#1 Qualità urbana, qualità sociale, qualità economica
Il quartiere dove le idee dei cittadini diventano azione politica. Puntare sul verde e le scelte bio-sostenibili. Firenze non solo città vetrina e città capace di allargare i propri confini.
Il quartiere deve tornare quel luogo di dibattito naturale dove la parola e la creatività diventano azione concreta. Quando parliamo di qualità urbana, di qualità sociale ed economica, parliamo prima di tutto degli spazi del nostro vivere. Al giorno d’oggi si fa sempre più forte l’esigenza di una riappropriazione di un luogo pubblico dove la discussione tra le varie anime che lo abitano abbia delle finalità concrete, ovvero quelle di mettere in moto delle idee. Dobbiamo tornare a pensare al quartiere come il luogo di incontro delle persone e delle idee. Perché il quartiere è il luogo naturale dove si manifesta un problema, che poi si deve articolare ai livelli superiori (in particolare il Comune) come idea e azione politica. Ma può diventare anche il luogo della mediazione tra esigenze singole e diffuse, il luogo in cui è ancora possibile prestare ascolto a tutti. Oltre alla possibilità di mediazione tra le potenzialità dell’investimento privato e l’utenza pubblica con una particolare attenzione alla sensibilità dei singoli coinvolti.
Come candidato rappresentante al Consiglio di Quartiere mi voglio impegnare nel declinare in qualcosa di concreto le meravigliose idee di una città bio-sostenibile, in cui la qualità del vivere non siano solo chiacchiere al vento di conferenze programmatiche. Perché è possibile introdurre il verde anche in un quartiere congestionato come quello del centro, o migliorare la qualità urbana in quartieri in cui già esistono giardini che vanno attrezzati e messi a disposizione di tutti (p.e. difendendo e aiutando il Nidiaci in Oltrarno). Bisogna anche portare idee in merito all’arredo urbano, la viabilità e la vivibilità della città declinata secondo il principio di funzionalità delle proposte. La sfida ancora più difficile ci obbligherà a scelte ancor più innovative e coraggiose rispetto al passato. Oltre al fatto che sono ormai assodate le possibilità di sviluppo economico legate a delle scelte di chiaro stampo verde.
Ma vuol dire anche ripensare a quali tipologie di negozi e offerte commerciali possiamo ancora proporre in centro. Firenze una città vetrina sì, ma a condizione che non sia solo quello. I modi sono due: o diversificare l’offerta con gli spazi già esistenti o allargare la città, dargli maggior respiro e creare le condizioni di comunicazione in zone che già esistono in centro e fuori dalle mura, ma che non vengono sfruttate a dovere. Come candidato mi farò promotore di verificare soprattutto questa seconda opzione.

A proposito di spazi verdi vorrei proporre una mia idea che porterò subito in Consiglio di Quartiere 1 se verrò eletto. Il complesso di Sant’Orsola è un simbolo di quel che andrebbe fatto e che poi mai viene messo in opera. Conosciamo tutti i problemi che riguardano l’ex convento delle Orsoline e la diffocoltà nel trovare i fondi necessari per recuperare l’edificio. In attesa di arrivare ad una soluzione definitiva (sono più di 30 anni che aspettiamo), la mia proposta consiste nel creare al suo interno un giardino pensile. Basterebbe finanziare la messa in sicurezza dell’edificio e usarlo così com’è per creare dei giardini su più livelli e portare al suo interno un’invasione di verde a disposizione di tutti. Credo che sia una bellissima idea in attesa di capire che futuro vogliamo per questo grandissimo edificio.