Un percorso formativo per curare l’Antipatia Digitale

Insegnare fa parte del mio DNA da… praticamente sempre. È un’attività che mi gratifica e mi riempie di gioia, almeno quanto apprendere (sì, forse avrei dovuto perseguire una carriera nell’ambito accademico, ma detesto limiti, restrizioni ed etichette e adoro il mio lavoro proprio come lo faccio!)

Il progetto The Skill Nursery — Il Vivaio delle Competenze, nasce come raccolta di una serie di attività, fatte in ambiti diversi e con modalità diverse, sotto un unico cappello e come progetto dedicato alla didattica nell’ambito delle aree in cui opera Thesign.

Dopo il lancio ufficiale a Orvieto, lo scorso Aprile, il Vivaio delle Competenze fa tappa a Bologna, con una giornata full immersion dedicata a chi “soffre” di Antipatia Digitale e vive la gestione della propria comunicazione online con “più disagio del dovuto”.

La mia visione (e la mia modalità didattica, in generale) si basano su un approccio dedicato e orizzontale, costruito — come richiedono i principi della comunicazione efficace — partendo dal target e con lo scopo preciso — e fondamentale— di “rendere consapevoli” più che di impartire lezioni verticali, piene di tecnicismi e, beh, antipatiche.

Il “digitale” è una lingua, e come con una lingua che ci è straniera, non saperla in automatico è assolutamente naturale.

In fondo abbiamo fatto anni di scuola per imparare a leggere e scrivere correttamente la nostra madrelingua… quindi aspettarsi di “dover saper parlare digitale” senza alcuna formazione (sia come autodidatti, che attraverso esperienze formative) è ingenuo e crea aspettative impossibili da raggiungere… e, di conseguenza, frustrazione e delusioni, che diventano #AntipatiaDigitale.

È osservando queste dinamiche che ho deciso di creare occasioni formative specifiche per i “non-nativi digitali”, modellate per chi “va in fastidio” quando deve aprire un browser (o magari alla menzione del termine si chiede “uh?”), per chi vuole – o deve – gestire gli aspetti social o di marketing della propria attività e lo cerca di fare, senza però avere le basi e quindi con molta fatica e perdendo opportunità (e un casino di tempo)

Nessuno – che non lo abbia studiato – si aspetterebbe di arrivare in un paese straniero e, solo perché è atterrato l’aereo, parlarne la lingua e conoscerne usi, costumi e tradizioni… Eppure ci si aspetta che sia così anche con gli strumenti e gli ambienti digitali. E ci si sente frustrati (e pure un po’ scemi) quando non si è capaci di fare qualcosa o non si capisce.

Ecco perché mi preme molto di più diffondere consapevolezza e cultura che non nozioni e termini, ed ecco perché, con una modalità semplice e un approccio empatico (e simpatico) cerco di trasferire le mie competenze e di rendere la “lingua digitale” un po’ meno antipatica ;)

Vi aspetto a Bologna (o a uno dei prossimi incontri)!

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