5 tendenze retail per il 2016

Il 2015 è stato un anno positivo per il retail: ad Agosto il mercato delle vendite è salito di 1.3% rispetto al 2014, promettendo un’ulteriore crescita anche per l’anno appena iniziato. Ma non senza un cambiamento (già in corso) verso un’integrazione sempre più solida tra vecchie e nuove abitudini dei consumatori. Primo fra tutti il digital, che partendo dall’e-commerce e giungendo fino alle nuove tecnologie come i beacon o i QR code hanno reso lo shopping una vera e propria esperienza sensoriale.

Cosa dobbiamo quindi aspettarci per i prossimi 12 mesi? Ecco alcune tendenze che sicuramente vedremo crescere quest’anno nel mondo del retail.

1. Internet delle cose

Ne avete già sentito parlare? Si tratta di un network di oggetti elettronici dotati di sensori, software e connettività bluetooth o wifi per raccogliere dati e scambiarli fra di loro. Lo scopo? Capire cosa fanno i consumatori all’interno di un negozio, scoprire quali prodotti li attraggono di più e adattare l’offerta in store di conseguenza. I beacon (dispositivi bluetooth) ad esempio, posti all’ingresso di un negozio permettono di inviare delle notifiche agli utenti che hanno la App del negozio sul proprio smartphone per suggerire delle offerte.

2. Provare per credere

Avete tutti presente un Apple Store, giusto? La disposizione dei prodotti su dei grossi tavoli permette ai consumatori di provarli, di toccare con mano cosa stanno per acquistare, prima di farlo. Questo perché l’interazione attiva con un prodotto direttamente in negozio permette di immaginarlo nella vita di tutti i giorni. Tutto ciò vale per qualunque prodotto: dagli occhiali da sole alle biciclette, dai capi d’abbigliamento tecnico al cibo.

3. Socializziamo

Fare compere online? Roba vecchia. Adesso si compra on-the-go. Per lo shopping mobile è previsto infatti un tasso di crescita pari al 42% entro il 2016, secondo una ricerca condotta da Ipsos per conto di PayPal, all’interno di 22 paesi di tutto il mondo. Non c’è da stupirsi quindi se nel 2015 a livello globale il 33% dei compratori online hanno fatto acquisti utilizzando lo smartphone.

Come mai? Il passaparola attraverso i social media, grazie a piattaforme come Instagram o YouTube che permettono di mostrare le proprie recensioni in real time, rimane il miglior ambasciatore per qualsiasi prodotto. E i brand lo sanno, puntando molto sull’engagement online (attraverso le loro pagine social) e offline (attraverso attività dedicate in store).

4. Tutto su misura (anche il feedback)

Sephora ha avuto una grande idea: il servizio “Color IQ”. A cosa serve? Ad abbinare in maniera scientifica” fondotinta, cipria e lip gloss in base alla carnagione. Più tailor di così non si può. Ma la buona notizia è che non serve un sistema tecnologico avanzato per far sentire il consumatore accudito, basta far sì che si senta “speciale”. Come? Anticipando i suoi gusti (grazie ai dati acquisiti con l’internet delle cose di cui sopra, ad esempio, o monitorando i social media), proponendo servizi specifici come consulenti in-store e/o personalizzazioni dei propri prodotti.

Anche i pagamenti saranno sempre più “facili” e vicini alle abitudini dei consumatori, attraverso il mobile. In Italia infatti, un buon 20% dei proprietari di uno smartphone si dichiara infatti interessato a pagare in futuro in cassa tramite il proprio smartphone.

5. Marketing dell’esperienza

Ricordate? Ne abbiamo parlato spesso. Si tratta di offrire ai propri consumatori non solo un prodotto che devono pagare, ma anche un’esperienza che li appagherà ancora di più della soddisfazione di aver comprato un oggetto desiderato. Eventi, pop up shop, campagne social innovative sono tutti elementi che permettono ai brand di costruire delle relazioni durature con i propri clienti, di acquisirne di nuovi e di testare il mercato in periodi specifici dell’anno.

Allora, pronti per il 2016? Raccontateci le vostre idee e previsioni per il retail nei commenti!


Originally published at blog.whataspace.it on January 26, 2016.

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