Il digitale? È un’impresa

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Foto: Roberto Vitali

“L’economia se non è digitale non è”. È così che il giornalista Federico Fioravanti introduce gli interventi del Forum di Obiettivo Impresa, dal titolo “Il digitale? È un’impresa”. Il forum, organizzato dalla Camera di commercio di Perugia, si è tenuto mercoledì presso il Centro Servizi Camerali “G. Alessi”: un confronto sui punti deboli e forti della digitalizzazione del paese, con un focus sulla situazione regionale.

Com’è recepita dalle imprese la massima di apertura dell’incontro? Secondo Fabio Fulvio (ConfCommercio) c’è ancora una scarsa percezione dell’importanza che il digitale ha. “Ancora per piccole e medie impresa c’è più paura che senso di opportunità verso internet”, dice Fulvio, illustrando i risultati dell’indagine realizzata alla fine del settembre 2014, spiegando come il 40,6% delle imprese dichiari di avere un sito web — percentuale che sale al 75% per le imprese con più di 5 persone. Ma il dato più indicativo è quello sull’utilizzo: tra le imprese con un sito, il 73,7% lo utilizza solo come vetrina, affiancandovi il commercio elettronico. Molto basso il dato sull’uso aziendale dei social network (19,3%). Considerando la quota rilevante di consumatori che cerca i prodotti su internet prima di acquistarli fisicamente (54,9%), così come quella di chi acquista online per i prezzi più vantaggiosi (55,6%), appare rilevante per le imprese la capacità di agganciare queste fasce, destinata ad aumentare col tempo.

Dal quadro nazionale ci si sposta a quello locale con Giovanni Gentili, responsabile dell’Agenda digitale dell’Umbria. “L’Europa pone, in materia digitale, degli obiettivi al 2020 che sono una sfida per noi, a dir poco” — dice Gentili, per il quale l’Agenda digitale è una vera e propria “operazione di sistema” per cambiare paradigma. Il digitale non si gioca solo sulla tecnologia, la padronanza degli strumenti richiede un approccio culturale in grado di capire come questi stessi strumenti vanno a ridisegnare l’economia e la società. “Le competenze digitali sono un tema critico”, ed è uno dei motivi per cui la Regione ha recentemente deciso di puntare sulla formazione fin dalla scuola primaria, con iniziative quali L’ora del codice. Ma la formazione riguarda tutti, anche gli stessi dirigenti della Regione: per la cosiddetta e-leadership, infatti, si stanno svolgendo a Villa Umbra degli appositi corsi. E le imprese? Gentili cita, sul piano normativo, la legge regionale 10/2014, che ha tra le sue finalità lo sviluppo dell’ecommerce, e punta l’attenzione sull’importanza della reputazione online, che orienta i possibili consumatori in portali come TripAdvisor.

Antonello Fontanini fa il punto sulle infrastrutture, partendo anche lui da un dato da cui non si può prescindere, preso dal Diario Censis: lo spread digitale costa dieci milioni di euro al giorno. “L’Italia” — illustra Fontanini — “è in media per la banda larga, crolla invece rispetto al resto dell’Europa nell’ultra larga . L’Umbria si trova a metà classifica: l’89% delle unità locali è raggiunta da banda larga di base”. Il problema è però anche che “gli operatori sono più interessati alle aree urbane rispetto a quelle produttive industriali, perché c’è più domanda. Proprio per questo il sistema camerale negli ultimi ha lavorato per sensibilizzare gli operatori”.
Legame tra investimento su ecommerce e sviluppo digitale e aumento fatturato.

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Foto: Roberto Vitali

Nell’ultima parte del Forum Silvia Colangeli e Admir Daca parlano di Eccellenze in digitale, progetto che coinvolge 52 Camere di commercio e 104 ragazzi in tutta Italia, in collaborazione con Google. I digitalizzatori umbri si sono occupati di due settori strategici per la nostra regione, l’olio e l’artigianato artistico, migliorando la presenza sul web, valorizzando scambi di competenze tra giovani innovatori e maestri della tradizione, al fine di esportare e diffondere nei nuovi media la conoscenza e il retroterra della produzione.

I problemi affrontati da principio, spiega Colangeli, riguardano aspetti centrali nella comunicazione online, come la gestione del sito e il posizionamento su Google. Parte del lavoro è consistito dunque nel far capire l’importanza per le aziende nell’investire consapevolezza e competenze per poter affidare in un secondo momento la gestione — creando così nuove opportunità di sviluppo e di lavoro. Daca mostra invece il sito Made in Italy — Eccellenze in digitale, soffermandosi sulla sezione “export”, dove le aziende possono valutare il potenziale online del settore di pertinenza.

C’è spazio, infine, per le testimonianze di alcune aziende coinvolte nel progetto: Azienda agricola Montioni, la Tipografia Grifani Donati di Città di Castello e Tasselli cashmere. Montioni dà una sintesi proprio di alcune problematiche emerse nel corso del dibattito: “difficoltà verso il digitale? capirlo”, evidenziando le difficoltà iniziali nel capire un vero e proprio mondo nuovo.

Nelle conclusioni dell’incontro Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di commercio di Perugia, ha annunciato per il 2015 il progetto Future Show. Un’iniziativa — promossa da Cna Umbria in collaborazione con Confcommercio, Confcooperative, Cia, Coldiretti, Confimi Impresa e Confesercenti — per presentare innovazioni tecnologiche e soluzioni creative applicate a diversi settori.

[Aggiornamento 16/12/2014: sul sito di Obiettivo Impresa è possibile consultare tutti gli interventi dei relatori e del pubblico].