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Nov 1 · 5 min read

C’ERA UNA VOLTA IL CENTRO SINISTRA

Era agosto quando Matteo Renzi ha sorpreso tutti, o quasi, con la proposta di provare a formare un nuovo Governo con il Movimento 5 Stelle. In poco più di un anno aveva cambiato idea sul movimento grillino riuscendo a convincere pure Zingaretti, che era in principio contrario.

Ci hanno detto che bisognava pensare agli interessi del Paese, alla nuova legge di bilancio e scongiurare l’aumento dell’IVA. L’unico scopo reale era ovviamente quello di fermare Salvini e la sua ascesa inarrestabile, con tanto di richiesta di pieni poteri. Andare alle elezioni avrebbe significato avere Salvini al Governo per i successivi cinque anni: sicuro al 100%, se i sondaggi si fossero rivelati reali.

Tutti gli elettori di sinistra, quei pochi superstiti del PD e qualche pentito 5S, sebbene non tutti d’accordo con la nuova coalizione di Governo, avranno pensato che era giunto il momento dell’Unità, di non fare più scherzi, di mettere da parte gli screzi, di cercare di parlare in pubblico con una voce unica (come fanno i partiti di Berlusconi, Salvini e Meloni da sempre) e riacquistare la credibilità scesa ai minimi storici, iniziando finalmente a fare politica, magari addirittura di sinistra, perchè no?, pensando ai lavoratori, alla scuola, alla sanità e al welfare. ..Chi sperava in una nuova unità del Centro Sinistra è rimasto però subito deluso.

Dopo i primi giorni di amore e l’approvazione unanime della riduzione del numero dei parlamentari, i nodi sono subito venuti al pettine: non quelli sulla tenuta del nuovo Governo, ma quelli sulle questioni interne al Partito Democratico. Le voci di corridoio si sono rivelate fondate. Avendo dalla sua tra il 30 e il 40% dei Pdini, mostrando da sempre insofferenza nei confronti della direzione di Zingaretti e facendo di fatto il capetto, dettando spesso le linee politiche del partito, Matteo Renzi ha annunciato la formazione di un nuovo movimento politico. Durante la Leopolda della settimana scorsa, è ufficialmente nato Italia Viva.

A Firenze si è assistito ad uno spettacolo già visto. Era il 1994 e un imprenditore Milanese si presentava come l’alternativa alla vecchia politica, quella di Tangentopoli. Berlusconi era il nuovo e stava anticipando di più di 20 anni, senza saperlo, l’idea del partito “personale”, incentrato solo su se stesso. Un leader politico che diventa egli stesso il partito. C’è riuscito di nuovo Salvini con la Lega. Ed ecco il turno dell’altro Matteo.

Renzi predica bene, ma razzola malissimo. Parla di un partito pluralista, in cui bisogna dare spazio a tutti. E alla Leopolda erano in tanti per dare il proporio contributo. Ma Renzi è carta conosciuta, egocentrico e accentratore. Era prepotente prima, figuriamoci ora che corre in solitario, senza i vari Zingaretti, Martina, Orfini, Del Rio tra i piedi. La retorica lo aiuta, parla bene, è indubbio. Risponde nel merito alle domande dei giornalisti, ha sempre la risposta pronta e non bofonchia frasi a caso quando è in difficoltà. Ma non ce la dà a bere, almeno non per ora. Italia Viva è Renzi, un nuovo partito Renzi-centrico che si propone come il nuovo Centro Riformista e cerca proseliti ovunque, un po’ “addò còglio còglio”, anche tra le fila di Forza Italia, cosa quanto meno singolare per uno che è appena uscito da un portone di sinistra.

Le proposte sono tante: alla Leopolda si è parlato, tra le altre cose, dell’intenzione di abolizione di Quota 100, di evasione fiscale, di Sugar Tax, degli incentivi per le famiglie, di ambiente, crescita e sostenibilità. Siamo stati anche rassicurati sull’alleanza di Governo: non c’è alcuna intenzione di staccare la spina all’attuale Esecutivo. “Dalla Leopolda zero polmiche, zero tensioni, zero minacce…c’è un lavoro parlamentare, cioè che un Governo presenta una proposta di legge di bilancio, un Parlamento cerca di migliorarla e se questa proposta di bilancio sarà migliorata, questo è un bene per tutti”, ha detto Renzi. Ottime premesse, peccato che poi hanno iniziato con la solita politica degli attacchi all’avversario. Ai 5Stelle? Alla Lega? Beh, no. Sarebbe stato tempo perso: i loro elettori sono irremovibili, accaniti fan di Salvini e Di Maio, come una fede calcistica che non si cambia mai, fino alla morte. Sono elettori da non considerare proprio. Dopo il “duello” in TV dei due Mattei, tutti i principali giornali italiani parlavano di vittoria di Renzi, ma praticamente nessun elettore della Lega ha cambiato idea. Anzi.

E allora a Firenze, la fedelissima Boschi ha preso di mira il Partito Democratico, cornuto e mazziato, definito il partito delle tasse, all’improvviso diventato il nemico da screditare, quando fino a 5 minuti prima mangiavano nello stesso piatto. Se non scorretto, sicuramente di cattivo gusto.

Fare politica è discutere di idee, lo ha detto Renzi. Bene, discutessero e proponessero, evitando di scendere ai livelli delle solite accuse e squallidi insulti, senza parlare dei contenuti.

Insomma, in Europa i sovranisti e i populisti perdono potere attrattivo sulle masse, in Italia imperversano come non mai. Come meravigliarsi?!

Il Centro Destra si è finalmente riunito sotto l’ala protettrice di Matteo Salvini, con la Grande Rinuncia di Berlusconi. Il Centro Sinistra si è riunito sotto l’ala protettrice di …. ah no, scusate. Ci sono Leu, PD e le sue correnti interne, Articolo Uno, gente che va da sola, tipo Calenda. In realtà ormai lo stesso Partito Democratico accetta quello che dice Di Maio, fino a farlo proprio, da Quota 100 al taglio dei Parlamentari, dal Reddito di Cittadinanza alla Flat tax per le partite iva (cavallo di battaglia di Salvini, addirittura). Di istruzione e sanità si parla sempre meno. Il Centro Sinistra attuale non riesce a far emergere le proprie idee. Intanto nei sondaggi, la Lega risale, il PD riscende e il nuovo partito di Renzi, Italia Viva, si ferma al 5%. Lo scopo di IV è arrivare alla doppia cifra alle prossime elezioni. Cioè al 10%? Caro Renzi complimenti. Con la Lega che supera il 30%, darsi come obiettivo il 10 è da geni del male.

Per ora quello che Renzi è riuscito a fare, con la formazione del nuovo Governo e la scissione dal PD, è di distruggere i resti della sinistra che c’era in Italia. Quello che succederà non è prevedibile, mai come in questo caso. Intanto ci prepariamo ai teatrini tra Bruxelles e Roma sulla legge di bilancio, agli insulti tra Renzi e Zingaretti, alle genialate di Di Maio, ai soliti slogan di Salvini, alle urla gracchianti della Meloni. Sembra un film già visto. Preparate i pop corn e mettetevi comodi….

Buona visione!

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