LA MAGIA DELL’AMORE

LE PRINCIPALI E PIÙ COINVOLGENTI STORIE DEL 900

Mi piacerebbe oggi parlare di un tema che fa parte della nostra quotidianità, della nostra esistenza, del nostro percorso di vita e che ci apparterrà sempre: l’amore e le coppie travolte dalla sua magia.

In questi ultimi mesi grazie al “Progetto teatro” ho avuto la possibilità di vedere una tragedia di William Shakespeare (1564 一 1616) nella versione di Salvatore Quasimodo e con la regia di Andrea Baracco. L’opera in questione rappresenta una storia d’amore tragica e passionale, quella di Romeo e Giulietta. In seguito a questa esperienza è nato in me il desiderio di penetrare quanto più a fondo potessi il tema dell’amore. Nell’immaginario collettivo questa opera è diventata simbolo dell’amore perfetto, ma avversato dalla società. La vicenda ha come sfondo la città di Verona e due famiglie in guerra tra loro: i Montecchi e i Capuleti. Come noto, Romeo, rampollo della famiglia Montecchi, e Giulietta, appartenente alla famiglia dei Capuleti, s’incontrano a una festa, come tante che si tengono ancora oggi, e subito s’innamorano profondamente. Solo dopo scopriranno di appartenere a due famiglie in lotta tra loro. Ciononostante, anzi forse proprio per questa ragione, i due ragazzi da questo momento in avanti si sentiranno ancora più vicini e uniti di fronte a un mondo che ostacola il loro amore.

Questa tragedia mi ha particolarmente colpito e attratto perché è unica, irripetibile e straordinariamente romantica. Romeo e Giulietta presenta due innamorati disposti a tutto, persino a morire pur di stare assieme. Ecco, questa è la dimensione dell’amore che più mi cattura, la totalità che si può creare nel rapporto con un’altra persona, la spinta a una fusione assoluta, come se due parti separate di una una moneta si fondessero assieme.

Per citare una canzone di Bruce Springsteen: Everybody’s got a hungry Heart. Ogni persona, in fondo, “ha un cuore affamato” e cioè vuole essere amata e amare. Sentirsi importante per qualcuno credo sia la sola cosa che possa dare significato alla propria esistenza. In fondo l’amore è la cosa più bella e pericolosa che ci può accadere: ci fidiamo nonostante le difficoltà e la paura di essere feriti; proviamo un sentimento di pienezza unico, in cui ogni momento è una sorpresa, e ogni istante vogliamo provare la sensazione bellissima di essere importanti per qualcuno.

Amare non è facile ma è possibile solo se due persone comunicano, nel senso che mettono in comune l’una con l’altra, la loro più profonda verità, come in realtà si sentono e sono. Solo in questa « esperienza profonda » la vita vera, la realtà prende corpo. Se le persone non comunicano si distruggono famiglie, si genera dolore, si creano situazioni irrecuperabili. Questo amore così profondo è una sfida continua; non è un punto fermo, ma un insieme vivo, movimentato che va ogni volta cercato e messo in discussione.

Ora vorrei passare in rassegna alcune storie d’amore che sono diventate immortali “al di là del bene e del male”. La prima relazione di cui parlerò è quella di Bonnie e Clyde, una storia nata all’ombra della Storia con la S maiuscola, in un periodo in cui gli Stati Uniti, in seguito all crollo di Wall St. del 29, si trovavano ad affrontare la crisi economica più violenta che avrebbero fronteggiata fino al 2007.

STORIA

La Storia con la s maiuscola contiene le vite di tante persone come noi, gente comune e un po’ meno comune, a cui capita di dare una svolta inaspettata alla loro vita. Quella di Bonnie e Clyde è una storia figlia della Storia con la S maiuscola. I due ragazzi (moriranno a 24 e 25 anni) sono stati due “criminali per caso”, figli della grande crisi del ‘29.

Vorrei, prima di raccontare i personaggi Bonnie e Clyde, illustrare il quadro storico all’interno del quale la loro vicenda si svolge. Gli Stati Uniti negli anni 20 conoscono un boom economico che presto si rivelerà essere una bolla, frutto di speculazioni finanziarie e che incontrerà il proprio epilogo nel martedì nero di Wall Street, quando, all’improvviso la bolla esplode e un vasto numero di persone si ritrova in povertà. Uomini d’affari arricchitisi in fretta e furia tramite le speculazioni finanziarie persero le loro ricchezze, innescando una reazione a catena che si ripercuoterà in tutti gli strati della società; milioni di persone si ritrovano in povertà, alla ricerca disperata di lavoro, disposta a farsi sfruttare in cambio di un salario risibile. D’un tratto l’offerta di lavoro si restringe drasticamente, mentre l’offerta è smisurata. Bisognerà attendere il “nuovo corso” (faccio notare, seppur tra parentesi, che il termine deal significa “corso”, ma anche “patto”, “affare”; è questo lo spirito che promosse l’allora presidente degli Stati Uniti Roosevelt quando propose un patto — deal — tra il governo degli Stati Uniti e il popolo americano, affinché l’economia potesse ripartire e l’America cominciare, un nuovo corso, appunto, una “nuova era”).

Il crollo di Wall Street, 1929

Come si arriva alla crisi.

Come noto il punto culminante della grande crisi è il crack della borsa di New York del 1929. Questo episodio segnala la fine di un’epoca di sregolatezza finanziaria e ingenuità dell’uomo medio il quale si era illuso di potersi arricchire semplicemente investendo i propri risparmi in azioni, il cui valore era del tutto gonfiato e pertanto irreale. Negli anni che vanno dal 1925 al 1929 l’America aveva visto un’impennata isterica delle speculazioni bancarie. Sempre più persone s’indebitavano con le banche per ottenere soldi da investire in azioni. Questo modo di operare portò a una sopravvalutazione dei titoli borsistici con il risultato di ingolfare così tanto il mercato azionario fino a farlo collassare. Inevitabilmente la crisi portò a una lunghissima recessione e il Paese si trovò con un enorme numero di disoccupati e pertanto le ingiustizie e lo sfruttamento di coloro che il lavoro lo offrivano si fecero più numerose e aspre.

È ormai noto che questa crisi fu la più feroce (se si fa eccezione forse a quella del 2007) nella storia del capitalismo. Aziende, fabbriche e istituti di credito fallirono innescando una reazione a catena propagandosi in tutto il mondo occidentale. Tra 1929 e il 1932 vennero persi trenta milioni di posti di lavoro. Solo negli USA il 25% della forza lavoro si ritrovò disoccupata.

Tra il 1931 e il 1932 la crisi toccò il suo culmine, fu proprio questo il periodo in cui Bonnie e Clyde cominciano con la loro serie di rapine.

