LA MASCHERA DI CARNEVALE
La sveglia è sicuramente uno dei miei incubi peggiori al mattino, quel trillo assordante che ti fa sussultare e ti rintrona completamente; eppure questa mattina sembra quasi abbia un suono gradevole, il suono dell’inizio di una giornata febbricitante che aspetto ormai da mesi. Per molte persone, infatti questo è solo un giorno normale che tuttalpiù può trasformarsi in un momento molto divertente; ma per me martedì grasso è il giorno per eccellenza della felicità, fin da quando sono piccola aspetto con eccitazione che arrivi, ne respiro l’ebrezza già nei giorni precedenti il suo avvento, e quando finalmente arriva mi sembra di galleggiare sopra le nuvole.
Nella mia famiglia il carnevale è difatti una tradizione intramontabile, passata da generazione a generazione fino ad arrivare a me che ne impersono la massima emozione. Ci sono ancora molti dettagli nel mio costume che devo controllare e modificare, quindi mi alzo velocemente e mi metto subito all’opera. Seduta davanti alla mia preziosissima macchina da cucire, mi metto a ridefinire le cuciture del mantello e degli stivali, quest’anno infatti sarò il gatto con gli stivali, non so come mi sia venuto in mente di vestire i suoi panni ma mi è sembrato un personaggio classico di grande attualità, visti anche tutti i film che ultimamente sono stati fatti su di lui così, in una notte di fine novembre, presi la mia decisione e gatto con gli stivali fu!
Mentre sono impegnata a cucire il mantello, penso a quanti vestiti ho indossato in tutti questi anni, nella mia famiglia è tradizione prepararsi gli abiti da soli, quando si è raggiunta l’età per poterci riuscire ovviamente. Ricordo ancora il primo vestito che mi feci, avevo 11 anni e mia mamma mi disse: “Da quest’anno dovrai organizzarti per preparati da sola il vestito, ormai sei abbastanza grande per poterci provare. Se poi hai bisogno di qualche dettaglio un po’ più elaborato, ti aiuterò io volentieri ma sappi che sarà l’ultimo anno, lo sai che nella nostra tradizione familiare, ognuno deve arrangiarsi e prepararsi da solo le cose”. Rimasi sicuramente scioccata dalle parole di mia mamma ma allo stesso tempo non vedevo l’ora di cimentarmi nella creazione del mio personaggio, erano infatti ormai anni che aspettavo questo momento, sapevo che prima o poi avrei spiegato le ali.
Così iniziai ad ideare un vestito da coccinella, non lo scorderò mai, ovviamente non sapevo cucire e tanto meno usare la macchina da cucire, quindi presi della carta pesta rossa e iniziai a ritagliarne il bordo con molta cura, cercando di creare una sorta di onda, quella sarebbe stata la gonna; sopra vi applicai con la colla dei cerchi neri di carta per dare l’idea dei punti nera della coccinella. Poi presi una maglietta rossa e disegnai con un pennarello dei punti neri un po’ più piccoli dei cerchi sulla gonna; infine creai un cerchietto per i capelli con la carta pesta dove applicai delle piccole antenne. Era perfetto!
Sicuramente non era bello come quelli che avevo indossato negli anni precedenti, mia mamma si sbizzarriva tantissimo nei miei vestiti, ovviamente tutti da principessa e damina e rigorosamente rosa, però pieni di dettagli ricercati come un meraviglioso diadema che aveva creato apposta per il mio vestito da Cenerentola. Ricordo perfettamente ancora tutti i miei personaggi e tutti i gadget che avevano, non potrei dimenticarmi nemmeno un dettaglio tanto erano bellissimi.
