La mia serie estiva preferita: The Newsroom

L’estate per gli appassionati di serie tv é un periodo di fiacca, non esce quasi niente di rilevante perché i pezzi forti sono tutti concentrati nella stagione autunno-inverno. L’eccezione, fino a tre anni fa, era rappresentata da True Blood e per qualche anno per gli appassionati di serie l’estate é stata la stagione di True Blood. Dall’anno scorso invece, essendo nel frattempo True Blood andato ufficialmente in vacca, l’estate é la stagione di The Newsroom; quando gli amici mi chiedono qualcosa di nuovo da guardare, io adesso consiglio The Newsroom. Che cos’é. The Newsroom é una serie televisiva americana che va in onda sulla HBO ed é scritta da Aaron Sorkin, autore di serie tv di successo come The West Wing nonché premio Oscar al cinema per la sceneggiatura di The Social Network: la prima stagione, formata da dieci episodi da un’ora ciascuno, é andata in onda la scorsa estate, la seconda é tutt’ora in corso. Di cosa parla. Il protagonista è Will McAvoy, un giornalista televisivo bravissimo ma ormai diventato cinico e disilluso che da anni si è venduto per fare successo: una sera durante un dibattito televisivo, essendo stressato per vari motivi personali che scopriremo, non regge più la retorica, le bugie e le frasi fatte che lo circondano e allora sbrocca e comincia a dire in diretta cosa pensa veramente di molte cose, dall’informazione alla politica e alla società. Finisce ovviamente nei guai con il suo canale televisivo ma viene notato da una produttrice idealista (che è anche la sua ex) che si è messa in testa di provare a fare una cosa mai vista prima: un telegiornale che dia notizie vere e scelte in base alla loro importanza, che spieghi le cose alla gente e non la distragga parlando di scemenze, che racconti la cronaca senza speculare sulle tragedie, che parli di politica in maniera obiettiva ed imparziale, verificando e smascherando le balle dei politici. La serie segue quindi le vicende della redazione di un notiziario televisivo: c’é una parte leggera, fatta dalle storie sentimentali e professionali dei personaggi, una specie di Grey’s Anatomy di giornalisti, e una parte pesante, la cronaca e la politica, le notizie, l’etica professionale, la verità, la giustizia. I punti forti sono i dialoghi, velocissimi e pieni di battute, ironia e sarcasmo, e soprattutto il protagonista, il personaggio più divertente e affascinante dai tempi di dr House, interpretato da un Jeff Daniels di una bravura mostruosa. Un’altra particolarità è costituita dal fatto che le notizie raccontate sono tutti fatti veri avvenuti nell’anno precedente: vediamo così come una redazione di bravi giornalisti avrebbe raccontato l’esplosione della centrale nucleare di Fukushima, il disastro ambientale della piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico, l’uccisione di Bin Laden, le rivoluzioni della primavera araba, le proteste di Occupy Wall Street, la campagna elettorale per le Presidenziali del 2012, ecc. Si impara veramente parecchio, un po’ grazie a questo ripasso di politica e di cronaca (che sono in gran parte la politica e la cronaca americane ma comunque ci riguardano tutti) e un po’ perché vediamo la differenza tra questa redazione ideale e i tg che vediamo tutti i giorni. In molti hanno criticato la serie, anche con qualche ragione, proprio per questo suo assoluto carattere irreale, per questo idealismo costante che spesso diventa moralismo, per questa pretesa di essere continuamente didattici e spiegare sempre tutto, come se nella vita reale negli uffici le persone mentre lavorano spiegassero continuamente tutto quello che fanno. E’ tutto vero, ma proprio questo idealismo e questo tentativo di stare dalla parte giusta, di insegnare, di educare e di spiegare, in un mondo di barbari ignoranti e maleducati come questo a me sembra commovente. Intendiamoci, non che tutti i personaggi siano dei santi (sarebbe stato noiosissimo) anzi tutti quanti a turno combinano delle belle minchiate (nella seconda serie ce n’è una dalle conseguenze gravissime) però ci provano a fare la cosa giusta, ecco: ogni volta che bisogna decidere cosa raccontare e come, c’è sempre qualcuno che alza la mano e dice “Fermi tutti: non è che stiamo sbagliando? Magari controlliamo un attimo prima.”. Praticamente una serie di fantascienza.


Originally published at unveroeproprioarsenale.wordpress.com on August 24, 2013.