Ciao, peccato non esserci stato. Da quello che ho visto è stata un’edizione decisamente interessante.
Dico la mia, dato che è da un po’ (da quando il #BAP si è diffuso come un meme) che volente o nolente vengo tirato in mezzo ad un sacco di discussioni sulla qualità dell’informazione o su come confutare le bufale.
Alla radice di tutto c’è Kahneman, con “Pensieri Lenti e Veloci” ed in particolare con l’idea che il cervello logico (quello che lui chiama il Sistema 2) sia un organo costoso e che quindi gli esseri umani facciano tutto il possibile per non accenderlo se non quando è strettamente indispensabile, ovviamente in maniera inconsapevole.
Una notizia plausibile e che risuoni con le mie convinzioni, e che quindi non mi obblighi a mettere in discussione conoscenze che credo ormai consolidate, risulta conveniente per chi la riceve. Non devo accendere il sistema 2 per riorganizzare tutto quello che ci ho costruito sopra, nel corso degli anni.
Nel caso della notizia su Facebook, se è plausibile non è detto che il sistema 2, nel ruolo del senso critico, si accenda automaticamente. Anzi, in certe circostanze (siamo stanchi, abbiamo bevuto un bicchiere di troppo, etc.) il sistema 2 non riesce proprio ad accendersi. Quindi la storia passa, e magari la condividiamo pure.
Il problema è che verificarla o confutarla costa. Costa tempo (e potrebbe non portare ad un risultato: seguiamo il flusso dei pareri discordanti senza arrivare ad una conclusione chiara e netta che ci permetta di chiudere il caso) ed energie.
Sono d’accordo sul fatto che negare l’esistenza di questo costo non porti da nessuna parte: le dinamiche del risparmio energetico, unite a quelle delle tribù in ambito social portano a frammentazione di verità auto-referenziali in bolle sempre più isolate (e prima o poi questo casino ci scoppierà in faccia).
Però le dinamiche dietro ad un’informazione pagata non sono a loro volta una garanzia sufficiente. Da un lato il “chi paga” (che può fare un po’ di differenza) dall’altro il fatto che comunque l’informazione deve essere accattivante. Se l’informazione è solo puro sistema 2, il rischio è che questa rimanga fruizione più o meno esclusiva dei una fascia elitaria dei lettori: quelli che hanno il tempo e l’energia mentale di leggersi tutta la storia, senza semplificazioni (e il titolo?) o interpretazioni.
In ottica di economia, la currency chiave sembra essere la fiducia. Mi fido di questo articolista, quindi posso leggere i suoi articoli un po’ più acriticamente. È chiaro però che anche questo approccio ha un bel po’ di fragilità: la fiducia si costruisce poco a poco e si distrugge rapidamente, la calunnia diventa un’arma potentissima contro le fonti scomode e così via.
Storia lunga.
Forse gli elementi nuovi in questo scenario sono altri: la progressiva diffusione per copia dei meme, dei meccanismi di clickbait, e via dicendo, stanno permettendo ad una certa fascia di utenti di riconoscere determinati meccanismi, senza troppo sforzo.
La mia speranza, è che si possa diventare pian piano un po’ più immuni a determinati fenomeni, proprio grazie a questa sovraesposizione.