Guido Fantoni


Stavo leggendo gli Appunti sul fumetto fascista di Stelio Millo sulla ristampa anastatica di Linus #10 (gennaio 1966) quando a un certo punto viene citato Guido Fantoni, fumettista italiano, e accreditato come autore della storia Sul trono di Titania, che Millo supponeva essere riscrittura e ridisegno di una avventura di Brick Bradford.

Cercando maggiori informazioni sulla storia, mi imbatto in un’altra opera di Fantoni, una prosecuzione delle avventure di Flash Gordon, all’epoca pubblicato dalla Nerbini:

Immagine trovata sul blog La testa delle nuvolette: http://testanellenuvolette.blogspot.com.es/2010/08/vuole-il-vero-sig-flash-gordon-alzarsi.html

La storia, che forse è stata scritta da Federico Fellini e forse no, nasce come diretta conseguenza della perdita dei diritti di pubblicazione del personaggio da parte dell’editore toscano.

A ogni buon conto, tornando a Fantoni, su di lui si trovano ben poche informazioni. Ad esempio sul sito della Fondazione Franco Fossati si legge quanto segue:

Disegnatore, padre di Liliana e Mario.
Nel dopoguerra disegna un seguito delle avventure di Flash Gordon per l’editore Mario Nerbini.
Realizza poi alcune avventure a fumetti di Capitan Walter, su testi di Mario Basari.
Per Topolino giornale disegna alla fine del 1945 “L’isola dei pinguini”, dal romanzo di Pina Ballario.

In effetti anche gli episodi conclusivi di Sul trono di Titania vennero pubblicati su Topolino, nella sua versione giornale, dopo una prima pubblicazione sull’Avventuroso.

Tratta dal blog Fumetti classici: http://annitrenta.blogspot.it/2009/10/le-vicissitudini-del-vittorioso-dal_15.html

Maggiori informazioni biografiche su Fantoni le fornisce egli stesso sul Vittorioso (il testo che segue è estratto dalla pagina qui di fianco):

Padre dei suoi due fedeli collaboratori, ha avuto una giovinezza movimentata come produttore di giornali illustrati.
“Fin dalle elementari scoprii in me il pallino dello scrittore e del disegnatore. Con una chiara calligrafia a stampatello, compilai un intero romanzo d’avventure L’Aquila della partica corredandolo di illustrazioni a colori. Ogni settimana una dispensa, che poi distribuivo a turno ai compagni di classe, dietro versamento di un soldo.”
Ed allora, senza trascurare gli studi, il nostro scrittore-disegnatore-editore in erba, approfondisce la sua cultura in materia, passando in rassegna Cooper e Wells, Verne e Rosny, non trascurando le principali relazioni di viaggi intorno al mondo.
“Forte della scienza acquisita, accolsi con entusiasmo l’invito rivolto agli alunni dal prof. Matini, insegnante di italiano, su una monografia a piacere, corredata da figure o da cartoline illustrate. Ero appena arrivato alle Scuole Medie. Con passione scrissi un fascicolo sui Mayas, i Toltechi, gli Aztechi et similia, roba che a quell’epoca non era certamente all’ordine del giorno nè agli onori della cronaca, corredando le trenta pagine di testo con illustrazioni “originali” in tocco di penna.”
L’episodio caratteristico si concluse con una sospensione di tre giorni, per il nostro genio incompreso in quanto alcuni disegni erano stati ritenuti troppo e macabri dall’insegnante.
Tali… successi giovanili lo invogliarono a dirigere più tardi, un proprio stabilimento di Smaltaggio Artistico. Addestrando i propri dipendenti ebbe occasione di aiutare e consigliare un giovane apprendista che collabora con vignette ad un settimanale illustrato.
“La riuscita del giovane m’invogliò a… seguirlo. Con novelle, romanzi ed illustrazioni collaborai poi per molti anni, a buona parte di periodici adatti alla gioventù, finchè m’imbattei con il Vitt ed ebbi l’incarico di studiare la realizzazione del famoso personaggio Capitan Walter. Ma per una settimanale produzione cosi impegnativa non potevo certo disimpegnarmi da solo. Invitai quindi i miei figli a collaborare con me.”
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