Esattamente un anno e mezzo fa, a gennaio 2019, ho creato la community Microcopy & UX Writing Italia. Qualche mese prima era nata Officina Microtesti, primo studio italiano dedicato al design comportamentale e alla scrittura per la user experience.
Dopo due anni nel settore della scrittura per la user experience, possiamo dare una risposta alla domanda che ci rivolgono più spesso:
“Ma in Italia c’è lavoro per gli UX Writer?”.

Questo articolo è in evoluzione.
Quello che leggerai qui lo trovi nel libro Emotion driven design, ma stiamo lavorando per darti una risposta aggiornata, metodologica, a prova di bomba. …


Come l’UX Writing può migliorare le interazioni con questi particolari elementi delle interfacce utente.

Illustrazione di Michele Zamparo

Otto mesi fa ho progettato i contenuti di un’app che aiuta le imprese che conoscono poco il mondo del credito a richiedere dei finanziamenti.

Come spesso succede, sono partita da quelli facili: i messaggi di errore, i messaggi di conferma, i moduli, i segnaposto.

Poi sono arrivata agli Stati Vuoti, il gioco si è fatto duro, e ci siamo arenati in tre: l‘UX Strategist e l’UX Designer e io.

Ma andiamo per ordine.

Gli Stati Vuoti, l’ansiolitico digitale

Gli Stati Vuoti sono quei “passaggi” nei quali non c’è niente da mostrare agli utenti. …


L’ossessione per il lavoro mi aveva mangiato l’anima. Ho ritrovato le mie passioni e me la sono ripresa.

Foto: James LeeUnsplash

Sono partita per le ferie con una pila di libri tecnici da studiare. In 20 giorni non ne ho aperto neanche uno, non ho mai pensato alle attività che faccio per vivere, non ho quasi aperto i social.

Ho rallentato fino a stare fuori dal tempo, e ho scelto di buttarmi anima e cuore sulle passioni che avevo messo in fuori gioco per dedicarmi alle cose serie.

Sono riemerse all’improvviso, e da questo detour torno con l’energia e la creatività che mi servono per lavorare meglio.

Il cerchio, in fondo, si chiude sempre.

Quanto a te, quanto a quel che non puoi fare che tu

Venerdì 9 agosto ho chiuso l’anno lavorativo con la sensazione di non avere più aria nei polmoni e appena la forza di toccare le piastrelle in fondo a una piscina. …


foto: José Alejandro Cuffia per Unsplash

Lo UX Writing è una metodologia che esiste da anni, ma il ruolo dello UX Writer si è diffuso solo di recente: chi sono e cosa fanno in pratica gli UX Writer italiani?

Lo UX Writer è la figura “hot” del momento: nei paesi di lingua inglese e non solo, le richieste aumentano di continuo.

Il panorama italiano non è paragonabile a quello di Stati Uniti, Spagna e Svezia, dove hanno sede aziende di app e corporation di dimensioni internazionali o di Israele, dove le neuroscienze applicate fanno scuola nel mondo.

Tutte le famiglie felici si somigliano, ma ogni famiglia infelice è disgraziata a modo suo: come molte altre professioni, lo UX Writing in Italia ci piace farlo strano.

UX Writer, Content Designer, Architetto dell’Informazione ma anche copy

Lo UX Writing (cos’è? leggilo qui) è una metodologia per la scrittura dei contenuti delle interfacce di siti web, app e servizi digitali. …


foto: Unsplash — Raw Pixel

Lo UX Writing è è una tendenza recente nella comunità dello user experience design.

Nata come attività ultra-specialistica all’interno di colossi digitali anglosassoni (come Google, PayPal o Dropbox), quella dello UX Writer è diventata nel corso del 2018 una professione in rapida ascesa anche in Europa.

Scheda UX Writer di Google

In Italia, però, c’è ancora molta confusione sulle attività che svolge e sul suo ruolo all’interno del gruppo di lavoro.