Va detto che criminali come John Dillinger e Bonnie e Clyde con le loro azioni crearono un’aura affascinante nell’immaginario collettivo perché spesso le vittime delle loro rapine erano banchieri e istituti di credito, gente facoltosa che in un mondo divenuto povero di colpo incarnavano agli occhi dell’uomo della strada i veri furfanti, artefici dell’impoverimento di una nazione intera.

La storia di Bonnie e Clyde

Bonnie e Clyde

Bonnie Parker, bimba vivace dai capelli ricci biondi e occhi azzurri, nacque a Rowena in Texas. Questa bambina piccola e innocente perse il padre a soli 4 anni, conseguentemente la madre decise di trasferirsi con Bonnie e i suoi fratelli a Dallas, nonostante le loro condizioni economiche precarie. Bonnie sin dai suoi primi anni di scuola dimostrò una grande predisposizione per lo studio, ottenendo ottimi voti e vincendo concorsi letterari. Il suo sogno più grande era recitare. A soli 16 anni si sposò con Roy Thornton, che si rivelerà un marito assente e delinquente, proprio per questi motivi i due dopo 3 anni si separeranno, anche se la coppia non divorzierà mai.

Bonnie era una ragazza estremamente sensibile; a 17 anni iniziò a riempire le pagine del suo diario raccontando le sue giornate, i suoi pensieri; era una ragazza estremamente stanca, annoiata, triste e sperava che la sua vita potesse prendere una piega migliore.

Clyde Barrow nacque a Telico, sobborgo di Ellis County, quinto di 8 figli di una povera famiglia di agricoltori. Molto coraggioso e vivace fin da piccolo, aveva una spiccata passione per le armi e, se non poteva permettersi una pistola giocattolo, usava come fucile un bastoncino. Nel 1926, a diciassette anni, ebbe uno dei suoi primi guai con la polizia, perché prese un’auto a noleggio senza restituirla. Fu nuovamente arrestato per furto di tacchini insieme al fratello Buck. Tra il 1927 e il 1929, nonostante avesse lavori regolari, si dedicò anche alle aperture di casseforti e al furto di automobili.

Nel gennaio del 1930 Bonnie e Clyde si incontrarono per la prima volta a casa di un’amica in comune. Tra di loro fu subito colpo di fulmine. Per Clyde, Bonnie divenne più importante di qualsiasi altra cosa, il centro del suo mondo; la chiamava sempre “blue-eyed baby” era la sua “bambina dagli occhi blu”. I due, innamorandosi l’una dell’altro, preferirono mettere in gioco la propria vita per dare del filo da torcere a tutti. E una volta fatta questa scelta, si imbarcarono in una storia che finì col rasentare l’irrealtà. Clyde si procurava da vivere con furti di piccola entità: faceva parte di una piccola banda di ladri, ma le esperienze precedenti lo avevano convinto a non attirare troppa attenzione su di sè, almeno nei dintorni di Dallas. Bonnie era una ragazza ribelle e in cerca di emozioni forti e di sensazioni uniche e forse fu proprio il brivido del proibito che la unì a Clyde in maniera indissolubile (così come probabilmente l’aveva portata a sposare Thornton).

Il 27 aprile 1932 però Clyde fu accusato dell’assassinio di Bucher, il proprietario di un negozio di Hillsboro che lui stesso frequentava quasi quotidianamente. Egli continuò a professarsi innocente di quel delitto fino al giorno della sua morte: alla polizia disse che in quel colpo era rimasto fuori ed aveva aspettato in macchina, ma la vedova riconobbe il suo volto più che conosciuto e lo accusò della morte del marito. Clyde si difese affermando di aver chiesto ai suoi compagni di non sparare e di immobilizzare il signor Bucher senza fargli del male perché sapeva che era un brav’uomo, ma qualcosa andò storto e i suoi complici iniziarono la sparatoria.

La signora Bucher identificò Clyde e la sua testimonianza alla polizia fu più che sufficiente a incolparlo di omicidio. La sua situazione permetteva una scelta limitata: scontare il resto della vita in galera o la fuga; Clyde scelse la seconda e diede inizio, insieme a Bonnie, a una nuova vita fatta di rapine a mano armata, furti e spostamenti continui. Braccati costantemente dalla polizia, i due rubavano macchine e, per confondere le loro tracce, cambiavano spesso la targa, rubandola da altre automobili. Ben presto divennero arroganti e convinti di poter scappare ogni volta che volevano, così vollero provare emozioni sempre più forti e iniziarono a sequestrare alcune delle persone che rapinavano. Per loro era solo un modo di divertirsi e non facevano mai del male: si limitavano a legare la vittima, imbavagliarla, caricarla in macchina e trasportarla lontano dalla scena del crimine; infine l’abbandonavano spesso seminuda sul ciglio della strada o nei pressi di case isolate e poi scappavano. Per loro il crimine era in gioco, un gioco imprudente ma incredibilmente eccitante.

Conseguentemente alcuni dei suoi membri della sua quadra uccisero dei poliziotti proprio per questo entrò in contrasto con essi e il loro modo di agire. Il fratello di Clyde, Buck verrà scarcerato e rientrò a far parte della banda di Clyde, ma in seguito, nel corso di una sparatoria nello stato dello Iowa venne colpito da due proiettili alla testa a causa dei quali conseguentemente morì, mentre la moglie e gli altri della banda vennero condannati a 10 anni di carcere. Bonnie e Clyde in questa situazione riuscirono a scappare e ovviamente si sciolse la banda. Il 16 gennaio del 1934, forse colto da rimorsi, Clyde fece evadere Raymond Hamilton e alcuni suoi compagni dalla prigione di Eastam. Tra questi vi fu pure Henry Methvin, che verso Clyde aveva sviluppato non poco rancore per il suo “tradimento”.

Henry Methvin decise di collaborare con la polizia e la sua fuga fu in qualche modo agevolata dalle guardie carcerarie. Il 23 maggio del 1934 fu il giorno in cui ottenne lo sconto di pena in cambio della coppia di ladri. Bonnie a Clyde si erano rifugiati in una zona rurale della Louisiana ed Henry Methvin li invitò a casa del padre per festeggiare un colpo. Lungo la strada venne lasciato il furgone del padre di Henry e la polizia si appostò in un vecchio casolare abbandonato; quando Clyde rallentò riconoscendo il mezzo, i poliziotti aprirono il fuoco.

L’auto di Bonnie e Clyde crivellata dai proiettili esplosi dalla polizia nell’agguato in cui la coppia trovò la morte nel maggio 1934.

Bonnie e Clyde rimasero uccisi da numerosi proiettili: lei aveva 23 anni, lui 25. I due amanti furono sepolti entrambi a Dallas ma per volere delle famiglie in due cimiteri diversi: Clyde nel Western Heights Cemetery e Bonnie nel Crown Hill Memorial Park. Clyde venne seppellito vicino al fratello Buck, Bonnie accanto ai suoi nipotini Jacqueline e Fred Mace Jr. Bonnie venne vestita di una bellissima camicia da notte di seta azzurra, i suoi capelli vennero ondulati e le sue unghie smaltate; venne messa in una bara d’argento e tra le mani teneva dei gigli di un donatore sconosciuto.

