezza semantica, non lo è. Quello che Rifkin chiama “il vangelo del consumo” è stato il punto di svolta: prima degli anni ’20 del XX secolo il lavoro, persino negli operosi e protestantissimi Stati Uniti, aveva come fine il risparmio. Comprare una casa, condurre una vita tranquilla, avere qualcosa da mangiare, questi erano gli obiettivi dei lavoratori. Ma questa mentalità non permetteva la “crescita infinita” tanto agognata dall’aristocrazia del capitale. 
Sostituendo il consumo al risparmio, si è creato un sistema in cui il lavoro ha smesso di essere un mezzo ed è diventato un fine: per poter consumare, bisogna aver soldi e per aver soldi bisogna lavorare. Il vangelo del consumo e l’etica del lavoro capitalista sono due facce della stessa medaglia. 
Si fa un gran parlare di “crescita” e “ripresa”, ma non viene mai posta l’unica vera domanda: “perché?”. Perché ci costringiamo in obiettivi, previsioni e budget annuali? Perché costringiamo milioni di persone a passare l’unica vita che hanno chiuse in un cubicolo? Forse il fatturato di oggi non va più bene domani? Davvero è necessario crescere a due cifre ogni anno?

E non finisce qui.

Come spiegato brillantemente da Annie Leonard in “Story of Stuff”, il “vangelo del consumo” ha comportato la distruzione di buona parte del sud del mondo, con conseguenze ecologiche, sociali ed economiche che difficilmente potranno essere mai sanate. Siamo sicuri che è altra crescita quello che ci serve?
Eppure continuiamo a sentirci ripetere che solo lavorando di più e meglio potremo liberarci dei problemi che affliggono le nostre società…

La prossima volta che qualcuno vi parla di crescita, fermatelo e chiedetegli perché. Vedrete che non saprà rispondervi.