Fantasie distopiche

Anni 2000 — Finalmente l’accesso ad internet è alla portata di tutti. Intere famiglie hanno scelto di utilizzare “la rete delle reti” per accedere ad un’enorme mole di informazioni ed utilizzare nuovi e frizzantini servizi. Ognuno ha scelto di comportarsi utilizzando come base il proprio vissuto e spesso ignorando totalmente la netiquette — qualcuno gridò a gran voce distopia.

Per un professore dell’anno Domini 2017 invece, l’inizio di un futuro tinto di nero coincide con la nascita dei social network — e con l’invenzione dei cellulari. Inutile negarlo, entrambi sono strumenti con il quale i giovani d’oggi possono contribuire in modo significativo al proliferare di fenomeni quali il bullismo. La soluzione a tinta rosa del nostro docente però è nella nostra tasca: controllare il telefono dei propri figli — ovvero esercitare una forma di controllo, un pesante compito che spetta in via esclusiva ai genitori e che viene giustificato al fine di perseguire un bene superiore.
Un esempio fantastico di come trasformare una distopia in una distopia ricorsiva.

Per due professoresse del 2017, invece una distopia è meglio viverla. Magari con un gusto un po’ retrò, un po’ come se fossimo nel 1938. Dei giovani studenti di una scuola media hanno appreso, tramite una circolare del preside, che da quel momento gli studenti figli dei genitori non italiani -proprio in virtù del loro stato di non cittadini- avrebbero dovuto studiare in una classe differente. In piccolo erano state riproposte le leggi razziali che furono applicate in Italia circa 80 anni fa: questa volta però il forte legame che accomunava gli studenti della classe ha fatto sì però che non si vedesse l’altro come diverso. Considerare questi ragazzi propri simili ha scatenato una forte reazione empatica sfociata in un’ampia sollevazione che è stata sedata solo dalla comunicazione che quello da loro sperimentato fino a quel momento si trattava di una distopia simulata.

La buona volontà nel voler essere educatori e la convinzione che la storia potesse ancora una volta insegnarci qualcosa ha fatto si che delle giovani menti in crescita abbiano imparato una lezione che non dimenticheranno mai.
Esattamente lo stesso risultato che avremmo ottenuto controllando un telefono ed agitando il dito indice dicendo “Cattivo, questo non si fa”.