Sulla lapide di Bonnie è inciso questo brano, tratto da una sua poesia:

« Come i fiori sono resi più profumati dalla luce del sole e la rugiada,

così questo vecchio mondo è più splendente grazie all’esistenza di persone come te »

In questa poesia possiamo percepire l’importanza che aveva per lei il suo Clyde dalle mille sfaccettature.

[ Sitografia. Fonti citate nella sezione Storia ]

La vita e la morte di Bonnie e Clyde, in: http://www.ilpost.it/2014/05/23/morte-bonnie-clyde/,Venerdi 23 maggio 2014.

La vera storia di Bonnie e Clyde: la vita come un film, in: http://crimemagazine.citv.it/forme-del-crimine/vera-storia-bonnie-clyde-vita-come-film/, 24 giugno 2016.

Bonnie e Clyde, in: http://www.ilparanormale.com/serial-killer-e-delitti/bonnie-e-clyde/

Bonnie e Clyde: 80 anni di leggenda, in http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2014/05/22/ARwK77M-bonnie_clyde_leggenda.shtml, 22 maggio 2014

INGLESE

Marilyn Monroe and Joe DiMaggio’s love-story has been celebrated for its profundity and intensity and one of the most famous relationship in the fifties. Before telling about this love-story I would like to point out that this love-story was made of” extremities”. What I mean to say is that is that Monroe and DiMaggio’s relationship was never monotonous, but or extremely happy or immensely sad or even sometimes violent because of Dimaggio’s possessiveness and jealousy toward a woman that appearing most of the times evasive and distracted.

From the outside this seemed to be a very mundane love-story between two characters to whom seems easy to be cool and successful in front the attention of millions of fans and admirers. On the other hand, from the inside, as has been reported from biographers and historians, another kind of love-story seems to delineate. A very tormented one between two person with very different traits.

Joe and Marilyn

Joe DiMaggio was a jealous person, and sometimes this feeling pushed him to behave quite violently toward Monroe which, on her side, was a evanescent type of person, almost a little girl trapped in a very explosive and sensual body.

Actually Marilyn Monroe was a very fragile that felt the need to seek for attention toward the men. It seems that Monroe’s main desire was to be loved, but at the same time, that love does not seem to be never enough. Her past was quite tragic, her mother had very serious mental issue and she had never got to met her father, who left her when she was born. She soon began to have a lot of affairs with men that were mainly focused on her body and her presence and seldom on what she was hiding behind. She was a girl forced to grow up in a very violent world.

DiMaggio at the time of his marriage with Monre was a famous baseball player, maybe the most famous player of all time. He is conquered by this girl who became an American icon: blonde, naive, extremely tender but at the same time exuding a very powerful sensuality.

After two years of courting the couple get married, but the marriage will last just nine months. Monroe will obtain the divorce bringing as main reason for it DiMaggio mental cruelty. A lot has been said about this relationship. Surely this man was charmed by this “luminous ray of truth” as a writer defined Monroe; she was an elusive woman in front of a man used to win and to get what he wanted.

Marilyn and Joe

Despite the marriage ended very soon, the love of DiMaggio for Monroe seemed to be endless. After the divorce he never got married again; when Maryline died — August 6th, 1962 — DiMaggio took care of the funeral, to which attended very few people, just members of the family and closed friend of the couple.

For the next 20 years DiMaggio delivered on Monroe’s grave a bunch of red roses every week. When DiMaggio died, in 1999, his closest friends reported that his last words were: “I’ll finally get to see Marylin”.

The day after Marilyn Monroe’s death, on her desk was found a letter never sent to DiMaggio, on which was written: Dear Joe, If I can only succeed in making you happy — I will have succeeded in the biggest and most difficult thing there is — that is to make one person completely happy. Your happiness means my happiness..

This love that seems to be both ideal and artificial is far light-years from the one portrayed by Umberto Saba for his wife or the one between Arturo and Elide, told by Italo Calvino. This love seemed to have existed only in front of the cameras of television and magazines, at the bottom it seemed to have been a story between two person that had great difficulties to live a day by day relationship, an ordinary love-story. But, on the other hand, this is not completely true, as shown from the deep love of DiMaggio for Monroe who lasted for the rest of his life. The same can be said about Monroe, as it is witnessed by the note in which she is sorry that she did not succeed to make her husband happy.

This love-story strikes for the absence of simplicity, spontaneity; it seem to have been a love-story that was organized and planned by the media. Still the respective souls of the couple seemed to have find a connection despite the difficulties derived from being two famous person that are forced not to be authentic and spontaneous.

ITALIANO

Con Bonnie e Clyde e Marilyn Monroe abbiamo visto amori che trascendono il quotidiano, situazioni uniche tanto da sembrare fiabe, o tragedie. Adesso invece vorrei parlare di un amore più dimesso, quotidiano. Una storia tra un uomo e una donna vissuta giorno dopo giorno, tra dissapori, impeti di grande tenerezza, sentimenti ambivalenti e dolori profondi. Due esempi notevoli ce li dà la letteratura italiana: Umberto Saba, con la poesia A mia moglie (1911) e il racconto breve di Italo Calvino L’avventura di due sposi (1976).

Cominciamo con la poesia di Umberto Saba che pur nel solco della poesia italiana, riesce, con questo componimento, a compiere una piccola rivoluzione. Nella poesia A mia moglie, infatti, Saba accosta la figura della compagna di una vita, Carolina (detta Lina) Wolfler, ad animali domestici, non certamente maestosi o particolarmente nobili, nei quali riscontra dei tratti, delle somiglianze con Lina . Questi animali a cui viene paragonata la moglie sono: pollastra, giovenca, cagna, coniglia, rondine, formica, pecchia. Essi hanno infatti la caratteristica di essere «sereni», sia perché pacifici sia perché, pur non essendo immuni da sofferenze, non hanno consapevolezza del travaglio del vivere. Saba celebra la vita familiare come un porto di salute e di dolcezza: in un sereno orizzonte campestre la figura della moglie riassume in sé i caratteri benigni di un mondo animale, visto con occhi infantili e primigeni. L’unicità della moglie, che non ha simili tra le altre donne, consiste appunto nel fatto che, come gli animali, possiede un istintività vera e serena. La moglie è giovane, superba, con un passo di regina ed è migliore di Umberto e di tanti altri uomini in diverse situazioni che affronta con vitalità e mansuetudine innata, proprio come una pollastra. Lina è anche simile a una «gravida giovenca», a sottolineare la comune vitalità femminile che si esprime in una maternità «libera» e «festosa».

