Imparare da Toussaint


Per quanto possa essere stato difficile liberare Haiti questa è era la situazione con cui Toussaint si trovò ad affrontare, immediatamente dopo.

Questo era il suo punto di vista personale.

E queste furono le soluzioni di Toussaint Louverture

Flash-forward al 2015

Una tempo con la parola tecnologia sì designava ciò che aumentava la capacità dell’uomo di agire nel mondo. Oggi “tecnologia” significa cose tipo trovare un taxi, organizzare maggiordomi o dogwalker.

Tutto vero ma non serve a nulla scandalizzarsi. Contro la Bolla della Servitù , però, protestare non basta.

E di certo non serve generalizzare nè demonizzare. I più intelligenti e sensibili tra gli investitori hanno già abbandonato quel modello (concettualmente maturo), nel quale emergono già fornitori come Juggernaut (per la piattaforma tecnologica) e Wonolo, Bringsy, Rickshaw (per i lavoratori).

Capisco che la politica sia costretta a scegliere tra l’urgente e l’importante e che, scegliendo il primo, debba privilegiare i giochi a somma zero e il capitale politico estraibile dai perniciosi effetti (a breve) della “sharing economy”.

Una volta inquadrata la discussione su quei binari, ogni startup diventa inevitabilmente parte della “jackpot economy” dalla quale solo la politica ci può salvare.

Se vogliamo sprecare tempo a dibattere (in astratto) se le startup sono necessarie o inutili/dannose (***SPOILER***: dipende!) possiamo farlo ma prima o poi dovremo muoverci verso domande più rilevanti.

Ci dobbiamo, per esempio, una Riflessione Politica sul Talento.

Se Toussaint Louverture è riuscito a far convivere ex-schiavi ed ex-schiavisti non vedo perchè non dovremmo riuscire a far convivere talenti e cittadini.

Una startup necessaria si da ogniqualvolta un numero sufficiente di talenti lavorano per un tempo sufficientemente lungo ad un problema sufficientemente ambizioso.

Teoricamente le startup sono marxiste perchè la remunerazione del Capitalista non sarebbe una rendita ma il compenso per un rischio assunto. Il problema sorge quando il rischio viene ridotto al punto da impedire (di fatto) la nascita di imprese ambizione e quindi il progresso dell’umanità.

In che senso?

Così come per il Capitale anche nell’allocazione del Talento c’è un costo di opportunità. Il numero dei talenti, infatti, non è illimitato e la stessa persona non può lavorare in due imprese simultaneamente. Se il mercato propone solo imprese a basso rischio e la società non si organizza per proporre ai talenti alternative migliori (imprese insieme intellettualmente stimolanti e socialmente necessarie) allora la società ristagnerà perchè mancheranno il tipo di tecnologie abilitanti che non si possono produrre per decreto e che implocano l’accettazione di rischi tecnologici.

Quello che il mercato, lasciato a sè stesso, sta facendo, è reinvestire guadagni di efficienza in ulteriori guadagni di efficienza.(da 15')

La differenza tra il costo che i consumatori hanno pagato per avere uno smartphone e il valore che ne derivano è un surplus enorme che però non apparirà in nessun PIL.

Il problema è che c’è un istituzione da cui tutti dipendiamo che non riesce a beneficiarsi di quel surplus ma soffre enormemente per la riduzione (o il mancato aumento) del PIL. Quell’istituzione è lo Stato Nazione. Il problema non è solo la passata riduzione del PIL. Il problema vero è che quella stessa dinamica è destinata ad accellerare grazie all’automazione robotica e informatica.

Nove posti di lavoro su dieci sono in occupazioni che esistevano già 100 anni fa. I posti di lavoro più difficili da automatizzare sono quelli che richiedono:

Intelligenza sociale;

Creatività;

Capacità di percezione e manipolazione in ambienti non strutturati.

Tutti gli altri sono a rischio, inclusi (ma purtroppo non limitati a) camionisti, tassisti, tornitori, macellatori, cucitori, postini, gruisti, manutentori ma anche consulenti finanziari, traders, avvocati, notai, docenti, oculusti, dermatologi, anestesisti e perfino chef.

Senza entrare troppo nei dettagli del Bilancio dello Stato è chiaro che il paese si regge su imposte dirette (e contributi previdenziali) di lavoratori dipendenti a rischio automazione e da imposte indirette (IVA) a rischio deflazione (e auto-produzione).

La stessa tecnologia che abbassa il costo dei diritti (tipo sanità), riduce anche il gettito con il quale vengono pagati. Non solo lo riduce. Lo rende più elusivo. Perchè l’impresa si smaterializza e diventa più mobile e potenzialmente meno fedele. Lo Stato perderà molta influenza e faticherà perfino ad assolvere la più costitutiva delle sue funzioni: mantenere l’ordine e la sicurezza.

E’ altrettanto ovvio quindi che si dovrà arrivare ad un nuovo patto sociale e che per proporre rinunce a quelli che hanno diritti acquisiti sarà necessario dimostrare prima (in piccola scala) che quel che proponiamo funziona e che anche se, nominalmente, soffriranno un haircut, in termini reali la qualità della loro vita migliorerà.

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