Una scarpa e una ciabatta

L’aereo non trasporta: scaraventa. Seduti comodamente (economy) o comodissimamente (business) su una seggiola imbottita, si viene risucchiati da una realtà e sbattuti in un’altra, talvolta totalmente diversa. Allo spaesato passeggero, il duro compito di abituarsi in fretta alle nuove circostanze.

In Algeria abbiamo avuto conferma di una regola nota a molti: la felicità si ottiene per sottrazione. Noi siamo stati felici senza:

  1. scarpe
  2. pantaloni lunghi
  3. scheda telefonica

Ecco, nel paradiso si circola in ciabatte, in braghe corte appena sotto il ginocchio e con la sola modalità wi-fi attivata nello smartphone.

Come riabituarsi alle antiche usanze italiane, senza subire contraccolpi traumatici?
 Per quanto riguarda il punto 1, si potrebbe andare per gradi: per i primi giorni si potrebbe circolare con una scarpa e una ciabatta.

Ecco che la locuzione, sinonimo di assortimento improponibile, potrebbe diventare è un compromesso salvifico. Si badi soltanto ad uniformare l’altezza delle due suole, dopodiché si trascurino i commenti ironici e gli sguardi perplessi di chi noterà l’anomala combinazione.

Sul punto 2, la vediamo male: per abbinare il lungo al comodo si potrebbe optare per uno di quei camicioni che arrivano fino alle caviglie. Sì, quelli tipici della preghiera nelle moschee, ma tranquillamente indossabili anche per le strade. In Algeria i canoni estetici sono molto più flessibili dei nostri: qamis o cravatta, giacca o palandrana, nessuna differenza. E, per quanto possa destare perplessità e dubbi, certifichiamo che anche alle donne è liberamente concesso di scegliere fra diversi tipi di abbigliamento, più all’europea o tradizionale arabo. Qua, se ci si discosta di non molto dai rigidi canoni, si è subito guardati male.

Arrivando al punto 3, che dire? Chi è causa dei suoi mali, pianga se stesso. Vivere senza traffico dati nel telefono si può, specchiarsi nell’azzurro del cielo è ancora meglio che non riflettere la propria immagine nel Gorilla Glass di un telefono autoproclamantesi intelligente.

Riusciremo a essere felici anche in Italia? Lo vogliamo sperare. L’intanto i nostri alluci già sono preda d’attacchi di claustrofobia.

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Originally published at zenzerob.wordpress.com on August 25, 2016.