Ella è caratterizzata anche da tratti simili di una cagna, ardente d’amore e di devozione. Lina esprime sempre quella gelosia per il suo uomo, come anche esprime una cagna per il suo padrone, mostrando i suoi denti candidissimi. Lei è timida, paurosa come una coniglia, e come essa quando si tratta di difendere il proprio nido, la propria figlia ha il coraggio di fare di tutto anche rinunciare a se stessa. Ed infine essendo donna in tutti i tipi di sensi è saggia, laboriosa e previdente come lo possono essere una formica o un’ape.

Questa sua poesia fece un grande scalpore in quanto A mia moglie, infatti, è una poesia anticonformista non solo nei confronti della tradizione letteraria, ma soprattutto perché in essa il poeta fa ricorso a similitudini-tabù. Possiamo notare come in questa sua poesia sia evidente un forte legame tra scrittura e situazioni del quotidiano, nei suoi colori più semplici e nella sua spontaneità. Questa scelta di stile rientra nei canoni di quella “poesia onesta” (così è definita la poesia di Saba), che esprime in modo semplice e diretto ciò che c’è in fondo all’anima, prescindendo dall’uso comune di alcune parole. Le parole di Saba vogliono dire semplicemente quello che significano, perché egli ama «la verità che giace al fondo».

In definitiva, nella poesia A mia moglie Saba usa quelle espressioni per fondere erotismo e senso di maternità. Tale fusione è espressa pienamente nelle tre femmine descritte nelle strofe centrali: la giovenca (gravida, festosa, languida mentre si lascia accarezzare), la cagna (dolce e feroce, ma soprattutto santa e devota) e la coniglia (timida ma attenta, pronta al sacrificio per i suoi piccoli). La rondine, la formica e l’ape, rappresentano infine le virtù familiari, perché mettono in evidenza più la moralità che la sensualità.

Questo componimento di Saba è una grande e originalissima poesia d’amore, unica, reale e rivoluzionaria. In cui egli esprime il suo grande amore per la moglie in poche, semplici parole.

“A Mia Moglie “ Umberto Saba

L’avventura di due sposi è un racconto contenuto nella raccolta “ Gli amori difficili “ di Italo Calvino; racconta la storia di un uomo di nome Arturo e la moglie Elide, due operai, innamorati l’uno dell’altra; innamorati del loro carattere; innamorati delle loro rispettive anime. Essi vivono in una continua corsa, avendo turni di lavoro diversi, possono incontrarsi raramente, ma si godono profondamente, i brevi ma significativi attimi che riescono a strappare da una vita fatta di lavoro.

Elide e Arturo sono in grado di mantenere sempre vivo l’amore che provano l’una verso l’altro.

La continua ricerca di lei verso il suo lui, la felicità che Arturo può trasmetterle anche solo osservandolo era straordinaria e indissolubile; una sorpresa continua di amore quotidiano, un amore unico, impossibile da abbattere perché vero e profondo. La voglia di parlare, cucinare insieme, discutere, lavarsi insieme è così forte, Arturo e Elide dovevano godersi pochi momenti per stare assieme a causa del lavoro. Non potevano godere di se stessi in modo continuo e quindi dovevano abituarsi alla reciproca assenza. La voglia di stare assieme faceva trascorrere il tempo più velocemente e quindi il loro desiderio di vivere assieme i momenti del quotidiano restava sempre inappagato.

Quando la mattina Elide si alzava per andare al lavoro e lasciare il suo posto al marito, si sentiva triste perché non poteva godersi suo marito come veramente voleva, ma felice perchè per pochi minuti lo avrebbe visto e abbracciato con tutto il suo amore; quando Arturo salutava Elide e si sdraiava nel letto, poco dopo si spostava nella parte tiepida in cui Elide aveva dormito, come se si plasmasse con lei diventando così un unica persona.

Penso che rispecchi la vita delle persone umili (povere), a colpirmi sono stati i momenti che tutte le coppie condividono (il quotidiano), è un rapporto sofferto, sfuggendo i movimenti di condivisione si ha più voglia di vedere l’altro e quindi il rapporto non si logora. Il loro è un rapporto intimo basato sulla naturalezza dei gesti e sulla spontaneità.

Se prima si è parlato di amori ideali che si concludono tragicamente in cui non c’è l’amore quotidiano, ma il rapporto è vissuto con intensità assoluta, come un fuoco violento che arde e divora ogni cosa. Nel racconto di Calvino invece viene dipinta una storia semplice: una coppia che invece vive giorno dopo giorno, senza finzioni e paura di non essere accettati, dove invece l’elemento centrale della relazione la fiducia, un ambiente emotivo in cui si può essere quello che si è senza il terrore di essere rifiutati.

Penso sia bello poter vivere una storia come quella di Arturo ed Elide perché si fidano l’uno dell’altra, si aiutano a vicenda essendo complici. Il desiderio in questo modo resta vivo perché non hanno motivo di restare delusi o feriti. Questa complicità e la loro condizione fa sì il loro rapporto rimanga sempre vivo e pieno di desiderio. Il rischio in un rapporto è quello della monotonia, questa coppia pare sfuggire alla noia del quotidiano grazie all’assenza imposta dai rispettivi lavori.

Il loro era un amore raro, di condivisione degli attimi quotidiani di una coppia, di umiltà ma soprattutto di sincerità.

Nelle semplici azioni quotidiane, nei singoli gesti, loro si sentivano l’una parte dell’altro

Credo che sia veramente speciale come l’amore ci possa catturare e far diventare quasi drogati dei gesti, delle azioni, delle parole, dei movimenti della persona con cui stiamo.

[ Bibliografia. Fonti citate nella sezione Italiano ]

Italo Calvino, L’avventura di due sposi, in I racconti, Einaudi,Torino, 1976

[ Sitografia.Fonti citate nella sezione Italiano ]

L. Cardilli, “A mia moglie” di Umberto Saba : parafrasi e commento, in : http://www.oilproject.org/lezione/a-mia-moglie-saba-canzoniere-poesie-parafrasi-commento-11527.html

A mia moglie di Umberto Saba: commento e analisi ( studiarapido), in : http://www.studiarapido.it/a-mia-moglie-umberto-saba-commento-analisi/

SPAGNOLO

Diego y Frida

En América del norte, en el mismo periodo, durante los años veinte de 1900 en la ciudad de México, ante la Escuela Nacional Preparatoria tuvo lugar el encuentro entre Frida Kahlo y el célebre pintor Diego Rivera.

Frida Kahlo Nació el 6 de julio de 1907 en Coyoacán, al sur de Ciudad de México.

