Let’s Weed: la cannabis terapeutica va online

Il dibattito nazionale, internazionale e — sembra quasi — universale sulla Cannabis utilizzata per fini terapeutici procede: tra alti e bassi, leggi e comizi, petizioni e proteste, la situazione è ancora piuttosto incerta. In Italia, in varie fasi a partire dal 2007, l’uso terapeutico del principio attivo della cannabis (il THC) è stato inserito nelle tabelle del ministero della Sanità, per cui ad oggi è consentito, anche se naviga ancora in un mare burocratico e logistico di notevole entità.

Una notizia fresca fresca è che è stato da poco approvato uno schema di decreto del Ministero della Salute, per il quale l’Italia sta per raggiungere Canada, Regno Unito, Olanda, Danimarca e Israele tra i paesi produttori, ovvero gli Stati censiti dall’International Narcotics Control Board (dati 2013 pubblicati nel 2015).

Per cercare di ovviare a questo problema e prendere in mano le redini della situazione, Antonio Pierri e Stefano Rosato si sono inventati Letsweed.com: una piattaforma web che riunisce, aggrega ed interconnette tutti coloro che fanno uso di Cannabis per fini terapeutici, i medici che la prescrivono, le farmacie che la forniscono e i Cannabis Social Club.

Tramile la piattaforma (completamente gratuita) si potranno avviare discussioni, votare e scrivere recensioni, mentre la mappa renderà più facile la geolocalizzazione di medici e farmacie.

Ho fatto due chiacchiere con Antonio per capire un po’ meglio cosa ci sta dietro e cosa dobbiamo aspettarci per il futuro.

Com’è nata l’idea di Let’s Weed?

Io sono un ingegnere, quindi lavoro per obiettivi. Se c’è un problema mi chiedo sempre: cosa posso fare io per risolverlo? Per cui cerco sempre di trovare una soluzione che sia la più efficiente possibile. La scintilla che ha fatto scatenare il tutto è stato il programma Le Iene. Un giorno hanno mandato in onda un servizio di Matteo Viviani che mi ha particolarmente colpito perché mostra i pazienti malati e l’effetto che la cannabis produceva su di loro. Mi è sembrato miracoloso: prima di usarla queste persone erano ferme, immobili e dopo sono diventate attive. Con molti siamo in contatto, ci sentiamo spesso e mi raccontano come la loro vita sia sensibilmente migliorata.

Quali sono stati quindi i primi passi che avete compiuto?

A quel punto ho cominciato a documentarmi su internet e ho scoperto che la situazione è più che diffusa. Molti pazienti sono costretti a prendere quintali di farmaci, per malattie anche degenerative, ma non tutti fanno effetto e soprattutto molte persone subiscono degli effetti collaterali notevoli. Molti mi scrivono e mi raccontano di come hanno perso anche 18 denti, di come si sono rovinati il fegato. E sono tutti alla ricerca di un’alternativa. Qualcosa che li possa far stare meglio, senza fare ulteriore danno all’organismo.

Con il mio socio Stefano abbiamo quindi organizzato questa piattaforma, che è di pubblica amministrazione, perché parliamo di sanità e salute. Dovrebbe essere il Ministro della Salute ad occuparsene, per dire. Ma anche io faccio parte del sistema, e visto che lo Stato non se ne occupa, ho deciso di mettermi in gioco io.

Come sta reagendo finora la comunità?

Stiamo attirando l’attenzione. L’Associazione Luca Coscioni ci è molto vicina (mettendosi in contatto addirittura con dei premi nobel), il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, e il primo ricercatore italiano sulla Cannabis Giampiero Grassi (che lavora al CRA di Ginevra, dove offre il know how tecnico al centro farmacologico statale) sono alcune delle persone che ci hanno dato il loro appoggio. Molti primari ospedalieri, e parlamentari del mondo politico non sono stati da meno. Siamo online poco (circa 4 mesi), ed entro breve lanceremo la versione definitiva. Al momento abbiamo già migliaia di adesioni.

E per il futuro?

Ci auguriamo di lavorare con altre persone che hanno voglia di smettere di parlare e iniziare a fare le cose. Se abbiamo le capacità, usiamole! Mettiamoci in gioco e trasformiamo il paese. Un problema alla volta.

E voi? Cosa ne pensate di questo argomento? Raccontatecelo nei commenti!


Originally published at blog.whataspace.it on October 21, 2015.

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