Ero lì

Alzo lo sguardo e vedo le chiome di questi alberi chiari, con foglie verdi e gialle e, dietro, un cielo azzurro. L’aria fresca di un pomeriggio autunnale agita le foglie e mi accoglie.

Ricordo dov'ero, ma non ricordo da chi stessi andando, o da chi stessi andando via. Ricordo solo che si trattava di un momento importante, decisivo. Una perdita.

Dopo tanti anni, non ricordo di cosa si trattasse. Eppure ricordo il cielo, gli alberi, le foglie. E l’incredibile sensazione di un presente che riscattava il dolore. Il presente come unica esistenza. Vivificante ed eterno. Il motivo del dolore, che pure allora era importante e riempiva le mie giornate, ha incredibilmente ceduto spazio, negli anni, a quell'immagine, ancora vivida. Quasi a dimostrare che quell'attimo è davvero eterno. Il resto, una successione di attimi vissuti, svanisce, ma lui, attimo contemplato, rimane. Una breccia in una vita altrimenti destinata all'oblio. Uno squarcio di eternità disponibile solo per chi riesce a guardarlo col suo intero essere. Li, e non altrove.

La vita di quel giorno è sparita ma, per un attimo, ho aperto una finestra, un passaggio tra il me futuro e quel momento presente. Oggi, se voglio, torno lì.


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