Originalmente no planeaba convertirse en una artista. Una sobreviviente de polio, empezó un programa de pre-medicina en la ciudad de México, donde en 1922 conoció el importante pintor Diego Rivera. Frida, si bien con las enfermedades que tuvo, como la polio, y el accidente del 17 de septiembre de 1925 que le cambió drásticamente la vida, fue siempre fuerte, pero sobre todo amó siempre a Diego con toda su alma. Desde la primera vez que se encontraron no se separaron más; el suyo fue un verdadero flechazo, que los vinculó toda la vida. Diego Rivera fue desde que era niño un gran talento. Era una celebridad también desde el punto de vista político y social, aunque fuera un hombre gordo, malo y extremadamente alto. Él amaba también estar en compañía sobre todo de hermosas chicas como profesoras de inglés, modelas gitanas, asistentes de “ buena voluntad”, estudiantes interesadas en historia de la pintura. Frida y Diego se casaron con el rito civil; Frida sabía de todas las aventuras amorosas de Diego, no obstante, lo amaba más de su misma vida y en agosto de 1929 lo casò.

Frida Kahlo y Diego Rivera, 1931 deFrida Kahlo

Eran ambos ateos y comunistas. Sus relación fue muy intensa, íntima, cómplice y extremadamente pasional, la fidelidad no era importante. También Frida, más que Diego tuvo muchos amantes en su vida, sea hombres sea mujeres. Aunque estas libertades recíprocas, ellos hacían grandes peleas, solemnes borracheras, pero después todo continuaba como lo de siempre. A Diego le gustaba el lado masculino de Frida Kahlo, no quería absolutamente que se depilase. Ellos compartían también la implicación con la población nativa de México, a demostración Frida empezò a llevar disfraces tradicionales mexicanos y lo hizo por siempre. Su boda fue muy complicada, pero su vínculo iba más de la relación puramente sexual, por eso la relaciones extraconyugales eran influyentes.

Video Casero de Frida Kahlo y Diego Rivera en la Casa Azul

Ella no podría nunca tener un niño por causa de sus deformidades físicas; ella quedaba embarazada pero durante los primeros meses de gestación tenía que abortar con atroces dolores y agotadoras hemorragias. Ella en este periodo fue muy triste y angustiada por lo que había pasado; este sentimiento de inquietud lo contò a través de sus cuadros como “ las dos Fridas”1939, óleo sobre lienzo, 173 x 173 cm, Museo de Arte Moderno, Ciudad de México) o “ Henry Ford Hospital “ ((Henry Ford Hospital o La cama voland, 1932, Città del Messico, Collezione Dolores Olmedo, México). La situaciòn política en México entre 1928 y el 1934, con el nuevo gobierno, fue caracterizada por la represión en las contras de los disidentes políticos. El partido comunista mexicano fue declarado forajido y numerosos comunistas encarcelados. Muchos se transfirieron en los Estados Unidos y entre estos, en noviembre de 1930 también Frida Khalo y Diego Rivera. Diego Rivera fue llamado allì, también por unos trabajos. Diego hizo diferentes trabajos, en particular un murales en el Rockefeller Center; pintò el rostro de Lenin y rechazó borrarlo, por eso fue despedido. Junto con Frida tuvo que volver a México. Frida por un periodo hospedó a su hermana, porque tenía problemas económicos. Frida le propuso posar por Diego Rivera. En este periodo Diego Rivera y Cristina Kahlo empezaron una relación juntos. Después de este hecho Frida cambió radicalmente: empezò a dedicarse al trabajo y a sus lienzos.

Esos son algunos cuadros que me han llamado la atención por su intensidad, pasión y sentimentalismo :

Frida Kahlo, Qualche colpo di pugnale
(Unos Cuantos Piquetitos — A Few Small Nips )
(1935)
Olio su metallo, 38 x 48.5 cm.
Città del Messico, Collezione Dolores Olmedo
Frida Kahlo. La columna rota, 1944

Esta obra golpea por la representación mayormente sanguinosa de la brutal violencia masculina y las heridas impuestas son, probablemente, debidas al sufrimiento interior de Frida.

Ella se cortó el pelo empezó a llevar ropas masculinas y a salir con otras mujeres y hombres, hecho que molestó mucho a Diego, que vino a amenazar con una pistola al amante de Frida, el escultor Isamu Noguchi. A finales de aquel año, la relación entre Diego y Cristina terminó, Frida volviò a casa, pero el marido no renunciò a otras aventuras extramatrimoniales, pero desde ese momento también ella empezó a tener relaciones y una de las más famosas fue aquella con Lev Trotsky en 1937. Diego tenía una gran admiración por Frida, hecho que demostrò por su primera exposición colgada en la galería de Julien Levy a New York, porque envió a un crítico de arte la siguiente nota: “ Se la recomiendo, no como marido, pero como admirador emocionado de su ópera, ácida y tierna, difícil como acero y delicada y fin como el ala de una mariposa, adorable como una buena sonrisa y profunda y cruel como la amargura de la vida”. Frida Khalo consiguientemente organizó otras galerías, como la de París. 1939 fue también el año del divorcio, por voluntad de Diego Rivera. Durante estos años Frida tuvo muchos problemas físicos como los dolores a la columna vertebral. En 1950 fue ingresada en hospital y operada siete veces más en la columna vertebral. Después ella siguió a pintar gracias a un caballete que hizo construir que le permitía trabajar tumbada en la cama.

En 1953 después de su primera famosa exposición en México, en agosto de aquel año los médicos decidieron amputarle la pierna hasta la rodilla.

Frida Kahlo murió la noche de 13 de julio de 1954 con 47 años, debido a un embolia pulmonar. la noche antes dio a Diego Rivera el regalo por las bodas de plata que habían podido celebrar el 21 agosto siguiente.

Esta es una de las muchas poesías que Frida dedicó a su Diego:

“Mereces un amor que te quiera despeinada,

con todo y las razones que te levantan de prisa,

con todo y los demonios que no te dejan dormir.

Mereces un amor que te haga sentir segura,

que pueda comerse el mundo si camina de tu mano,

que sienta que tus abrazos van perfectos con su piel.

Mereces un amor que quiera bailar contigo,

que visite el paraíso cada vez que mira tus ojos,

y que no se aburra nunca de leer tus expresiones.

Mereces un amor que te escuche cuando cantas,

que te apoye en tus ridículos,

que respete que eres libre,

que te acompañe en tu vuelo,

que no le asuste caer.

Mereces un amor que se lleve las mentiras,

que te traiga la ilusión, el café y la poesía.”

Gracias a este poema y no solo, podemos entender que Frida Kahlo no es solo una pintora, pero una verdadera artista. Ella ha sido afectada por el amor pasional, lo único que le ha creado independencia, hecha dolor en muchos casos. En sus cuentos dice haber tenido dos graves accidentes en su vida: el primero cuando un tram la arrolló y otro es Diego Rivera. Un amor doloroso, herido, sangriento pero nunca roto: en realidad se reforzaba siempre más!

