Curzio Malaparte — Tecnica del colpo di stato

Quando pubblica Tecnica del colpo di stato Curzio è un giornalista che, nel corso della sua vita, si è già ritrovato più volte a raccontare i fatti critici della storia direttamente da sotto il palcoscenico. Quando pubblica la Tecnica, Kurt Erich Suckert (in arte Curzio Malaparte) ha trentatrè anni, l’età tradizionalmente più adatta per essere crocifissi e rimanere nella storia. Questa, infatti, sarà la pubblicazione che gli varrà l’inaspettato successo su scala mondiale, oltre che una lunga e crudele persecuzione che si esaurirà parzialmente solo dopo la caduta del fascismo.

È difficile riuscire a pensare ad un libro i cui contenuti siano capaci di fare incazzare contemporaneamente così tante persone di rilievo, al punto che, uscito per la prima volta in Francia nel 1931, “non fu a suo tempo proibito soltanto in Italia, ma anche in Germania, in Austria, in Spagna, in Portogallo, in Polonia, in Ungheria, in Romania, in Jugoslavia, in Bulgaria, in Grecia, in tutti quegli Stati, cioè, dove, o per l’arbitrio di un dittatore, o per la corruzione degli istituti democratici, le libertà pubbliche e private erano soffocate, o soppresse.” Hitler lo fece bruciare per mano del boia sulla piazza di Lipsia, “accusato di fascismo dai trotzkisti, e da Trockij stesso, e di trotzkismo da certi comunisti, che non sopportano di veder mescolato il nome di Trotzki a quello di Lenin e, quel che più conta, al nome di Stalin.”

Bel colpo, Curzio.

Cosa contiene, dunque, questo libro, per portare il suo stesso autore, molti anni dopo, a pentirsi amaramente di averlo scritto? Contiene le istruzioni, né più né meno, passo passo, per il colpo di stato efficace. Quello che si svolge senza lasciare troppi morti dietro di sé, e che mantiene il controllo della macchina statale una volta preso il potere. Istruzioni corredate dall’analisi instancabile dei precedenti grandi appuntamenti con la violenza del potere istituzionale: da Catilina e Cicerone a Napoleone e Sieyès, da Trockij e Stalin ai colpi di mano di Mussolini.

Il merito del suo successo? Essendo un manuale, le istruzioni funzionano in entrambe le direzioni: per chi il potere lo vuole attaccare, ma anche per chi il potere lo vuole difendere.