Nel nostro paese infatti gli UX Writer puri sono pochi: in molti si occupano anche di Architettura dell’Informazione, di Content Design, di Design delle conversazioni (o Conversational Design), di Scrittura per le Interfacce (UI writing), di technical o business writing. …


Patrick Tomasso — Unsplash

La scrittura per la User Experience raccoglie sotto lo stesso ombrello attività diverse: microcopy (o microtesti) e ux writing, content design, content strategy, technical writing, business writing, architettura dell’informazione, conversational design, product e service design.

I confini tra le discipline sono labili: all’origine di tutto c’è la scrittura.

Non c’è user experience senza parole, e le parole non esistono senza persone al centro.

Qui troverai un elenco di libri e blog utili per conoscere meglio l’UX Writing, divisi per argomento.

Scrittura per la user experience in generale

Architettura dell’informazione

In italiano


Le persone tendono a scegliere i prodotti che hanno una presentazione più dettagliata: lo facciamo per un pregiudizio cognitivo chiamato principio dello spacchettamento, e ci spiega perché il content di valore fa sempre la differenza.

Qualche giorno fa cercavo online un paio di calze da trekking. Sono un prodotto tecnico, e hanno caratteristiche che in escursioni lunghe o impegnative possono fare la differenza.
Avevo in mente alcuni requisiti minimi, e dopo una ricerca estenuante e un numero impossibile di schede prodotto, ho trovato quelle che facevano per me.

Cosa mi ha convinto a scegliere?
A mente fredda, direi la percezione della qualità del prodotto e il rapporto qualità/prezzo vantaggioso. …


(fonte: pixarbay)

3 tecniche di storytelling per l’email marketing dei servizi

Qualche tempo fa ho tenuto un corso di storytelling per un ente pubblico che si occupa di servizi ai cittadini (ho firmato un chilo e mezzo di documenti di privacy e non posso dire il nome).

I dipendenti, bravissimi, hanno creato un’app e gestiscono un complesso sistema di newsletter per offrire alle persone informazioni chiare e aggiornate.

Nonostante le attenzioni, i contenuti sono nella maggior parte dei casi brevi comunicazioni di servizio o lunghi punti elenco di procedimenti da seguire.

Ci siamo posti una domanda: è possibile scrivere email narrative per presentare ai cittadini un servizio pubblico?

Raccontare un servizio pubblico

Quando pensiamo alla parola “racconto” l’associamo subito all’idea di gioco di immaginazione. …


Qualche giorno fa, un cliente mi ha detto che per lanciare un nuovo servizio digitale voleva fare “storytelling”. L’aveva sentito dire da un consulente, se racconti una storia forte, accattivante, e il successo è garantito.

Non è vero, sopratutto in questo caso.

Lo storytelling non serve a niente.

La keyword del momento

“Storytelling” è la keyword del momento. Si usa per qualsiasi argomento e in qualsiasi contesto: lo storytelling è in politica, si fa storytelling nell’informazione, il web pullula di corsi sullo storytelling sui social media, quasi che da un popolo di poeti, di artisti e di eroi fossimo diventati tutti gli Omero di Instagram.

Lo storytelling è narrazione, una pratica antica come il mondo. Si fa storytelling dagli albori della storia, con uomini e cavalli disegnati nelle grotte, e poi con la parola, tramandata e scritta. …


Alcuni anni fa mi un brand molto noto d’abbigliamento mi chiamò per una consulenza. Al telefono, una signorina molto professionale mi disse: “Da qualche anno non vendiamo più come prima. Abbiamo anche creato una nuova linea, è molto forte è molto cool, ma le cose non migliorano”.

Arrivai all’appuntamento carica di carte. Studi di posizionamento, analisi dei competitor, un questionario per raccogliere tutte le informazioni che mi servivano.

In dieci minuti (me lo ricordo ancora: dalle 11:35 alle 11:45), il CEO mi sciorinò il suo credo:

  • l’azienda va male perché “il logo non è figo”;
  • i negozi non vogliono i nostri prodotti perché “la nostra commerciale è vecchia”;
  • il brand non piace perché “non siamo su internet”;
  • non facciamo marketing online perché “a internet non ci…

About

Valentina Di Michele

Sono una Digital Content Strategist. Mi trovi su www.officinamicrotesti.it e www.valentinadimichele.it.

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