Un amor como medicina, como esencia de su vida, aunque a menudo con un gusto amargo..pero al que ella no puso renunciar.

[ bibliografia. Fonti citate nella sezione Spagnolo ]

F.Kahlo, Lettere appassionate, Milano, Abscondita Editore, 2002

[ Sitografia. Fonti citate nella sezione Spagnolo ]

Henry Ford Hospital o il letto volante, Frida Kahlo, in :

http://caffetteriadellemore.forumcommunity.net/?t=56658878, 2014

Jean-Marie Le Clézio, Diego e Frida, 192 pagine, trad. A. Marchi, Il Saggiatore, in:

http://www.elisagelsomino.com/diego-e-frida-lle-cezio/, 2017

Piarangela, L amore di Frida Kahlo e Diego Rivera in mostra a genova, in:

http://albertinipierangela.altervista.org/lamore-di-frida-kahlo-e-diego-rivera-in-mostra-a-genova

GEOGRAFIA

Un’ appassionata della storia della grande pittrice Frida kahlo decide di fare un tour dedicato ai principali luoghi, musei, abitazioni, piazze dedicati a lei. Il tour durerà 2 settimane, di cui due giorni di viaggio.

1° GIORNO

3/09/017 MILANO, ORIO AL SERIO ore 19,10

2° GIORNO

Arrivo: Città del Messico, Juarez Intl Airport ore 4:05 scalo

15:55 ( 4/09/2017)

Sistemazione presso “The Red Three House” RIPOSO

Giro veloce per la città e cena messicana (spostamento in autobus) presso ristorante “Frida kahlo restaurante”

The Red three House ( Mexico City )

Sistemazione presso The Red three House ( Mexico City )

Giro veloce per la città e cena messicana (spostamento in autobus) presso ristorante “Frida kahlo restaurante”

3°GIORNO

MATTINA: Casa Azul

Casa Azul “ Museo Frida Kahlo”

Dal 1958 Casa Azul, per volontà di Diego Rivera, è Museo Frida Kahlo. Al suo interno è possibile ammirare le più importanti opere della Kahlo, le opere di Rivera, José María Velasco, Paul Klee e di alcuni loro amici, fra i quali Marcel Duchamp e Yves Tanguy.

POMERIGGIO: Anche Il giardino di Casa Azul merita di essere visitato. E’, infatti, ricco di statue precolombiane e oggetti dell’arte popolare messicana, cose che Frida amava collezionare. In particolare, nel giardino Frida teneva le scimmiette, i cani ed i pappagalli che ritrasse anche nei suoi quadri.

4°GIORNO

mattina:

A Coyoacán, oltre alla Casa Azul, potrete visitare anche il Jardín Centenario, un parco circondato di bar e gallerie d’arte.

“ Jardin Centenario ”

POMERIGGIO: Visito i musei che si trovano presso Jardin Centenario ovvero il Museo de las Culturas Populares e il Museo Leon Trotsky.

Museo Nacional de culturas populares
Casa Museo de Leon Trotsky

5° GIORNO

MATTINA: L’ Antiguo Colegio de San Ildefonso, luogo che fece da sfondo alla storia d’amore tra Frida e Diego. Un tempo era uno dei centri di formazione più prestigiosi di tutto il Messico, oggi è un museo che ospita importanti murales, tra cui quelli di Rivera.

Antiguo Colegio de San Ildefonso

pomeriggio: A pochi chilometri da Coyoacán, a San Ángel, sorge il Museo Casa Estudio Diego Rivera y Frida Kahlo, dove i due artisti vissero tra il 1934 e il 1940. Si tratta di due appartamenti separati collegati da una passerella. Dopo il divorzio nel 1939 Frida e Diego vissero, infatti, separati, ognuno nel suo appartamento, prima di risposarsi l’anno successivo. Rivera tornò a vivere qui dopo la morte di Frida nel 1954.

El Museo casa estudio Diego Rivera e Frida Kahlo

6° GIORNO

Mattina: Spostamento in autobus.

il sito archeologico di Teotihuacan, dove Frida amava recarsi e restare in contemplazione in cima alla Piramidi del Sole e della luna. Dove passiamo l’intera giornata e ci rilassiamo.

Documental de Teotihuacan Ciudad Imperial

7° GIORNO

Mattina: il Museo Diego Rivera Anahuacalli che ospita una vasta collezione di arte preispanica.

Museo Diego Rivera Anahuacally

POMERIGGIO: il Museo Dolores Olmedo, un tempo casa di Dolores Olmeda Patiño, una delle modelle di Rivera e amica di Frida e Diego, dove potrete trovare esposte molte opere di Frida e Diego.

museo dolores olmedo

8° GIORNO

MATTINA E POMERIGGIO: PERCORSO IN AUTOBUS E ARRIVO AL

Mercato di San Juan, Città del Messico, grande e colorato, di fronte al quale nel settembre del 1925 Frida ebbe il tragico incidente che le cambiò radicalmente la vita. Durante la 2° parte della giornata sosta al mare e alla sera ritorno in hotel ( preso coyoacan) .

Mercato di San Juan

9° GIORNO

Mattina: Trasporto con l’autobus fino a Juarez Intl Airport.

( RITORNO : 13:45 CITTÀ DEL MESSICO, JUAREZ INTL AIRPORT )

ARRIVO: 10:30 MILANO MALPENSA

13:45 CON 1 SCALO )

ECONOMIA

Il movimento di persone creato dai matrimoni — e tutte le celebrazioni legate all’amore — è in costante aumento e non sembra essere influenzato in alcun modo dalla crisi economica. Ecco perché la pratica del destination wedding, ossia dei matrimoni celebrati lontani dal luogo di residenza, è sicuramente una pratica a cui gli operatori turistici guardano con interesse. Queste cerimonie portano infatti un notevole contributo economico alla destinazione, dato che vengono spesso celebrate inseguendo il lusso e l’esclusività. Questo mercato non è necessariamente legato a prodotti lussuosi e rivolto a coppie con un’alta capacità di spesa. Esiste una domanda di livello “medio” che è possibile soddisfare abbassando il livello dei servizi, ma offrendo comunque un’esperienza unica di viaggio. All’Italia viene riconosciuto il ruolo di destinazione dell’amore. Forte di località esclusive, scenario di romanzi e film d’amore e scelta principale dei vip come luogo per i loro matrimoni da sogno, l’Italia riceve dal mercato nuziale una promozione importante e gratuita.

