Napoletani fra virgolette

La notizia gira da un po’ di giorni e fino a oggi l’abbiamo scansata con cura. Inizialmente abbiamo pensato a una bufala, poi abbiamo respirato l’aria del polverone e gli occhi hanno cominciato a lacrimare.
 Bufala non era, ma come non associare la bufala alla mozzarella, quindi alla pizza e, in ultimo, a Napoli? Ci siamo!

Ricopiamo la prosa del foglietto, vergato da un direttore di Esselunga milanese — o dalla sua stampante — e rivolto a favore di cassa e di cassieri: quando si presentano i famosi “napoletani” alla vostra cassa e vi chiedono di passare un prodotto come campione dei colli chiusi che hanno nel carrello, dite loro di mettere tutti i colli del carrello sul rullo, perché in molti negozi sono riusciti a comporre i colli con vini costosi e far battere alla cassiera la bottiglia che costa meno. Ne parlano testate importanti come Il Messaggero o Il Mattino.
 
Si noterà che la parola napoletani è stata scritta fra virgolette e c’è il rischio che questo orpello tipografico venga considerato alla stregua di attenuante. No, non lo è. Le virgolette sono usate un po’ come le quattro frecce in macchina: le si mette e danno l’invulnerabilità, ci si sente in diritto di fare qualsiasi cosa.
 Come per i due dipendenti Lidl che ingabbiano le due signore e si filmano a favore di social, come si fa a non capire che si sta facendo una cosa non solo sbagliata, ma che procurerà dei danni a chi l’ha pensata e attuata?
 Leggiamo che l’autore del foglietto virgolettato, il direttore di Esselunga, è stato sospeso, giusto? Ecco, passata le buriana, tornerà al suo posto. E sarà giusto così, a una cosa condizione: ci si accerti che il signore si sia reso conto dell’idiozia che ha scritto e stampato. Sarà una buona cosa per lui e anche per Esselunga.


Originally published at zenzerob.wordpress.com on March 12, 2017.