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L’imprenditore tra passato e presente

Il ruolo dell’imprenditore negli ultimi anni è profondamente cambiato, come d’altronde si è fortemente modificato il contesto socioeconomico in cui si trova ad esercitare la propria professione, ma è poi così difficile intraprendere questa professione ai giorni d’oggi?

Alcune ricerche fanno risalire l’origine del ruolo dell’imprenditore al XII secolo e lo identificano nel mercante che, per il fiorire delle attività economiche, si stabilisce in una singola città in modo da governare i propri affari, ma anche i propri dipendenti. Fu proprio in questo periodo che vennero concepiti alcuni concetti economici ancora in uso come le assicurazioni, il credito commerciale, le cambiali e la partita doppia.

Il termine fu invece coniato, ovvero usato per la prima volta, in lingua francese (“entre-preneur”) da un banchiere irlandese, Richard Catillon, il quale nel suo saggio “Essai sur la nature du commerce en général”, scritto intorno al 1730, ne dà una definizione che non si allontana molto da quella attuale:

“Imprenditore è colui che acquista risorse a prezzi certi (costi) per trasformarle e ri-venderle a prezzi incerti (ricavi), tant’è che il rischio costituisce l’elemento che caratterizza la sua attività “

La figura dell’imprenditore si evolve nel tempo: con l’avvento della rivoluzione industriale, non è più solo colui che sa gestire bene il commercio e l’economia, ma comincia a diventare un’icona pubblica da ammirare e il cui nome assume una crescente forza, quasi come quella dei suoi prodotti. E’ un uomo capace di associare a idee e intuizioni geniali alla forza di un brand deciso e comunicativo, rendendo i prodotti o i servizi che eroga vincenti attraverso uno studio attento sia del marketing che della comunicazione.

Come non citare, a questo proposito, Richard Arkwright, che nel ‘700 costruì la prima fabbrica moderna della storia, e Henry Ford, vissuto tra ‘800 e ‘900 e creatore del concetto di fordismo nonché di una delle più note case automobilistiche.

Nel suo naturale evolversi questa professione ha dovuto arricchirsi di competenze e professionalità in modo da adattarsi alle nuove circostanze, ma nonostante oggi in Italia ci siano numerosi esempi di uomini d’affare di successo si tende ancora ad associare il termine a nomi del passato. Nel periodo postbellico nascono infatti coloro che nell’immaginario collettivo sono i più grandi imprenditori di tutti i tempi: quelli che hanno reso grande l’Italia affermando la sua eccellenza nel mondo, ancor prima del fenomeno della globalizzazione.

Ferrero, Olivetti e Agnelli sono solo alcuni dei nomi che spesso vengono citati come casi di imprenditoria di enorme successo, sono stati personaggi determinati, forti, brillanti e con una spiccata capacità di pensare in grande, sebbene alcuni considerino la carriera e la potenza di questi imprenditori come sola conseguenza di un periodo positivo che si presentava fertile e senza limiti.

La difficoltà di affermarsi da parte di coloro che intraprendono questa professione oggi è spesso giustificata con la particolarità del periodo che si sta affrontando; l’avere successo sembra quasi essere visto, da parte dei giovani, come un’utopia. A questo proposito di ciò è di grande significato il pensiero espresso da Adriano Olivetti:

Naturalmente non si può non ammettere come siano cambiate le circostanze: essere imprenditori in un Paese in cui l’economia è in crescita, come quella italiana di 30 anni fa, permette di avere un grande potere d’acquisto e quindi un’alta domanda; ben diverso è essere imprenditore nell’economia incerta di adesso.

È comunque importante mantenere presenti quelle che devono essere le caratteristiche che la figura dell’uomo d’affari deve avere e riuscire ad adattarli ai vari periodi che si alternano: la capacità di prendere decisioni in condizioni d’incertezza e la propensione al rischio sono requisiti indispensabili, ma anche coraggio, autocontrollo, fiducia in se stessi, grande personalità e doti analitiche.

Grafico tratto dal rapporto Biennale “Imprenditori, geni dello sviluppo” del Centro Studi di Confindustria 2016

Oggi un’ azienda richiede un imprenditore evoluto, che abbia le abilità e competenze di comprendere i bisogni e le necessità del mercato, di delineare la rotta aziendale da seguire, in un mondo in continuo cambiamento; essere imprenditori oggi significa innovare, capire in anticipo dove sta andando il mondo prima che imbocchi una certa direzione.

Guidare e realizzare un’azienda di successo non è quindi uno sforzo impossibile; a tal proposito sono molti gli esempi in tutto il mondo che possono essere esposti in modo tale da mettere in evidenzia come, attraverso la forza di volontà e un attento studio del mercato, anche partendo da zero è possibile costruire un’azienda florida e ben avviata.