La Via dell’Amore — Costiera Amalfitana
Verona
Firenze

L’importanza di queste cerimonie è altissima, perché permettono di promuovere tutto il territorio in cui si svolgono, compresi i dintorni. Una coppia di futuri sposi sarà sicuramente incoraggiata a scegliere una destinazione che sia in grado di integrare tutte le componenti necessarie al matrimonio, diventa indispensabile predisporre un’offerta honeymoon con l’accoglienza e i servizi tipici dedicati alle coppie in viaggio di nozze. Attrarre i matrimoni non è importante, solo per l’indotto immediato, ma anche perché il tasso di ritorno è decisamente elevato. Chi sceglie un luogo diverso per celebrare le nozze, ne conserverà la memoria nel cuore e tornerà — più o meno frequentemente — a visitarla nel tempo.

Il mercato del turismo matrimoniale è anche ampiamente influenzato dal passaparola considerando che il 10,5% di chi ha scelto L’Italia per sposarsi dice di averlo fatto perché gli è stato raccontato.

È importante per gli operatori puntare anche sulla voglia di ritornare. Albergatori e ristoratori devono entrare nell’ottica che i clienti torneranno nella destinazione e dovranno trovare un modo per incentivarli a farlo. Non solo il matrimonio rientra come evento riguardante questo tema, ma ci sono anche i viaggi di nozze. Questo segmento dell’industria matrimoniale in Italia nel 2012 ha registrato ottime performance: 234.840 gli stranieri che sono arrivati in Italia per i matrimoni con un totale di presenze pari a 1 milione e 221 mila persone provenienti da oltre 25 paesi (in primis da Inghilterra, Stati Uniti e Russia, in crescita gli arrivi da paesi “in sviluppo” come Cina, Brasile ma anche da Giappone, Australia e Arabia Saudita) registrate per il wedding tourism; 51mila euro il costo medio di questi matrimoni; 87 milioni e 756 mila euro quelli riconducibili alla spesa per la sola cerimonia, mentre di 22 milioni e 804 mila euro il valore dei viaggi di nozze in Italia conseguenti a matrimoni celebrati in Italia; 204 milioni e 681 mila euro la spesa sostenuta invece dagli ospiti per partecipare ai matrimoni in Italia. In totale, il fatturato complessivo (diretto e indotto) per il segmento del turismo matrimoniale è di 315 milioni di euro. I luoghi più amati dagli stranieri che scelgono di sposarsi in Italia sono la Toscana (43,5%) la Costiera Amalfitana (9,9%), l’Umbria (7,7%) e il Veneto con Venezia e Verona (7,5%). In crescita nel 2012 la Puglia (per le sue masserie), il Lago di Como (che ha superato il Lago di Garda grazie alla presenza di personaggi famosi) e il Friuli (per le eccellenze vinicole). Come location, gli stranieri scelgono prevalentemente hotel di lusso e relax (29,6%), ville (19,3%), castelli e fortezze (14,8%).

Seguono gli agriturismi, soprattutto in Toscana (11%) e i palazzi storici (9,6%). Il matrimonio lontano da casa, ovviamente diminuisce il numero degli invitati, che in media sono intorno ai 30, rari i casi (4%) in cui superano le 100 persone.

In media gli ospiti si fermano 5,2 giorni e naturalmente, tanto più è lontano il paese di arrivo, tanto più prolungata è la permanenza in Italia.

L’82% delle coppie, sceglie inoltre di prolungare la permanenza, organizzando direttamente in Italia il viaggio di nozze. I comuni italiani, nel 2009 hanno introdotto la wedding tax per chi voglia sposarsi in location particolari. Questa tassa aiuta le casse comunali, come per esempio nel caso delle celebrazioni in Sala Cuori d’oro di Ca’ Vendramin a Venezia,

Palazzo Ca Vendramin Calergi

dove serve un budget di 5.000 euro. In generale comunque la spesa da sostenere per l’affitto della location va da 1.500 a 5.000 euro, su una spesa totale media di 51.000 euro.

Un dato significativo per il settore professionale: quasi tutti gli stranieri che si sposano in Italia, si affidano in modo molto più sostanzioso, rispetto agli italiani, a professionisti del settore. Le motivazioni sono evidenti, resta il fatto che questa scelta ha portato il 31% dei wedding planner italiani (che nel 2012 erano 1.092) a organizzare almeno un matrimonio di stranieri. Per promuovere i propri servizi questi professionisti si affidano per il 40,2% alla rete, tra siti specializzati e social network; segue per importanza nella promozione il passaparola (18,1%) e i “referenti locali” o promoter (15,4%) e le agenzie di viaggio (12,2%).

Non sono solo i matrimoni a generare flussi turistici, ma tutti gli eventi legati all’amore in generale: richieste di matrimonio, rinnovi delle promesse ed anniversari sono l’occasione ideale per attrarre il target e per fare conoscere la destinazione come luogo per celebrare l’amore. Oggi sono circa 6.000 l’anno gli sposi che scelgono l’Italia come luogo per pronunciare il fatidico “sì”. Inglesi, americani, neozelandesi e giapponesi in primis, sono le nazionalità su cui le destinazioni italiane dovrebbero focalizzarsi per cercare di sviluppare quello che in America è un tipo di turismo già consolidato.

L’immagine dell’Italia nel mondo è un fattore di straordinario impulso per questo tipo di turismo. Fortissimo è il richiamo — oltre a cultura e storia — della gastronomia e del romanticismo. Gli alti costi delle nostre location fanno spesso sì che gli sposi stranieri preferiscano destinazioni più economiche, come la Grecia. L’organizzazione di un matrimonio e il viaggio di nozze aiutano moltissimo le strutture turistiche a destagionalizzare.

