Il desiderio di essere come tutti
Francesco Piccolo — Einaudi
Potremmo intitolarlo “discorso sulla sinistra italiana”. In realtà è Il desiderio di essere come tutti, l’ha scritto Francesco Piccolo, ha vinto il premio Strega 2014 ed è molto pertinente a quanto succede in Italia in questi mesi.
In una conferenza ormai famosa tenutasi nel 1919, dal titolo La politica come professione, Max Weber distingue due modi di agire nella pratica politica: l’etica dei principî e l’etica della responsabilità.
Nella sostanza, chi si comporta secondo l’etica dei principî, non tiene conto delle conseguenze delle proprie idee. Cioè: fa delle scelte secondo i suoi ideali, agisce in un modo che ritiene giusto, e questo può bastare: le conseguenze che derivano da ciò che è stato fatto non interessano. Non riguardano colui che agisce; riguardano, dice Weber, il mondo, e quindi la possibile stupidità degli esseri umani. Riguardano, quindi, gli altri.
L’etica della responsabilità, invece, per ogni decisione da prendere tiene conto delle conseguenze prevedibili. […] Come dice Weber, tiene conto dei difetti degli esseri umani; e non attribuisce agli altri le conseguenze del proprio agire.
Chi fa politica scodo l’etica dei principî, segue le sue idee e tiene conto soltanto di quelle — in pratica si sottrae a un vero e proprio atto politico; chi fa politica secondo l’etica della responsabilità, si pone ogni volta il problema di ciò che accadrà in seguito a una sua decisione — in pratica mette in atto un’azione politica.
La nostra [della sinistra, ndr] occupazione principale, in tutti questi anni, è stata quella di tracciare i confini. Avendo anche la flessibilità di spostarli, quando era il caso, ma comunque tenendo ferma una linea semplificatrice che dicesse: di qua stiamo noi, di là stanno gli altri. Tu puoi venire qua, tu adesso devi andare al di là della linea. Spostiamola un po’ per fare entrare una parte dei moderati in più; non tanti, però.
[…] Tutti quelli che stanno di qua stanno con noi, tutti quelli che stanno si là stanno contro di noi. Noi siamo i buoni, loro i cattivi — come nei film. In verità, la differenza con i film è che nei film i buoni vincono, mentre noi spesso perdiamo. Ma il fatto che perdiamo non ci dà nessun senso di debolezza, anzi. Il fatto di stare dalla parte giusta ci basta, ci rende solidi. E anzi, se dobbiamo dirla tutta, ci piace essere dalla parte giusta e perdere. Perché nella sconfitta si è più uniti, mentre quelli che vincono diventano sempre un po’ arroganti. Perché la sconfitta non mette in gioco la quantità di problemi che mette in gioco la vittoria.
[…] siamo diventati la parte più reazionaria del Paese, nonostante ci fossimo definiti moderni, oltre che civili. In pratica, abbiamo cominciato a fare resistenza al malcostume, alla degenerazione, e pian piano la resistenza è diventata la nostra caratteristica principale, che è tracimata anche nel costume, in ogni forma di cambiamento, di accadimento. Abbiamo cominciato perfino a usare la parola: resistere — che è diventata senso di estraneità a tutto. Diamo l’impressione, al resto del Paese, di giudicarlo male qualsiasi cosa provi a fare; di essere scandalizzati, a volte inorriditi.
A noi della sinistra italiana, nella sostanza, non piacciono gli italiani che non fanno parte della sinistra italiana. Non li amiamo. Sentiamo di essere un’oasi abitata dai migliori, nel mezzo di un Paese estraneo. Di conseguenza sentiamo di non avere nessuna responsabilità.
[…] Però, a questo Paese che non ci piace, che non possiamo amare, del quale non sentiamo di far parte, e che osserviamo inorriditi ed estranei, noi della sinistra italiana a ogni elezione, siamo costretti a chiedere il voto. Vogliamo, cioè, che quella parte di Paese che disprezziamo, si affidi alle nostre cure. Ciò che puntualmente non avviene, proprio perché il Paese sente questo senso di estraneità. E poiché non avviene, noi della sinistra italiana ci indigniamo di più, ci estraniamo di più e riteniamo di essere ancora meno responsabili di questo Paese di cui non sentiamo di far parte.
Francesco Piccolo, Il desiderio di essere come tutti, Einaudi.
#Piccolo #Strega #IlDesiderioDiEssereComeTutti #Einaudi