Reise nach München - Giorno I

Esistono due modi per interpretare un viaggio. Il primo, consiste nel seguire la tabella di marcia di un’agenzia viaggi. Il secondo, nel sottrarre il maggior numero di voci a questa tabella, e — una volta che il foglio scivola quasi bianco tra le nostre dita — sperare di riempirlo successivamente con tutti gli imprevisti che ci capitano.

A giudicare dalla mia valigia improvvisata si capisce che le righe che seguiranno in questa pagina non saranno un elenco di impegni da seguire. L’unica data segnata è quella di arrivo, posta sul retro del biglietto comprato all’ultimo momento: Monaco di Baviera, 9:00. Null’altro.

#Guida turistica

Partenza notturna. Raccontare come si attraversono le Alpi passando (forse?) per la Svizzera e l’Austria, seduti dietro all’ultimo sedile del più economico bus disponibile, potrebbe essere un modo per impostare l’incipit del nostro viaggio avventuroso. Ma anche no, mi dico. Prima di pensare a come possa declinarsi la giornata che spunterà, mi viene da suggerire al nostro lettore avventuroso un consiglio da tenere bene a mente per il resto del viaggio: pensare alla guida turistica che avremmo voluto avere con noi (ma che abbiamo naturalmente dimenticato). Ecco, mi viene finalmente in mente la guida da suggerire: non certo una guida per italiani in Germania, ma per tedeschi in Italia. Infatti, osservate, qui sotto, in foto, quella sottile vena…

Diventare italiano?!

…caricaturale e grottesca. Spero che la vostra reazione spontanea sia esplosa in una grassa risata. La stessa risata che, auspico, possiamo conservare a fine viaggio, davanti alle guide turistiche per italiani in Germania . Insomma, vedere come gli altri ci vedono, ci fa capire come noi vediamo gli altri, in maniera stereotipata. Prima regola, cancelliamo tutto ciò che abbiamo appreso dalle guide.

Il luogo comune, può essere utile per chi cerca il souvenir, il locale al centro per turisti attrezzati, per chi deve organizzare gite guidate . Insomma, il luogocomunismo va bene come sfondo per l’ultima storia di Instagram, mentre il nostro faccino sorridente si staglia sullo sfondo evocando un ingenuo - “ehi, anche io sono stato qui”. Ma non per noi, che dobbiamo riempire questa pagina di imprevisti: cioè di tutto ciò che non troveremo mai in una guida turistica.
Tradotto: non parliamo di tedeschi, ma con tedeschi, non della Germania, ma dalla Germania. Seconda regola. Mi impongo, quindi, nel mio viaggio, di ridurre ogni contatto con l’estero. E frequentare solo ed esclusivamente persone del posto. Dimentichiamo tutto ciò che abbiamo appreso, e tuffiamoci e immergiamoci nella realtà. Quella che si respira subito, sul confine e che ha può avere anche lo strano sapore…di un cazzotto nello stomaco di prima mattina.

Ecco, magari — per darci un tono — tralasciando alcuni dettagli, e soffermiamoci invece su come l’alba rischiara le belle vallate, nella bucolica e agreste atmosfera di paesaggi fiabeschi che invocano un’arcadia a me sconosciuta, attinta soltanto dai paradisiaci quadretti di stampo romantico.

#Monaco…

Ma anche in questo caso, forse, il registro è troppo sproporzionaro, per una foto di queste qualità scattata di prima mattina. Era per sottolineare che queste casette, prima di ora, li avevo viste solo nei cartoni animati di Heidi. Prima di arrivare alla casetta di Heidi, dalla quase sto scrivendo, bisogna raccontare ancora un paio di cose. La prima osservazione che salta agli occhi, appena arrivati nella capitale bavarese, è il connubio che esiste tra archiettutara contemporanea, con strade larghe e costruzioni all’avanguardia, e ampi spazi lussureggianti, disegnati da parchi puliti e organizzati. Il verde che esalta le chiese e i monumenti che appartengono ad un glorioso passato, in una città che conserva, ormai, un volto dedito alla produttività industruiale, immersa in uno dei circuiti più produttivi d’Europa.

Infatti, visto che quando sono giunto ero sprovvisto di ogni mappa, come da manuale, l’unico modo per raggiungere il centro, era quello di scorgere, da lontano, in questa atmosfera disegnata da un architetture vagamente futuristiche, cupole e guglie che dovevano indicare in qualche modo un centro storico. E infatti, mi sono imbattuto in una chiesta singolare. Dove, nella navata laterale, al posto di cupole agiografiche, si osservavano animazioni virtuali, di fanciulli.

Spero di pubblicare prossimamente esempi di questi ampi spazi verdi che interrompono la città. Quando la memoria del cellulare lo permette, s’intende.

Ma ora, per questioni di pathos letterario (Spannung!), e per per la batteria che si sta scaricando, è tempo di andare. Domani vi racconterò come faccio a trovarmi nella casa di Heidi, proprio in quella quella fiabesca dell’arcadia.

Per ora cerco di decifrare queste frasi che non so riesco a tradurre su Google, visto che non riesco a travare sulla tabella quella strana Beta…(se qualcuno, può commentare con la traduzione, mi farebbe un favore…).

# note conclusive…

Mi sono imposto quest’ultima regola: scriverò una volta al giorno il mio memoriale. E romperò per il resto della giornata ogni contatto esterno. Se ciò non dovesse capitare, tre sono i possibili scenari:

  1. Sono rimasto al verde: in tal caso, per favore, contattate un certo Davide, per un prestito.
  2. Non ho una connessione internet, pazientate un giorno prima di chiamare Chi l’ha visto.
  3. Mi ha fermato la Polizei. In tal caso, cercherò di avvisarvi con un messaggio. Organizzate un discorso sul permesso di soggiorno.

A domani, forse. P.S.
visto che non ho la più pallida idea di cosa visitare, se avete suggerimenti, non esitate a scrivere in basso, tra i commenti. Chissà, nel prossimo post, potreste pentirvi di avermi suggerito quel luogo .