I VINI DELLA VAL D’AOSTA

E’ necessario partire dal suo capoluogo Aosta e percorrere le strade che salgono sulla montagna e che portano verso i composti terrazzamenti, dove sono allevate le vigne per comprendere come, fin dal tempo dei romani, la vigna è figlia anche della montagna. Situata sulla crocevia dei più importanti colli alpini del Grande e Piccolo San Bernardo, in una splendida conca alle pendici del monte Emilius, la città di Aosta, fin da tempi remoti, è sempre stata un importante nodo strategico di passaggio. Capoluogo di una Regione montana dove già dagli insediamenti dei Castrum romani nel I secolo a.c. si coltivava vitigni con passione preservando una storia millenaria.

La Valle d’Aosta è una piccola regione di circa 3000 kmq, interamente montuosa. Con una superficie vocata alla produzione del vino di soli 400 ettari di cui solo 30% è dislocato in collina mentre il restante 70% si snoda lungo la montagna .

Questo sua particolarità fa si che la produzione vitivinicola della Regione presenti una complessità notevole e una serie di varietà prevalentemente autoctone, caratterizzate da una straordinaria vitalità, anche a quote dove altre specie non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivere o non sarebbero produttive.

La disposizione dei vigneti è prevalentemente a terrazze molto ripide. Mentre la Pergola risulta la forma di allevamento più idonea. Inoltre in zone di questo tipo, forme di potatura o vendemmia automatizzata sono escluse in partenza a causa della conformità del terreno coltivato, per cui le forme di allevamento tradizionali (Pergola, Alberello) prevalgono su quelle più moderne.

Una sola DOC nella regione (la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste DOC) ma con ben 7 sottozone (Arnad-Montjovet, Blanc de Morgex et de La Salle, Chambave, Donnas, Enfer d’Avrier, Nus, Torrette), ben caratterizzate dal punto di vista pedoclimatico. Le 4 DOP regionali sono molto caratterizzate e tutte meritevoli di menzione: il Fontina e il Fromadzo Tra i vini a bacca rossa il Petit Rouge, il Prëmetta e il Fumin mentre quelli a bacca bianca il Prié Blanc. Senza dimenticare per appassionati di enoturissmo : il Mayolet, il Roussin, il Vuillermin, il Neyret, ma se ne contano almeno altrettanti! Nelle zone più basse e con clima meno estremo, troviamo il Nebbiolo, il Freisa e il Moscato Bianco.

Vincent

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