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Ha già detto tutto Antonio, nel commento che precede.

Lei non ha a cuore altri che se stesso: non il partito, non i cittadini, non la Nazione che langue. Il Suo ininterrotto chiacchiericcio serve unicamente a mascherare il cinismo ed il retropensiero. Zittisce e sovrasta con la protervia. Stalin parlava molto meno ma aveva la Sua stessa tendenza a farsi il vuoto attorno, a diffidare. Diversamente da Lei ha però avuto la capacità di entusiasmare il suo popolo (e intendo l’ intero popolo) che tutto è andato in armi contro il nemico, lo ha cacciato e rincorso fino a Berlino.

A Lei è riuscito di farmi disamorare di tutta la sinistra. A far disamorare uno che a sedici anni era iscritto alla Fgci e a venti era componente del Comitato zona, faceva diffusione straordinaria dell’ Unità, più tardi è stato segretario di sezione, amministratore… Fossi il solo sarebbe un problema ben trascurabile ma vede: nel Pd non è rimasto più nessuno dei compagni che erano con me.

Vi abbiamo visti arrivare anche quassù in terra di confine, giovani, rampanti, disinibiti e ci chiedevamo cosa ci facevate nel nostro Partito, che nel frattempo aveva cambiato nome: Cosa c’entrassero con la Sinistra. Al cambio di nome successivo non ho aderito al progetto. Poco male.

In una nuova stagione ci siamo nuovamente spesi con i comitati e una marea di cittadini si è espressa pretendendo che l’ acqua non potesse essere considerata un prodotto di mercato e pur avendo partecipato con noi alla raccolta delle firme, il Pd ha disatteso nei fatti referendum. E’ stata poi la volta della costituente di quella che sarebbe diventata la coalizione Italia-Bene comune del cui programma avete fatto carta straccia. Ma noi siamo buoni di carattere e benché ci fosse incomprensibile il motivo per tanti compagni di rimanere nel Pd, seguitavamo a dialogare con loro.

Poi fiducia su fiducia il Pd intero ha votato ogni genere di provvedimento e a quel punto, maggioranza e minoranza interna siete diventati correi di un tradimento che non vi perdoniamo. E a questo punto non ci interessa più di niente. Non richiami alla responsabilità, non tavoli finti, Leopolde o Lingotti, che hanno fatto dire a una parlamentare della mia Regione “Il Pd è quel luogo in cui si può parlare e non si viene ascoltati”.

Tanti auguri per il Suo agognato “Partito del capo” (a quello Lei fin dall’ inizio ambiva). Ora ha quel risultato a portata di mano, alla faccia dell’ Italia. Veda che non Le si rompa il giocattolo prima di farlo correre sul tappeto.

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