Marketing convenzionale e non: un confronto

Moltissime attività in Italia non sfruttano ancora appieno il potenziale che offre il Web e di conseguenza le strategie di marketing non-convenzionale per recuperare ed acquisire nuovi clienti. Si affidano, invece, al marketing e alla pubblicità tradizionale che ha una sufficiente efficacia a livello locale ma scarsa efficacia in mercati sempre più globali e diffusi su larga scala. Tuttavia, il marketing moderno viaggia on-line e permette ai clienti di entrare in contatto direttamente con le aziende e di generare una richiesta, una vendita o un contatto commerciale. Uno dei tanti vantaggi è che tutti questi dati sono costantemente monitorabili e facilmente consultabili dall’azienda che può avere sempre sotto controllo gli investimenti e i ritorni.

Uno dei limiti del marketing tradizionale è che va a colpire indistintamente una vasta platea di persone con esigenze, bisogni e gusti differenti, va da se che solo una parte di queste può essere interessata al messaggio distribuito con i canali classici di advertising.

Il marketing non convenzionale, invece, sfruttando le opportunità della Rete, consente in modo chiaro e preciso di avere tutti i dati fondamentali per una campagna pubblicitaria. Questo crea un enorme vantaggio per le aziende che possono monitorare costantemente i risultati legati ai propri investimenti e capire come poter agire su ogni singola campagna per ottenere il migliore risultato.

Strumenti come Google AdWords o Facebook Ads permettono di veicolare il messaggio pubblicitario solo ad un target di persone attentamente profilate e quindi potenzialmente interessate. Altresì non colpisce persone non in linea con il potenziale target dell’azienda e questo garantisce agli inserzionisti un importante risparmio economico.

Un altro vantaggio dell’on-line advertising rispetto a quello tradizionale è la possibilità di diversificare, per la stessa campagna, il messaggio pubblicitario e di poterne verificare l’efficacia con risultati tangibili e dati statistici concreti e di conseguenza agire per migliorare costantemente ciò che si propone. Un’ultima considerazione da fare tra marketing tradizionale e non-convenzionale è che nel primo caso il messaggio è limitato nel tempo, e mi riferisco alle singole uscite su quotidiani o riviste, cartellonistica periodica o volantini distribuiti in un determinato periodo. Il marketing diretto ha invece un arco di vita più ampio e costante nel tempo perché punta all’acquisizione periodica di nuovi clienti distribuita uniformemente nel tempo.

Una battuta dalla serie tv Mad Man

Il punto che maggiormente mi preme approfondire è la differenza in termini d’investimento tra le due tipologie di marketing descritte; infatti, è ormai chiaro che il marketing tradizionale risulta molto più oneroso del marketing non-convenzionale. Inoltre, tenendo conto della complessa strategia del marketing delle 4P, la Promozione è solo uno dei quattro motivi generali per cui un consumatore medio sceglie uno specifico brand rispetto ad un altro. Si evince che per ottenere un vero successo nel mercato contemporaneo, considerando la relativa importanza della propaganda commerciale, diventa essenziale riuscire a spartire adeguatamente i finanziamenti economici sui 4 aspetti fondamentali del marketing.

In questo caso non sembra quindi una buona idea quella di sprecare troppi soldi per la pubblicità;

Diventa, invece, molto importante riuscire a sviluppare una campagna di comunicazione che riesca a massimizzare l’efficacia in relazione al suo costo, un aspetto in cui l’advertising tradizionale non riesce più ad essere competitivo.

Il problema principale della promozione classica non è la sua eventuale inutilità rispetto alle nuove strategie non-convenzionali, ma piuttosto gli aspetti negativi della sua forma di trasmissione, che funziona soltanto in base al maggior numero di ripetizioni attraverso i mass media più seguiti.

Il marketing non-convenzionale sembra essere la risposta, in termini economici, più adeguata alle esigenze commerciali dei brand.

È importante sottolineare che queste nuove strategie promozionali permettono alle imprese di attirare nuovamente l’attenzione di un pubblico ormai stanco della classica propaganda aziendale. 
Le persone che prima erano considerate semplici consumatori, ora sono parte integrante della formazione di idee e nella produzione di nuovi prodotti. Se il consumatore è, quindi, in grado di partecipare e di dialogare con le aziende, a loro volta, le imprese, sono costrette a riconoscere l’importanza delle persone e devono abbandonare l’idea di essere al comando dell’attività di comunicazione.