This article was originally published on March 16 on the Workload Automation community and co-authored with Franco Mossotto

Italy’s lockdown was declared on March 9th, 2020, in order to contain the spread of the covid19 — aka the corona virus — in our country. The heart of HCL Workload Automation historically beats at the Rome Lab: product managers, developers, sales share space and ideas every day to write the future of automation.

Until the lockdown. ​

We moved our work and social interactions on virtual channels, and we started working remotely (actually, we are good at that, since we have always adopted a blended approach, letting people work from home when needed so on this front we were definitely prepared).
But what happens when automation experts are confined at home in the middle of a pandemic crisis?
Here is where our journal from the #italylockdown took an unexpected path. …


Di quando cominciai a stancarmi davvero dei social media

Quando parlo a eventi e conferenze guardo sempre il mio pubblico. Cerco - luci permettendo - di memorizzare i volti e leggerne le espressioni, mentre, soprattutto nei primi minuti, mappo le mie ancore: quelle persone che riescono a mostrare e sintetizzare la gamma di reazioni che cerco.
C'è l'entusiasta, che è lì perché sposa già la tua tesi e non vede l'ora di ascoltarti, lo scettico, il perplesso, i neutri. Osservarli man mano che parlo mi aiuta a capire se sto andando nella direzione cercata: se ho tenuto alto l'entusiasmo, se ho conquistato gli scettici, se i perplessi hanno già una domanda pronta.
Una situazione abbastanza classica per chi parla abitualmente in pubblico.
Cosa manca in questo quadro? La tecnologia.
Ormai da circa un decennio è diventato normale commentare tutto quello che sta accadendo, trasmettere live in streaming l'evento a cui si sta partecipando, generare contenuti - testi, foto, video - che raccontano i fatti. È la narrazione di una narrazione, che si fa molteplice, assume diversi punti di vista e di fatto aumenta l'ampiezza di una audience e prolunga la persistenza di una conversazione anche oltre l'evento, spostandola su piattaforme digitali. …


Chi pulisce i contenuti pubblicati su piattaforme come Facebook o Twitter? Che censura deve essere applicata? Che ruolo hanno i social media nella diffusione di notizie false o filtrate?

Sono passate poco meno di due ore da quando le luci si sono spente all’Auditorium Melotti di Rovereto.
Ho appena visto in anteprima nazionale The Cleaners, un documentario che racconta la vita, le attività e le difficoltà dei moderatori i contenuti sui social network. Si tratta di persone — per lo più lavoratori di aziende terze alle grandi piattaforme e ubicate soprattutto nel sud est asiatico — che sono chiamati a verificare che i contenuti che pubblichiamo su questi canali siano in linea con le loro policy.

Un mestiere indubbiamente ingrato e con gravi conseguenze fisiche — per i ritmi loro richiesti — e psicologiche — per il tipo di contenuti a cui sono costantemente esposti. …


Sono passate quasi tre settimane dal Parents Gaming Lab organizzato da Vodafone Italia ed ESL, uno degli eventi della Milano Digital Week. Eppure il flusso di tweet, commenti su Facebook e conversazioni online sui temi trattati non si ferma.

Ho deciso allora di trasferire in un post i punti che ho trattato nel mio speech, perché ritengo ci sia ancora troppa poca sensibilità sul tema.
Me ne sono resa conto al Vodafone Theatre durante il dibattito con i genitori presenti e me ne rendo conto ogni giorno nelle varie interazioni digitali sul tema.

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Siamo la prima generazione che non ha mai smesso di giocare.

Eppure nascere con i videogame non significa essere esperti di gaming.
È un po’ come dire che siccome sei giovane, hai uno smartphone e un profilo Facebook sei un esperto di social media marketing.
Non funziona così. Per fortuna, mi sento di aggiungere. …


Siamo nel 2018: è ora di imparare a capirli. O accettare il game-over.

Non credevo avrei mai scritto un post con un titolo simile.
Perché in tutta franchezza, nel 2018, non pensavo ce ne fosse bisogno.
Mio malgrado mi sbagliavo.

Qualche settimana fa un quotidiano nazionale, riportando la notizia del massacro operato da un giovane in Crimea, ha testualmente descritto così il suo profilo: “Ragazzo introverso e taciturno, affascinato dai criminali e appassionato del videogioco Minecraft”; la correlazione tra violenza e videogioco emergeva già dal sommario che lapidariamente citava “L’odio per gli insegnanti e la mania dei videogiochi”.

Stamattina, in un tweet Carlo Calenda — che pure è una persona estremamente intelligente — scriveva che bisogna “salvare” i giovani dai giochi elettronici. …


eSports, arene, anteprime e non solo: cronache da un futuro presente che cambia il business dei videogame (e colma il gender gap)

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La ESL Arena powered by Vodafone alla Milan Games Week: la tappa milanese è la prima di un roadshow che porterà la ESL Vodafone Championship in tutti i principali eventi del settore in Italia

Milan Games Week: tre giorni di eventi, pochi anni di vita, una capacità significativa di attrarre già persone da tutta Italia.
In realtà parecchio di più di questo.

