Esselutto

Come il professore di italiano legge e rilegge Dante, noi supermercatologi leggiamo e rileggiamo Falce E Carrello del Sommo Bernardo. Anche in questi giorni lo stavamo facendo. Ora, però, sfogliamo le pagine senza riuscire a concentrarci sulle parole.
 Oggi è un giorno triste qui in redazione e per tutta l’umanità varia di Superemercatology (Coop esclusa): è morto Bernardo Caprotti, l’inventore di Esselunga.

Il cognome Caprotti da ieri sera è in tendenza su twitter. A una certa età e se si è famosi, finire nelle tendenze di twitter non è un buon segno: corrisponde al rintocco delle campane a morto. Valanghe di articoli, valanghe di tweet: l’Italia spessissimo si accorge dei suoi concittadini virtuosi solo quando muoiono. E di loro si dimentica subito dopo.
 Di Bernardo Caprotti non ci si dimenticherà tanto in fretta: i suoi templi, oggi listati a Esselutto, parleranno per sempre di lui, anche dopo l’eventuale cessione in mani straniere.

Chissà se, in ultimo, c’è stato un riavvicinamento con i figli. Nel tempo, abbiamo sempre letto con sofferenza i conflitti familiari, sfociati addirittura in cause giudiziarie. Un padre e dei figli, l’un contro gli altri armati di avvocati, che si ritrovano in un tribunale a duellare di fronte a un giudice è qualcosa di contro natura.

Addio, Bernardo Caprotti, genio italiano. È di lui che nelle ore di storia delle scuole si dovrebbe parlare. La sua avventura incredibile ha molto da insegnare e può essere di ispirazione per molti. L’ispirazione più grande per noi è che a novant’anni era ancora in ufficio. La parola pensione è vecchia. Pensione per i giovani rimanda agli stessi scenari della parola fantascienza per le generazioni più attempate. Anche in questo Caprotti è stato un precursore: per lui la pensione non è mai esistita, presto non esisterà più per nessuno, se non per i rappresentanti politici parassiti.

Viva Bernardo Caprotti, professione: visionario e inventore.

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Originally published at zenzerob.wordpress.com on October 1, 2016.

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