Misurare il tempo in una onda di luce. Il mio secondo giorno al World Science Festival — New York, 3 giugno 2016

Secondo giorno al WORLD SCIENCE FESTIVAL…che dire, è stato faticoso…ma adesso mi sento come Alice nel Paese delle Meraviglie che è appena scesa nella tana del Coniglio. E’ stata dura, dicevo, seguire una giornata intera di fisici e cosmologi — e fisiche e cosmologhe — uno dietro l’altro, senza tregua, dalle 9.00 alle 17.00. Un bel programmino leggero. Se ne sono viste di “tutti i colori” o, come direbbero alla RAI, “di tutto di più”. Da ipotesi spettacolari e fantascientifiche sulla vera natura della materia oscura, a come nascono e si nutrono i buchi neri! Dalle onde gravitazionali ai “cocktail cosmici”. E, ancora, superfluidi, superconduttori, supersimmetria…insomma una GIORNATA SUPER!

Ma i veri “fuochi d’artificio sono arrivati la sera, con lo spettacolo incredibile di Brian Greene, fisico “suprecool” (nonché sexy) che ha dato grande prova di sé sul palcoscenico dell’enorme teatro della New York University (peraltro gremito e con posti in piedi) dove ha raccontato la vita di Einstein e spiegato, con l’ausilio di fantasmagoriche simulazioni e rappresentazioni di luce, la curvatura dello spazio-tempo, la gravità e l’accelerazione, il diverso scorrere del tempo tra chi va e chi resta! Un modo di far capire a tutti –anche a me- qualcosa di “innaturale” per il cervello umano, che va al di là di ogni immaginazione, se non quella di Einstein, appunto. Mi auguro che, un giorno non troppo lontano questo spettacolo possa essere replicato o trasmesso o scaricabile on line. Per il momento è stato ad esclusivo beneficio dei presenti e, devo dire, solo lui ha ripagato lo sforzo di venire fino a . Lo rifarei — e lo rivedrei — ancora 100 volte!…

https://www.youtube.com/watch?v=3Uk_E-uxFr0