Perché se rinasco rivoglio la stessa amica del liceo

Non è un post impegnato sulla solidarietà femminile

A 15 anni ho cambiato scuola e sono passata da una privata a una pubblica. Primo, unico e sterile atto di denunzia sociale che mai più ho ripetuto nella vita.

Il primo giorno di scuola ero rigorosamente vestita di bianco e blu, perché io a scuola ci andavo in divisa. Dopo una rapida occhiata ho capito che si sarebbe trattato solo di cambiarla, la divisa.

Banksy

Il terzo giorno sono andata a prendere il bus nella piazza vicina, con lo scoramento d’animo che sempre mi affliggeva (e mi affligge ancor oggi) quando i miei genitori non mi venivano a prendere.

Mentre mi crogiolavo nella mia sindrome dell’abbandono, ho intravisto una che era in classe con me.

Sapete quando nelle commedie americane fanno una panoramica, poi un cambio di inquadratura veloce e tu sai che quei due personaggi saranno indissolubilmente legati per la vita? Ecco, più o meno dev’essere andata così.

Viene verso di me e riconosco la mia stessa lamentosa e ingiustificata sindrome di abbandono.

Mi dice:

“Sto aspettando mia madre ma non ho soldi per chiamarla. Mi presti il telefono per mandarle un messaggio? Altrimenti devo prendere l’autobus.”

Le cedo i miei ultimi 15 centesimi.

“Mi ami? Ma quanto mi ami? E mi pensi? Ma quanto mi pensi?” Pubblicità Telecom Italia — Anni ‘90

Da lì in avanti sarà un susseguirsi di 4888 e SOS Ricarica da 2€ fatte con il solo intento di consentire all’altra di addebitarti la chiamata. L’amore ai tempi della TIM, quando ancora le tariffe Flat non ci avevano dato la possibilità di parlarci a costo fisso per ore, togliendoci di fatto la voglia di farlo.

Sono trascorsi 15 anni ed è la mia migliore amica. Anche se a volte abbiamo litigato, tanto, direi che spesso ho litigato anche da sola, perché io sono una che litiga da sola, ma anche lei, e forse è per quello che siamo ancora amiche.


Se il karma mi assiste spero di rinascere donna, perchè una donna ha la sua migliore amica dal liceo. E se il karma mi assiste ancora di più, spero che sia di nuovo lei. Ecco il perché.

Perché una migliore amica sa quali e quanti vestiti hai nell’armadio, pre e post decluttering. A 17 anni vi scambiavate biglietti sotto il banco per discutere di cosa mettere al diciottesimo di turno, a 30 le chiedi supporto per l’outfit di un matrimonio e con lo stesso aplomb ti rimanda a una foto su Facebook in cui indossa un perfetto abito con le frange che può prestarti.

Una migliore amica si ricorda i nomi di tutti i tuoi ex (tutti) e ogni volta che le nomini quello che odia, perché ce n’è sempre uno che odia, alza gli occhi al cielo dicendo “Sfigato.

Una migliore amica è la figlia adottiva di tua madre e tu lo sei della sua. Così vi siete beccate non uno, ma due improbabili discorsi su come gestire la prima volta.

Una migliore amica è quella con cui affronti temi profondi e ti scambi saggi e articoli di spessore, perché credi possano aiutarvi a dare un senso al funzionamento dell’universo, ma poi ti incoraggia estrapolando massime da Sex & the City.

Una migliore amica è quella che tua nonna ti domanda sempre se si è già sposata e tu non la odi, anche se raccontare la sua condizione sentimentale ti costa sempre due ore di interrogatorio sulla tua.

Una migliore amica è quella che quando tutti ti dicono che c’è qualcosa di anormale in te, ti guarda perplessa dichiarando che sei la persona più lineare e sensata che conosce.

Una migliore amica sa aspettare i 10 secondi tassativi prima di iniziare a sparlare di qualcuno che avete appena incrociato per strada.

Adelina e Guendalina

Una migliore amica è quella con cui litighi per un uomo, ma poi lui va e lei rimane e ti dice anche che non può arrabbiarsi con lui, perché lui ha perso te e questo è un problema grosso, che lei non si sarebbe voluta trovare nella condizione di affrontare.

Una migliore amica è quella con cui dormivi testa-piedi nel letto davanti alla TV, mentre facevate il riposino post pranzo guardando la De Filippi appena tornate da scuola.

Una migliore amica è quella che ti ascolta quando le parli delle tue paranoie, ma anche quando le confidi i tuoi disagi intestinali.

Una migliore amica è quella con cui ti incazzi e urli al telefono, perchè è sempre la stessa da 15 anni e ti tira fuori dalla grazia di Dio come poche altre persone al mondo, vi scannate e smettete di parlarvi per giorni. Poi tua madre ti ricorda che sono 15 anni che discutete per le stesse cose, allora fate pace.


Mi dicono che a 30 anni le amicizie cambiano, si diventa adulti e ci sono meno persone con cui senti di poter condividere il percorso, siamo tutti più soli quando cresciamo, mi dicono.

Io penso che sei solo finchè non decidi di non esserlo più, allora anche se ti separano tanti kilometri dalle persone che ami, alzi il telefono non per dire:

“Non mi chiami mai”

Ma per dire:

“Ho una cosa da raccontarti e voglio sapere cosa ne pensi tu, proprio tu”.

Se il karma è benevolo vorrei mi concedesse di poter fare anche in un’altra vita quella telefonata e spererei davvero che all’altro capo del telefono ci fosse ancora lei.


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