Il basso numero di matrimoni in Italia

Il periodo del primo grande miracolo economico italiano, gli anni Sessanta è stato anche quello del maggiore livello della nuzialità. Tutti si sposavano in età giovanili tanto le donne (attorno ai 24–25 anni) che, sia pure un po’ meno, gli uomini (28), ma sempre nel pieno del vigore fisico, delle capacità inventive, creative e riproduttive. Si è troppo poco indagato e scritto su un tale legame. E comunque si è ingenerata l’idea che il boom dei matrimoni non sia stato che una quasi automatica conseguenza del boom economico. Si tratta di un errore d’interpretazione assai comune e continuamente riproposto: il livello dei matrimoni — il tasso di nuzialità — come conseguenza della più o meno alta o bassa congiuntura economica. Oggi, mentre nel 2014 abbiamo toccato il minimo storico di neppure 190 mila matrimoni e un tasso di nuzialità che non arriva al 40 per cento di quello degli anni sessanta, dovremmo cominciare a capire, quantomeno, che non è esattamente così che stanno le cose tra gli estremi dell’economia da un lato e della nuzialità dall’altro, e che è vero piuttosto il contrario: sono i matrimoni che tirano su l’economia più di quanto non faccia l’economia con i matrimoni. Anzi, l’economia, il pil, faticano comunque a riprendersi in Italia proprio perché manca il traino dei matrimoni, che sono scesi a un livello insostenibile per una popolazione che intenda essere vitale. E’ stupefacente come non sembri insegnare niente il fatto che il declino della nuzialità abbia accompagnato prima la lunga stagnazione e poi la crisi dell’economia italiana e del pil. Eppure è evidente come, entrati come siamo nel grande disamore degli italiani per il matrimonio, a partire dalla fine degli anni Settanta-primi anni Ottanta, non c’è più stato nessun grande sussulto dei nostri indicatori economici. Terminata la spinta dei fmatrimoni l’Italia si è via via persa, spenta. Ci mancano 60–70 mila matrimoni all’anno, per rientrare nella peraltro assai bassa media della nuzialità europea. Ci manca perfino un tasso adeguato di formazione delle coppie di fatto, rispetto ai paesi dell’Europa centro-occidentale e del nord che hanno sia un tasso di nuzialità che di coppie di fatto ben più alto del nostro. Ci manca, insomma, il “fare famiglia”, che pure è stata a lungo una nostra specialità. Ma se non si fa famiglia, e segnatamente se non la si impianta sul matrimonio, l’economia, il pil non possono che stentare, anche in tempi favorevoli alla ripresa. Il matrimonio, il metter su famiglia, è il moltiplicatore ancora oggi più efficace che esista degli sforzi, dell’inventiva, delle capacità individuali; della voglia (e della necessità) di rischio e di impresa. E’ anche un moltiplicatore di consumi, fortemente differenziati e di qualità. Per capirlo basta dare uno sguardo agli indicatori dei permessi di costruzione. Nel primo semestre del 2015 l’edilizia residenziale accusa una contrazione del 10,7 per cento delle abitazioni rispetto allo stesso periodo del 2014 mentre, al contrario, l’edilizia non residenziale registra un aumento del 6,9 per cento. L’edilizia residenziale continua pesantemente a regredire nonostante la ripresa, che sarà pure leggera, insoddisfacente, ma c’è. E com’è che le abitazioni perdono un altro 10 per cento mentre il pil aumenta, seppure di poco? E’ che i matrimoni continuano a scendere anno dopo anno, e nel 2014 sono scesi al minimo, che si manterrà anche nel 2015 — pur se forse si è ormai toccato il fondo. Questo è. Ma togliete i matrimoni e il nostro è un paese senza nerbo, benzina per correre. E infatti non corre. Il matrimonio arriva, quando arriva, nella vita delle persone, solo dopo che tutti i traguardi sono stati acquisiti e messi al sicuro. Il matrimonio è l’istituzione che può essere tranquillamente messa in soffitta perché tanto “basta l’amore”. Bene, rassegniamoci allora al declino, tra un modesto accenno di ripresa e l’altro.

[ Bibliografia. Fonti citate nella sezione Economia ]

http://www.quotidiano.net/magazine/viaggi/cinque-idee-super-per-il-viaggio-di-nozze-1.2984177v

A. Quinz, I numeri del matrimonio in Italia e di un’industria che ci gira intorno, in: http://www.theweddingenterprise.com/blog/2016/2/3/i-numeri-del-matrimonio-in-italia-e-della-sua-industria-tools3 , 2016

DIRITTO

Oggi io ho parlato di diverse copie, le cui storie caratterizzate da gelosia, passione, carnalità, emozione, dolcezza, travolgente, sensualità, in cui in differenti casi i componenti si sono uniti in matrimonio. Ma il matrimonio civile giuridicamente cos’è?

Il matrimonio è l’atto con il quale due persone di sesso opposto manifestano la volontà di realizzare una comunione spirituale e materiale di vita con l’osservanza dei doveri e l’esercizio dei diritti previsti per i coniugi dal codice civile. Con il termine matrimonio si intende sia l’atto che costituisce il vincolo sia il rapporto che lega tra loro i coniugi.

Il matrimonio civile è il matrimonio volto a produrre effetti unicamente per il diritto dello Stato ed è disciplinato dalla legge statale quanto alle condizioni richieste agli sposi per contrarlo, alle formalità preliminari che devono essere svolte, alla celebrazione, alle cause e ai termini di impugnazione. Il matrimonio civile è, dunque, un atto pubblico complesso, perché unisce la volontà degli sposi con le attestazioni e le dichiarazioni di un pubblico ufficiale (ad. es.: il sindaco o un assessore) che non si limita a raccogliere la volontà degli sposi ma li dichiara uniti in matrimonio.

I principali articoli che disciplinano il matrimonio tra coniugi sono:

Art. 143 Codice Civile: “ Diritti e doveri reciproci dei coniugi ”

Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia. “

ART 144: Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia”

I coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo l’esigenza di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato.

ART 145:” Intervento del giudice “

In caso di disaccordo ciascuno dei coniugi può’ chiedere, senza formalità’, l’intervento del giudice il quale, sentite le opinioni espresse dai coniugi e, per quanto opportuno, dai figli conviventi che abbiano compiuto il sedicesimo anno, tenta di raggiungere una soluzione concordata.Ove questa non sia possibile e il disaccordo concerna la fissazione della residenza o altri affari essenziali, il giudice, qualora ne sia richiesto espressamente e congiuntamente dai coniugi, adotta, con provvedimento non impugnabile, la soluzione che ritiene più’ adeguata alle esigenze dell’unità’ e della vita della famiglia.

ART 146: “Allontanamento dalla residenza familiare”

Il diritto all’assistenza morale e materiale previsto dall’articolo 143 è’ sospeso nei confronti del coniuge che, allontanatosi senza giusta causa dalla residenza familiare, rifiuta di tornarvi.

La proposizione della domanda di separazione o di annullamento o di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio costituisce giusta causa di allontanamento dalla residenza familiare.

Il giudice può’, secondo le circostanze, ordinare il sequestro dei beni del coniuge allontanatosi, nella misura atta a garantire l’adempimento degli obblighi previsti dagli articoli 143, terzo comma, e 147.

ART 147:

Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità’, inclinazioni naturali e aspirazioni, secondo quanto previsto dall’articolo 315-bis.

Questi sono i principali articoli, che vanno a regolamentare un matrimonio, che si devono rispettare in ogni situazione familiare, e che interessano molte famiglie italiane.

[ Bibliografia. Fonti citate nella sezione Diritto ]

Codice Civile,Dei diritti e dei doveri che nascono dal matrimonio, in:

http://www.altalex.com/documents/news/2014/11/10/dei-diritti-e-dei-doveri-che-nascono-dal-matrimonio, 2014

Broccardi, Diritti e doveri reciproci dei coniugi, in :

http://www.brocardi.it/codice-civile/libro-primo/titolo-vi/capo-iv/art143.html, 2015

Le mie nozze, Gli articoli che regolano il matrimonio con rito civile, in:

www.lemienozze.it/organizzazione-matrimonio/rito-matrimonio-civile_articoli.php, 2015

ITE Cesare Battisti, Fano

Victoria Antonioni 5°H