Però questo creato da me, pur molto artigianale e improvvisato, aveva quel qualcosa in più che per me lo rendeva unico, la difficoltà nel creare materialmente un’idea che avevo in testa e poi vederla realizzata, tutto questo lo rendeva magico ai miei occhi. Negli anni poi sono migliorata parecchio sia nell’ideazione sia nella creazione materiale dei miei vestiti, i primi anni cercavo sempre di scegliere personaggi facili da creare, come Peter Pan tutto vestito di verde oppure ricordo il vestito da pomodoro gigante, buffissimo ma di poco sforzo infatti dovetti cimentarmi solo nel cappellino con le foglie verdi. Abituata ai vestiti stupendi che mi faceva mia mamma, non volevo sembrare ridicola vestita con dei cartoni o sentirmi dire dalle persone ma da cosa sei vestita? Sarebbe stato troppo umiliante, così sceglievo questi vestiti dal minimo sforzo, però tutto ciò non rientrava nella mia concezione di carnevale, non c’era più emozione, attesa, divertimento, colore, magia…
Così decisi che dovevo imparare a creare dei veri vestiti, mi iscrissi all’Istituto Tecnico dell’Abbigliamento e della Moda per poi approdare all’Accademia per diventare stilista. È quasi buffo pensare come una passione che avevo da bambina mi abbia indirizzato per il mio futuro: ora sono una stilista famosa nella mia città e ho una piccola boutique in centro dove ricevo una grande quantità di richieste, uomini che mi chiedono completi su misura e signore che invece decidono di far sbizzarrire la mia creatività commissionandomi vestiti estrosi per cene di gala o serate particolari.
Il settore però dove sono imbattibile è quello del teatro, i miei abiti teatrali sono i migliori della città e vengono da tutta Italia per farseli confezionare. Le cuciture perfettamente definite, i colori accesi, i tessuti pregiati e ovviamente i dettagli, gli stessi dettagli che mia mamma con cura preparava per i miei abitini di carnevale: cappellini decorati a mano, cinture con applicazioni disegnate e poi realizzate a mano da me, pietre e gemme intagliate messe sui vestiti, borsette e oggetti che identificano specificatamente i personaggi come spade, amuleti, corone e tutto ciò che ad essi è legato. Insomma sono la migliore, anche perché ciò che mi guida è la passione vera per questo lavoro, mi diverto mentre faccio i miei vestiti perché è come se creassi dei veri personaggi, che vivono, che agiscono, che parlano.
Figuriamoci quindi quando si tratta di creare il mio vestito per carnevale, impazzisco letteralmente e inizio già ad idearlo mesi primi dell’evento. Lo disegno migliaia di volte, modifico continuamente le sfumature dei colori e le stoffe da utilizzare, mi piace ricercare quelle più inusuali e particolari, quando vado in vacanza all’estero i mercatini con le stoffe sono le mie tappe abituali, adoro ricercare tessuti che non si trovano qui, con sfumature di colore originali. I miei vestiti di carnevale ormai sono “leggendari” in città, le persone vengono apposta nella mia boutique giorni prima per poter provare a sbirciare la novità, ma tengo tutto rigorosamente nascosto fino all’ultimo minuto, nemmeno i miei familiari hanno accesso al mio nascondiglio segreto, al massimo posso rivelare il personaggio ma mai come sarà realizzato. Ad esempio quest’anno, per creare il mantello del mio gatto con gli stivali, ho utilizzato una preziosa stoffa comprata questa estate durante il mio soggiorno a Istanbul, una stoffa azzurra con delle sfumature che rievocano il mare.
Il tutto impreziosito da gemme di color acqua marina intagliate a forma di zampina di gatto. Per non parlare degli stivali, una vera chicca, ovviamente sono l’oggetto principale del personaggio e andavano ideati appositamente originali per questo fine: ricchi di pietre preziose, finte ovviamente, ma tanto lucenti da sembrare vere e da creare in chi le guarda un accecamento improvviso. L’inebriante bellezza di queste giornate si manifesta poi nell’espressione di amici e parenti quando vedono la mia creazione, le loro facce stupite ogni volta e la loro ammirazione sono come ossigeno per il mio orgoglio, e tutto questo mi spinge anno dopo anno a creare sempre qualcosa di nuovo e di stupefacente, peccato che non sono un buon falegname altrimenti arriverei a costruire anche le scenografie per i miei personaggi, portandomele dietro come una tartaruga con il suo guscio.
La notte prima del martedì grasso poi è sempre un momento di grande ansia e insoddisfazione, penso e ripenso a cosa cambiare, cosa modificare ma poi sfinita mi addormento dicendomi quel che è fatto è fatto ormai, dormi! Ma poi quando suona la sveglia e scopro il mio vestito allora mi rendo conto che è perfetto, bellissimo, e mi stupisco di come posso aver creato io un tal capolavoro. Con superbia e piena soddisfazione, indosso lentamente il mio personaggio e vado all’appuntamento in piazza, dove amici e parenti aspettano il mio arrivo, la loro espressione quando mi vedono arrivare è magia, proprio come il carnevale.