È la fotografia di un business che cambia e di cui è ormai permanentemente (mi auguro) mutata la percezione: se trent'anni fa ci dicevano che i video games fanno male, oggi vediamo i genitori che accompagnano i ragazzi alle arena di Fortnite ad eventi come questo.

A voler sintetizzare la Milan Games Week, si potrebbe dire che è il “classico” evento in cui poter provare in anteprima nuovi giochi, incontrare altri appassionati, trovare merchandising interessante e anche fare retrogaming.
Tutti aspetti validissimi e noti.
Ma ce ne sono tre, in particolare, che stanno davvero cambiando, a livello globale, il modo in cui l’industria dei videogames è vissuta e…


Del valore delle metriche nel product management

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TOK.tv, the #1 sports social network

Più di un anno fa ormai, ho ampliato il mio ruolo in TOK.tv, andando a ricoprire anche quello di Product Manager.
Mi è sembrato il matrimonio perfetto tra la mia passione per i dati e il loro uso per migliorare le esperienze degli utenti e quindi il prodotto stesso.
Oggi TOK.tv continua a crescere: mentre scrivo ha ormai superato i 31 milioni di utenti, confermandosi come il social network #1 per i tifosi di Real Madrid, Barcelona, Juventus, Paris Saint-Germain, Los Angeles Clippers e molti altri.

Crescono gli utenti, si mettono in cantiere nuove features ma l’approccio non cambia: senza dati non c’è prodotto vincente. …


Il mantra di ogni startupper deve essere il “marketing from day one”.
Quando un (aspirante) imprenditore parla della propria idea — che sia per convincere un investitore o per portare a bordo un nuovo membro del team — di fatto la sta già vendendo.
Non c’è ancora un prodotto, solo una vision e un team. Eppure sta già “facendo marketing”.

Ciononostante, ci sono almeno 5 alibi sentiti almeno una volta nel mondo delle startup.

1) Non abbiamo tempo per il marketing: lo scorrere del tempo è in perenne accelerazione quando si fa startup. Il marketing però è più della semplice promozione di un prodotto: è racconto della propria realtà e delle persone che la compongono, è lavoro costante per crearsi una reputazione (digitale e non) e non può certo essere ridotto al momento del lancio. …


Non tutte le persone sono adatte a lavorare da remoto ma non tutte quelle che trascorrono il loro tempo in ufficio lavorano davvero.

Un’“azienda liquida” — per riprendere la definizione data da Fabrizio Capobianco, CEO di TOK.tv — è quella i cui dipendenti lavorano ciascuno da remoto. Ciò significa possibilità di accesso al talento indipendentemente dai confini geografici, collaboratori più felici, minore impatto ambientale e costi relativamente più bassi.

Come farla funzionare?

1. Impara a lavorare per obiettivi: devi essere in grado non solo di pianificare le macro-attività da portare avanti, ma anche di capire come completarle scomponendole in micro-azioni, assegnando loro un responsabile e definendo una priorità. Ciò consente a ciascuno in qualunque momento di capire qual è lo stato di avanzamento delle attività specifiche e dell’azienda in generale. Se in Italia si tende ancora spesso ad associare il lavoro esclusivamente con la presenza ad una scrivania, utilizzare un approccio per obiettivi significa invece puntare al loro completamento nei tempi definiti, poco importa se i task sono stati completati dalla scrivania di casa o da un co-working. …


Di Growth Hacking se ne parla parecchio, anche troppo e troppo spesso senza sapere davvero cosa sia. Per fare chiarezza ne ho scritto anche in Digital Entrepreneur. Principi, pratiche e competenze per la propria startup e qualche settimana fa ho pensato di fare quattro chiacchiere con chi di mestiere fa proprio il growth hacker.

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Raffaele Gaito, imprenditore digitale, growth hacker e blogger

Raffaele Gaito è imprenditore digitale, growth hacker e blogger, oltre che un amico di lunga data con cui in questi anni abbiamo condiviso parecchie discussioni sul tema startup.

Ciao Raffaele, andiamo al sodo: cos’è il Growth Hacking?

Iniziamo subito con una domanda difficile 🙂
Ci sono mille definizioni in giro per il web, tutte diverse e tutte (potenzialmente) corrette perché guardano al Growth Hacking da un punto di vista diverso.
Se dovessi darti una risposta tecnica (quella che do quando faccio consulenza o formazione, per capirci) ti direi che è un processo di sperimentazione rapida su canali di marketing e sul prodotto per trovare il modo più efficiente di far crescere un business.
In questa definizione le parole chiave sono: processo, sperimentazione, efficiente e crescere. Se manca una di queste cose non stai facendo Growth Hacking, stai facendo altro 😉
Se invece te ne dovessi dare una molto più “business oriented” potrei citare Sean “papà” Ellis (colui che ha dato il via a questo movimento) che definisce il Growth Hacking come “Capire chi sono i tuoi clienti migliori e trovare un modo per acquisirne di più” (qui trovate il suo nuovo libro Hacking Growth: How Today’s Fastest-Growing Companies Drive Breakout Success, nda). …

About

Emanuela Zaccone

Geek Mom & Woman in Tech | Workload Automation Senior Product Manager at HCL Software | Gamer

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