Sternocleoqualcosa…..

Ci sono luoghi che esistono, ma non li vuoi mai visitare.

Ospedali si ergono nelle città tra sguardi che cercano di pensare ad altro e speranze che non servano mai, bastioni di paure e timori.

Entrandovi dentro oggi, ad ogni passo che facevo, ad ogni gradino che affrontavo, ad ogni persona trafelata con le cartelle che mi passava affianco, ad ogni divisa che con il suo candore si confondeva con la parete, acquisiva rispetto e partecipazione.

Sguardi portati fuori dalle finestre, stanche passeggiate nei corridoi dei reparti, ripetitivi sguardi all’interno delle stanze, a scrutare novità portate da un tempo estremamente fermo.


Per questioni che non sto qui a spiegarvi, ho sempre avuto un debole per gli infermieri, per il loro mestiere, anzi per la loro missione.

Io svengo quando mi tirano il sangue, e questo me li fa vedere con ammirazione ancor maggiore.

Avere strumenti come le mani, un sorriso, una parola, che possono salvare un uomo dall’abbandonarsi, sono quelle cose che giustificano abbondantemente la celeberrima frase dell’Uomo Ragno (che non ho bisogno di ripetere, vi è appena tornato in mente).

Credo che tutte le persone coinvolte in questa importantissima parte della vita di una città, addirittura di un Paese, abbiano una marcia in più, un onere in più, un qualcosa di impalpabile ma che puoi decifrare nell’anziano indifeso nella sua nudità, o nel ragazzo che ha paura.

Che siamo tutti bravi belli e buoni a vedere E.r. (a proposito, quanto mi sono sentito figo oggi con il mio vassoio da asporto da caffè! ) e grey’s anatomy, ma stare dal vivo a vedere pallottole, cannule, vomito, e cose naturali-ma-non-necessariamente-simpatiche, beh non è semplice.


Ho un ricordo vago ma fermo nella mia memoria: ero al pronto soccorso, nn ricordo per quale motivo, forse accompagnavo mio padre; ero piccolo, e ricordo che intravidi un signore appoggiato ad un altro, con la faccia completamente insanguinata, che avanzava tremando.

Lo fissai a lungo, sperando che lui non mi scorgesse. Bloccato.

Mi faceva paura. Non lui, ma per come stava, quindi lui per estensione logica.

La mia prima presa di coscienza che il sangue può stare anche fuori da noi, e non necessariamente è una bella cosa.

Quanta gioia quanto ho imparato a dire a memoria sternocleomastoideo…. (per poi imparare che ho sbagliato per anni a dire e che si dice sternocleidomastoideo…. ma vabbè sono dolori da cui si può riprendere)

Sto ore ad ascoltare chi ha studiato, che parla di cose che poco capisco con termini che poco attecchiscono nella mia memoria se non per la loro intrinseca difficoltà ( e quindi bellezza).

Tutto questo per dire a chi studia, chi soffre, chi lavora, chi vive, in questo inferno umano, un semplice ma sentito (e perdonate se fa tanto bigliettino preconfezionato) grazie.

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