Guida al lunedì di San Corrado

Piccolo antefatto per chi non é di Noto. San Corrado é il santo patrono della mia città: la sua festa, tra le più famose e sentite feste patronali della Sicilia, si celebra ogni anno nell’anniversario della sua morte, il 19 Febbraio. A questa data se n’é successivamente aggiunta un’altra, vera e propria replica della processione e della benedizione, che si svolge l’ultima domenica di agosto a beneficio dei netini che lavorano fuori sede e ovviamente dei turisti. Il giorno dopo tradizionalmente é il “Lunedì di San Corrado”, una specie di festa di fine estate che si tiene ogni anno a Lido di Noto, con migliaia di persone che affollano il lungomare accorrendo festose da ovunque per ammirare un meraviglioso concerto di qualche artista caduto in disgrazia e dimenticato da anni (sul quale non mi dilungo oltre perché ci scriverò un post apposito, prima o poi). A chiudere la serata c’é un imperdibile spettacolo di fuochi d’artificio sull’acqua: bello, ma sono io che coi fuochi d’artificio ho un problema, mi annoio dopo due minuti, e questi durano quanto un episodio di Grey’s Anatomy. Questo fiume di persone con le relative auto é regolato con un metodo molto basico: le due strade principali che portano a Lido diventano a senso unico, da una parte si va, dall’altra si torna, fine. Le code che ne conseguono, all’andata e al ritorno, sono ormai mitologiche: alcuni, i più esperti, partono attrezzati di cuscini, coperte, acqua e viveri; altri, più novellini, tentano vie alternative attraverso impervie stradine di campagna (potrebbe capitarvi, a volte, di sentire gli appelli in tv dei loro familiari nel corso della trasmissione Chi L’Ha Visto). Dove parcheggiare la macchina é una questione che é lasciata al libero arbitrio di ciascuno, tenendo presente che ovunque si parcheggi é comunque divieto all’infuori degli unici parcheggi organizzati, che ti permettono di lasciare la tua auto incustodita in un campo fetido e acquitrinoso, a fronte di un prezzo modico che si aggira intorno ai 5 euro, per i quali non devi chiedere scontrino per non guastare lo spirito della festa. Ovunque bancarelle, camioncini di paninari, artisti di strada, lape (cioé Ape Piaggio) dei venditori di granite, dimostrazioni di utensili per la casa che ti sembrano indispensabili e poi te li dimentichi in un cassetto per sempre, giostrine per i bimbi. Non mancano giochi di abilità tipo il tiro a segno e soprattutto il mio preferito, il lancio del cerchio nel collo di una bottiglia di spumante o di vino: si vince la bottiglia stessa o una banconota che sta sotto, tra il fondo della bottiglia e un supporto di legno. La difficoltà consiste nel fatto che il cerchio, poco più grande del diametro della bottiglia stessa, non deve solo entrare nel collo della bottiglia (che sarebbe facile) ma deve scendere fino a giù, senza fermarsi storto e senza restare impigliato negli spigoli della base in legno a forma di parallelepipedo. Nella pressoché impossibile impresa non ho mai visto riuscire nessuno, anche se si narra di un tale francese che negli anni ’70 abbia avuto successo e si sia portato a casa l’ambita banconota: ma qui si entra nel regno del leggendario. Non so quanto abbia guadagnato negli anni, grazie a questo trucco, il tizio che gestisce l’attrazione, ma mi piace pensare che ci stia pagando l’Università a tre o quattro figli, che lo ripagheranno laureandosi in Economia e Commercio con una tesi sul genio imprenditoriale del loro padre. Infine non possono ovviamente mancare gli zingari che vendono palloncini: non chiedetemi il perché, ma in quello specifico settore di mercato che é rappresentato dalla vendita al dettaglio del palloncino gli zingari hanno il monopolio assoluto, una cosa su cui l’Antitrust dovrà prima o poi aprire un indagine.

Originally published at unveroeproprioarsenale.wordpress.com on August 26, 2013.