Il castello di Lampedusa assediato dai barbari

Questo non è un post con la soluzione facile al problema dell’immigrazione. Lo dico subito anche se è ovvio, il problema è enorme, più grande di Lampedusa (i cui abitanti, pur vivendo in un’emergenza umanitaria perenne, si dimostrano come sempre commoventi nella loro calma solidarietà), più grande della Sicilia, dell’Italia, dell’Europa. Più grande di ogni retorica politica e giornalistica, di ogni titolo, di ogni frase a effetto, di ogni lutto nazionale, di ogni passerella di vip, di ogni promessa elettorale non mantenuta, di ogni demagogia, di ogni buonismo e di ogni razzismo. Il problema sono milioni di disperati che arrivano ogni giorno. Sempre. Su barconi fatiscenti, in mano a delinquenti subumani, arrivano spinti dalla fame e dalla guerra. E non li fermi. Non li fermi perchè la fame e la guerra sono più forti di qualunque altra cosa. La legge Bossi-Fini non serve a niente, non è mai servita se non al suo vero scopo: accontentare e rassicurare il popolo nella sua paura irrazionale degli immigrati che aumentano sempre più. Per non parlare del fatto che la legge Bossi-Fini è sbagliata, moralmente e razionalmente sbagliata. Questo non è il confine Messico-USA, dove se vuoi puoi tirare su un muro e fregartene (e non è così semplice nemmeno in quel caso). Questo è il mare, e in mare la gente si deve soccorrere. Se fosse vero, come afferma il sindaco di Lampedusa, che intorno al barcone in difficoltà c’erano alcuni pescherecci che non sono intervenuti per paura di avere problemi con la legge, allora la legge sarebbe da abolire domani. E da dopodomani bisognerebbe cominciare a parlarne seriamente a livello europeo: ripeto, il problema è enorme e non può risolverlo nemmeno l’Europa. Ma se l’Unione Europea non comincia ad organizzare una gestione seria e razionale dell’emergenza, se continua a considerare locale un problema che è internazionale, allora non si vede a cosa serva. Intanto a livello mondiale bisognerebbe forse cominciare a riflettere seriamente sul senso profondo di avere un intero continente con un miliardo di persone che vivono in condizioni disumane e lentamente vedere, nel corso di una o due generazioni, di risollevarne l’economia. Piano piano. Ma prima che ad alti livelli tutto questo accada, o cominci ad accadere, o si spera che forse un giorno cominci ad accadere, ora e subito, noi che non possiamo farci granchè dovremmo davvero cominciare a ragionare diversamente, e smetterla di pensare che l’Italia è degli italiani, la Francia dei francesi e la Tunisia dei tunisini. Che c’è posto qui per tanti di loro così come c’è posto per noi all’estero quando andiamo a cercare lavoro e fortuna. Che in proporzione noi e loro siamo nella stessa situazione, solo che la loro è peggio. Che se non diamo a questi disperati una possibilità legale non gli resteranno che quelle illegali. Che il Medioevo è finito da un pezzo e i castelli assediati dai barbari non ci sono più. E comunque l’olio bollente non funziona, e quando anche funzionasse non sarebbe molto coerente usarlo e poi proclamare lutto nazionale.


Originally published at unveroeproprioarsenale.wordpress.com on October 4, 2013.