Quanto ne sai di Sneakers? Intervista con Matt Powell

Il sogno di ogni Sneakerhead oppure un classico negozio di articoli sportivi

Il mondo delle sneakers è pieno di amanti e di sneakerhead (collezionisti) però negli States c’è un signore che è sicuramente uno dei migliori analisti sportivi (come abbigliamento e calzature e quindi anche sneakers) mondiale e il suo nome è Matt Powell.

Ma chi è Matt?

Matt Powell

Matt lavora presso l’NPD Group come analista sportivo è autore del Blog “Sneakernomics” dove da notizie sull’industria delle sneakers e dello sport. Però prima di diventare un esperto Matt ha fatto ricerche di mercato e analizzato i trend per circa 15 anni e prima ancora gestiva un retail negli Stati Uniti, dove ha fallito parecchio ma ha anche imparato molto.

Seguo Matt da parecchio e mi ha dato molto, infatti grazie a lui ho imparato molte cose sull’universo sneakers. Propio per questo motivo mi è venuta l’idea di chiedergli quali sono i trends (le mode) del momento.

I trend più importanti di quest’epoca sono il retrò e il lifestyle running (utilizzo delle scarpe da corsa per il tempo libero e/o lavoro).

In che condizioni si trova invece il performance? (per intenderci corsa, basketball, calcio, palestra etc..)

Al momento non c’è alcun settore dell’industria performance che ha un trend positivo, tutti i maggiori marchi che stanno investendo nel performance stanno andando male.

Parlando dei brand (marchi), ci potresti descrivere il mercato?

Adidas Superstar (Sinistra) e Nike Air Max 1 (Destra) — le sneakers più famose.

Nike è ancora il marchio più forte, infatti detiene ancora il 50% di market share negli USA mentre Adidas è al 10% .

Nike sta cominciando a perdendo posizioni e sia Adidas (+18% nel 2016) che Puma (+15% nei primi 3 mesi del 2017) stanno guadagnando punti, ma Nike resta ancora il marchio più forte e nessuno, neanche Adidas, può raggiungerla nel breve periodo.

C’è molto da fare per raggiungere Nike, ma Adidas sta facendo un ottimo lavoro. Al momento se andiamo su Facebook e Instagram possiamo vedere tantissime Yeezy — la scarpa che Adidas ha lanciato in collaborazione con Kanye West. Quanto secondo te la Yeezy e West hanno aiutato Adidas a crescere?

Non credo che West e la Yeezy hanno dato un contributo reale alla crescita di Adidas, infatti le collaborazioni sono di natura limitate e non sono rivolte alla massa (o grande distribuzione) ma solo ad una piccolissima parte del mercato ed è per questo motivo che non possono incidere sulle prestazioni di un marchio.

Wow. Interessante. Però per molte persone la Yeezy ha avuto un’impatto sul brand Adidas, c’è chi dice che West ha portato quella sacralità o importanza che ad Adidas mancava. Infatti ci sono molti amanti e/o collezionisti (Sneakerheads) di sneakers che non la pensano come te. Qual’è la tua opinione a riguardo?

Gli Sneakerheads sono molto appassionati e determinati a collezionare le sneakers però rappresentano una piccola parte del mercato e la loro influenza è molto bassa.

Screnshot del sito adidas.it — La Yeezy è soldout in meno di 24h

Tu invece, collezioni sneakers?

No, non possiedo alcuna sneaker. Io sono un analista del mercato non un amante.

Questo secondo me è la parte più interessante perchè ci permette di capire che per diventare un esperto non c’è bisogno di collezionare sneakers ma c’è bisogno di analizzare il mercato, vedere cosa le persone indossano e cosa le aziende propongono.

Voglio specificare che Matt non parla Italiano e le sue risposte sono state tradotte dall’inglese. Per tutti quelli che volessero seguire Matt lo trovate su Twitter come @NPDMattPowell e ci tengo ancora a ringraziarlo per disponibilità (Matt risponde personalmente a quasi tutti i followers che ha su twitter)

Spero vi sia piaciuta quest’intervista e se volete far conoscere questi dettagli ai vostri amici potete condividere l’articolo sia su Facebook e su Twitter.

Grazie mille per aver letto quest’altro articolo, per qualsiasi cosa potete scrivermi su Twitter (@vale_perry) o Instagram (v_addevico)

Love you all ❤

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.