Laura….

che donna affabile….

sì… come un ferro da stiro

la fermi per farle una multa?

bravo vigile….prima però fai un bel respiro

sei il fotografo della spiaggia e vuoi farle una foto?

ahh …spera sia in fili-forma o con un calcio in culo ti spedisce a Ibiza a nuoto

Laura…

se la tua mamma tra tutte è la Regina

tu tra tutte eri la principessa

che ha aspettato invano il suo principe

un principe che fosse all’altezza

all’altezza della tua «Dolcezza»!

un principe dal cuore grande

anzi no …dal cuore nero-azzurro

Laura….

avevi già fatto i conti con la vita

pensavi di aver pagato il conto

pensavi fosse finalmente finita

e invece no! hai dovuto scommettere ancora

e lo hai fatto, hai scommesso, con la forza e la speranza

anche se la strada è sempre stata in salita

ma lo sai d’istinto io cosa ti dico?

che hai lottato e TU hai comunque vinto.

Laura…

noi abbiamo perso…

noi abbiamo perso te, le nostre risate

perché i tuoi aneddoti riempivano le nostre giornate

noi abbiamo perso la tua forza, il tuo respiro

le tue facce quando ti guardavi in giro

trovando qualcuno da sacrificare

come protagonista ignaro delle tue storie da raccontare…

ah…quanti angeli del paradiso starai facendo impazzire

quanti ne starai facendo innamorare

incantanti dalla tua bellezza, dalla tua ironia

dal tuo essere semplicemente pura poesia

di quelle che non si capiscono alla prima lettura

perché hanno un significato che va oltre natura

e in sottofondo si sente un brusio

sono gli angeli che ringraziano Dio…

Laura…..

che razza di donna particolare

una creatura che come poche ti sapeva stupire

che bigola che eri

da tenerti sul comodino come scaccia pensieri

una rompi coglioni di dimensioni cosmiche

ma ti sei presa il nostro cuore

e lo hai riempito d’amore

d’amore, di buon umore, di calore, di……dolore

un dolore che ora non sappiamo spiegare

perché fa troppo male da non poterlo nemmeno capire

parliamo in continuazione di te e con te

e ci accorgiamo che solo così riusciamo a trovare un perché…

un perché che solo in questo modo vogliamo interpretare:

TU eri troppo bella per stare qui a soffrire

E io…io non mi chiederò mai più cosa c’è «dopo»

perché là da ora ci sei tu: il mio Opo.