Il cristianesimo è una malattia mentale: un esempio moderno!

Gli skopzi o skopcy (non sto parlando del medioevo ma della fine del diciottesimo secolo) erano dei cristiani talmente sessuofobici che si eviravano e se una donna della loro setta rimaneva incinta subiva delle umiliazioni sessuali squallide (a volte veniva uccisa) e il neonato che partoriva veniva torturato, fatto a pezzi e mangiato dagli altri cristiani skopzi.

Una Skopiza che — in modo piuttosto inaspettato — fosse diventata gravida doveva recitare il ruolo della santa vergine, il figlio era considerato figlio di Dio e doveva affrontare una morte con martirio. Otto giorni dopo la nascita, al bimbo veniva trapassato il cuore, il suo sangue bevuto come una comunione e il corpo così dissanguato veniva ridotto in piccoli pani coi quali a Pasqua si prendeva l’eucarestia. […]. La vergine, che viene chiamata bogorodiza (“madre di Dio”) è salutata con queste parole: “Sii benedetta fra le donne, tu partorirai un redentore!” Poi viene spogliata, posta sopra un altare e sul suo corpo nudo è celebrata una cerimonia immonda; quei fanatici si stringono intorno per baciarla dappertutto; si predica che lo Spirito Santo possa far fare alla giovane vergine un piccolo Cristo, affinché ai devoti fra un anno sia concesso di comunicarsi con questo santo corpo. Una volta venuto al mondo, il piccolo cristo viene scannato per poterlo mangiare come eucarestia; non di rado viene uccisa anche la stessa bogorodiza.

Tratto da “La croce della Chiesa. Storia del sesso nel cristianesimo” di Karlheinz Deschner.