Postumi

Un po di tempo fa, tormentato dai postumi, affranto dalla vita e abbastanza pessimista sulle speranze di riprendermi dal mal di testa, una condizione che sfocia inevitabilmente in facilissimi ‘moriremo tutti’ oppure ‘è troppo tardi per cambiare qualsiasi cosa della mia vita’, il mio morale fu migliorato da un articolo che sosteneva che piu dei due terzi dei tumori fossero causati da semplice “sfortuna”,in pratica sei lì che corri e le tue cellule si sbagliano, come capitava a te durante i compiti di matematica, con le moltiplicazioni e sei fottuto.

Naturalmente con la bocca che sapeva di posacenere e l’alito che assomigliava a quello di una casalinga annoiata del New Jersey, questo potete capire, era una ventata di aria fresca. Questa era una di quelle classiche notizie che non vuoi approfondire, fanculo ai salutisti e al jogging, io bevo come se in fondo al bicchiere ci fosse Scarlett Johansson nuda da salvare, e me lo dicono pure gli esperti che non ci posso fare niente. La mia vita è continuata, segretamente consolata da questa verità e dalla consapevolezza che anche gli stronzi che correvano alle sei del mattino, quando io tornavo barcollando a casa, con una faccia piu sfatta di un panorama di Baghdad, erano come me, suscettibili all’imprevedibilità del caso, la morte tornava ad essere un istituzione democratica.

Finché involontariamente oggi non mi imbatto nella smentita, maledetta profilazione del io virtuale, che mi ha semplicemente fatto sprofondare nello sconforto, dandomi una ragione per interrompere lo studio, tornare a bere e sentirmi in colpa non solo perche sto sprecando neuroni e tempo come fossero imprecazioni di piacere durante la simulazione di un orgasmo femminile, ma anche perché mi sono accorto di aver gioito alla notizia che tutti quelli che mi avevano rotto i coglioni fino ad oggi, sulle mie abitudini poco salutari, sarebbero potuti morire prima di me. Per sfiga.

Non è che mi sento in colpa. È che ora quello che deve avere culo sono io.

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