I terremoti hanno da sempre suscitato paura e curiosità nel bambino che ero. Quelle poche volte che mi era capitato di assistere al veloce ondeggiare dei lampadari in casa oppure ai tremolii e le vibrazioni delle porcellane nella casa dei nonni, avevo la sensazione strana di come il tempo andasse al rallentatore, dilatandosi. Quelli che erano una manciata di secondi sembravano minuti. E l’unica cosa che rimaneva era l’angoscia della dormiveglia che ti accompagnava per giorni ogni volta che dovevi addormentarti. Perché niente fa più paura di ritrovarsi sobbalzato dal letto in pieno sonno.

Ciò che penso ora da grande, è che l’uomo di fronte alla Natura non può far nulla. Terremoti, alluvioni, tempeste sono segni che viviamo su un pianeta vivo, in continua evoluzione. Nella storia della Terra siamo solo arrivati da neanche un minuto, mentre ciò che ci circonda ha cambiato forma innumerevoli volte nel ciclo della natura di vita e morte. L’uomo deve ricordarsi che non può dare nulla per scontato, tantomeno la sua esistenza in questo mondo. E se davvero egli desidera continuare a vivere e sopravvivere, deve imparare ad andarci d’accordo. L’abusivismo, lo sfruttamento smisurato delle risorse e la convinzione che tutto ci è dovuto devono lasciare spazio alla ricerca e consapevolezza di sé, all’integrazione delle nuove tecnologie in una realtà di coabitazione ecosostenibile che miri alla salvaguardia delle persone e degli spazi naturalistici, all’implementazione di protocolli di sicurezza contro ogni atto di urbanificazione selvaggia.

Ricondurre tutto ad un discorso politico, di scarico delle colpe sulle spalle altrui, non è altro che sminuire un problema più grande e negare di avere effettivamente una soluzione. Sono davvero inutili i confronti con altri paesi a rischio sismico più alto, i quali hanno raffinato la loro difesa solo attraverso gli anni, e al numero costante di eventi sismici che hanno colpito le loro aree.

La verità è che l’Italia ha un patrimonio architettonico inestimabile, ma che è vecchio, spesso carente di cure, e che se vi fossero sufficienti cure di manutenzione, esso avrebbe comunque un solo determinato tempo per esistere. Al di là delle dispute politiche sulla ricostruzione, va ricordato che in tempi lontani, tali eventi colpivano comunque la penisola, lasciando gli abitanti a ricominciare a ricostruire da capo. Un esempio non tanto distante come anni, è il terremoto del Friuli che ha mostrato a tutti cosa può fare la volontà delle persone e l’unità di fronte alle disgrazie. Oggi è facile aspettarsi tutto e mostrarsi indignati ma se vi doveste trovare come coloro che hanno perso gran parte della loro vita, scegliereste forse di rimboccarvi le maniche e ricominciare da capo. Perché nonostante la difficoltà nel fare tutto questo, la voglia di continuare e di essere vivi continua ad avere la meglio su tutto. Sperando che nel fare ciò, non si verifichino gli stessi errori di prima.