Direzione Oceano.

Ho un problema con le feste comandate. Sì, lo so, sono noiosa. Io preferisco dire impegnativa Oggi è Pasqua, bene Gesù Cri, grazie di continuare a provarci, a ricordarci che in fondo il mondo può fare meno schifo di come effettivamente fa. Grazie per continuare a tornare, sempre e comunque.

Il punto è che la mia famiglia, come tutte si intende, è un insieme di legami in cui io, ad oggi, mi riconosco sempre meno. Sarà l’eco degli enta che inizia a risuonare, sarà che i miei sono separati e i miei nonni non ci sono più lasciandomi la lezione più dura da imparare sull’amore. Sarà anche che un domani tutto questo mi mancherà, ma avrò i miei spazi. Ho bisogno di rinascere pure io. Avere una vita autonoma, incisiva, libera. Una vita piena. Fatta di rapporti sereni, non obbligati.

I rapporti col parentame mi sono sempre sembrati una serie infinita di non ti sopporto impliciti, ma tocca stare insieme perché, appunto, è festa. Magari la mia è esagerazione. O solo vita. Voglia di vita.

Sto pensando di andare a vivere da sola. Disabilità o meno sti cazzi e scusate il termine. E ho una paura folle. Sana. È un salto che devo fare.

Per cui ci voglio provare. In fondo Pasqua è questo: Abbracciare l’ignoto della vita e tentare. Sempre. Rinascere Sempre. Accettare tutte le sfide possibili. Senza timore.

Grazie allora ,Gesù Cri, per ricordarci che bisogna amare tanto, amarsi altrettante volte tanto e svincolarsi dai legami che ormai, per vita e crescita non ci appartengono come un tempo. Sono solo porti sicuri. Oggi Io sono in direzione Oceano. E davvero, Buona Pasqua a tutti.


V. D.