Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Di seguito, il discorso pronunciato stamattina dal Sindaco Juri Imeri durante la cerimonia per la Festa dell’Unità nazionale e delle forze armate.
Buongiorno a tutti e tutte e grazie per la presenza ai cittadini e alle cittadine, alle autorità civili, ai componenti della Giunta e del Consiglio Comunale, al Sindaco di Arzago d’Adda Gabriele Riva, al nostro Parroco Monsignor Norberto Donghi, ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, al Corpo Musicale Città di Treviglio, alla dottoressa Pirola in rappresentanza dell’Asst Bergamo Ovest, ai rappresentanti dell’istituto Cantoni e delle scuole e a quelli di gruppi, enti e associazioni che operano a Treviglio e per i trevigliesi. Un saluto, e un ringraziamento, anche alle autorità militari, e un benvenuto particolare al Capitano Claudia Di Pirro Belisario e al Capitano Filippo Testa, nuovi comandanti rispettivamente della compagnia della Guardia di finanza e della compagnia dei Carabinieri della nostra città.
Dodici mesi fa abbiamo riconsegnato alla città il monumento ai caduti di Piazza Insurrezione sottoposto a restauro conservativo in occasione del centenario della fine della grande guerra.
E’ stato quello un gesto doveroso, sentito e partecipato della nostra città, anche perché permise di riportare alla “memoria” un tratto che sembrava “perduto”, dal momento che prima del restauro mancavano tantissimi nomi di caduti trevigliesi sulle lapidi del monumento, andati smarriti nel corso dei frequenti interventi che ne hanno modificato luogo, disposizione e struttura.
Dodici mesi fa abbiamo voluto ripristinare la parte più essenziale di quanto era andato perduto nel corso degli anni, e cioè la memoria dei nomi dei 114 valorosi caduti per la Patria.
Ricordavo poi ieri nella Santa Messa al Cimitero anche il restauro conservativo della Cappella del cimitero.
Per entrambi questi simboli della memoria i trevigliesi si mobilitarono, unendo le forze fisiche ed economiche, dimostrando già allora i tratti forti della solidarietà e della partecipazione che sono distintivi della nostra bella città.
Ma la memoria, il ricordo, l’omaggio non possono ricondursi certamente solo ad anniversari importanti o a giornate di festa.
Tutti noi, a cominciare da chi ha la responsabilità di dovere e potere prendere decisioni che ricadono su tutta la comunità, dobbiamo seminare continuamente i ricordi della storia e della memoria. E vale anche per quella che molti chiamano “grande guerra” e che grande è stata solamente nella sofferenza di uomini e donne.
Una guerra che ha cambiato la realtà umana e politica dei paesi europei e dell’Italia, come ben ci racconta — emozionandoci — la mostra “1915–1920 Dalla linea del Piave alla linea di Fiume” che la Banca di Credito Cooperativo Cassa Rurale e la Fondazione Cassa Rurale hanno allestito presso la sede centrale in via Carcano e che sarà aperta con ingresso gratuito fino al 16 novembre dal lunedi al venerdi dalle 8.20 alle 13.20 e dalle 14.50 alle 17, oltre che il sabato dalle 8.30 alle 12.30. Andate a visitarla.
E’ un forte elemento di memoria, di ricordo, di riflessione che attraverso una trentina di quadri di autori italiani ci fa rivivere, con occhi e stati d’animo diversi, quegli anni bui che portarono a un profondo cambiamento nella storia dell’umanità, anche della nostra città. Giovanni Grazioli, presidente della Cassa Rurale che ringrazio per aver allestito a Treviglio una mostra di grande pregio culturale ed emotivo, presentandola ha sottolineato l’importanza del ricordo, perché la mancanza di memoria potrebbe portare a ripetersi quello che di brutto c’è già stato.
Ecco perché noi ogni anno, ma soprattutto nelle azioni di ogni giorno, abbiamo il dovere di studiare, raccontare, promuovere la conoscenza e la storia, senza dimenticare una preghiera e un omaggio doveroso a chi ha visto infranto il sogno della propria vita per inseguire un sogno che non è mai esistito.
Sempre il presidente Grazioli, presentando la mostra, ricordava anche come dagli archivi della banca siano emerse testimonianze del tempo che raccontavano delle preoccupazioni degli amministratori della Cassa Rurale, alle prese con difficoltà economiche e la diminuzione del numero dei soci, molti dei quali impegnati al fronte o, peggio, caduti in battaglia. Si pensò anche di cedere la Cassa Rurale, ma presto l’ipotesi venne scongiurata dalla consapevolezza che in un periodo difficile la funzione della Cassa Rurale fosse preziosa. E fu cosi!
La nostra è una città orgogliosamente solidale, impegnata costantemente a tendere la mano. Oggi come allora, e come in tante altre difficoltà che abbiamo affrontato e che abbiamo narrato anche in questi anni attraverso racconti e storie che intrecciano le relazioni della Parrocchia, dell’Amministrazione, della Cassa Rurale, del mondo del volontariato e dei singoli cittadini.
Nel ricordo dei caduti di tutte le guerre, ringraziando anche gli uomini e le donne delle forze dell’ordine per il prezioso lavoro che svolgono ogni giorno per difendere la nostra libertà e la democrazia, a nome di tutta la città esprimo grande gratitudine e rinnovo il commosso ricordo per tutti i nostri caduti.
Onore ai caduti e viva le Forze Armate! Viva l’Italia! Viva Treviglio!
