Aiutare i più grandi

Musica.

Una parola che tutti amano sentire, o almeno credo.

Musica.

Una parola che a molti fa scaricare la tensione, o almeno credo.

Musica.

Una parola che a me personalmente ricorda l’accompagnamento.

Musica.

Una parola che a me ricorda Spotify in versione gratuita, quindi pubblicità come queste.

Queste, si. Queste.

I One Direction nel 2015 avevano detto che si prendevano “un anno sabbatico per riposare”.

Quindi, oggi pomeriggio, un sabato piuttosto insignificante, m’imbatto con questa pubblicità: Niall Horan (uno dei quattro membri) ha rilasciato questa nuova canzone, in singolo.


Sinceramente, a me, frega cazzi di quello che fa lui o generalmente loro, queste cose le so perché ho Twitter, anche se questa canzone in Italia non ha fatto poi così tanto colpo mediatico, o almeno credo. Fatto sta che me la sono andato a sentire e devo dire sinceramente, che mi fa cagare il cazzo. E’ troppo moscio, per i miei gusti. Ma lasciando stare la canzone in sé, ho riflettuto un po’ prima di scrivere questo articolo: che senso ha pubblicizzare una canzone di un cantante, o comunque di un’artista popolarissimo, ascoltato da milioni di persone (per lo più ragazzine) che grazie a lui ( o loro?) riescono a vivere al meglio le loro ore?


Sinceramente, non l’ho capita. Uno dei motti di Spotify dice anche (approssimamente): “scopri nuove canzoni!”. Ok, va bene, le vado a scoprire, ma allora pubblicizzami qualcuno di poco conosciuto, una playlist di canzoni di artisti senza una grandissima influenza popolare. Insomma, qualcosa che non sia il solito Justin Bieber ( o in questo caso) un membro di una band che ha avuto un grande successo.

Le mie conclusioni

Detto questo, credo che Spotify stia andando nella direzione sbagliata, Soundcloud dovrebbe iniziare a cambiare (in meglio) per superare definitivamente Spotify stessa: due scopi diversi, una sola concorrenza.

Soon.

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