Aggiustate i sogni

Quando ho capito che i sogni non sono intoccabili

È stato quando sono entrata da Liberty che me ne sono resa conto. Io da Liberty andavo ogni volta che capitavo a Londra, anche quando ero lì per lavoro. Mi piaceva fare un giro in un lusso che non mi potevo permettere: mi divertivo a osservare la bellezza, facevo due passi, e poi uscivo e andavo a comprare in altri negozi. Però ogni volta pensavo «Quando sarò grande, quando avrò 40 anni, verrò qua e mi comprerò una di queste borse che costano migliaia di euro». Lavoravo, ero innamorata del mio lavoro, avevo 30 anni e avevo già capito che quello sarebbe stato il mio futuro: viaggi, ufficio, serate fra colleghi, serate fra amici, nessuna famiglia. Mi andava bene, molto bene così.
Avevo un’idea di me dopo 10 anni molto precisa: in carriera, magra (perché io nel mio futuro sono sempre magra :D), felice. E abbastanza in carriera, appunto, da potermi comprare una borsa del piano terra di Liberty.

La vita però è quella cosa strana che ti prende, ti rapisce, e ti dice quasi prendendoti in giro che non è tutto lì.
Mi sono innamorata. Perdutamente, senza riflettere nemmeno un attimo. Abbiamo avuto Guia subito, ho ricominciato a scrivere, ho lasciato il lavoro, ci siamo trasferiti, è arrivata Benedetta, e qualche giorno fa eravamo a Londra a festeggiare proprio i miei 40 anni.

Giravo fra quelle benedette borse e pensavo che alla fine è proprio questo il punto: non è tutto lì. La mia vita è cambiata, ma in realtà sono io che ho cambiato lei, come direbbe Vasco con la voce di Patty Pravo. E non so — giuro non so — se il mio sogno vero sia mai stato quello di avere una famiglia o quello di essere una donna in carriera senza figli.
So che oggi senza le mie figlie non riuscirei a respirare e so anche che di quelle borse non mi importa nulla, per esempio. Ma penso che sarei comunque felice, se fossi quella Valentina che immaginavo di diventare. Perché se fossi arrivata lì, l’avrei davvero desiderato.

Forse è tutta questione di aggiustare i sogni, come si aggiusta un budget durante l’anno. Forse è questo che vorrei insegnare alle mie figlie: sognate, sognate in grande, sì, sognate di volare, ma poi cercate anche di camminare, cercate di appoggiare bene i piedi per terra, cercate di accogliere ciò che la vita vi offre e cercate di capire ciò che la vita vi sta dicendo. Aggiustateli, i vostri sogni, giocateci, modellateli, fateli cambiare, fateli rotolare nella vita vera, raccoglieteli e soffiate via la polvere, ogni tanto. Quindi sì, bambine, sognate in grande, sempre.