Uniti e civili

Le infografiche sulle unioni civili in Italia secondo la legge Cirinnà

I matrimoni per coppie dello stesso sesso e le unioni civili in Europa (Wikimedia CC BY-SA 3.0)

Il 24 febbraio il parlamento italiano deciderà il futuro delle coppie omosessuali e delle coppie eterosessuali che non vogliono sposarsi, votando a favore o contro il disegno di legge Cirinnà.

Il disegno di legge è diviso in due parti. La prima parte introduce nell’ordinamento italiano l’istituto dell’unione civile, senza alcun riferimento al matrimonio, disciplinando la convivenza per eterosessuali e omosessuali, a cui non sarà possibile adottare bambini se non il figlio naturale del partner, la cosiddetta “stepchild adoption”. La maggioranza è spaccata su questo punto perché teme si possa incrementare in questo modo la pratica dell’utero in affitto, per ora illegale in Italia.

La seconda parte definisce la convivenza di fatto, tra doveri di reciproca assistenza, obbligo di mantenimento e possibilità di recidere il contratto di convivenza.

I numeri

Prima di mercoledì 17 febbraio, sembrava che ci fosse la maggioranza necessaria di 161 senatori per far approvare il disegno di legge. Il PD al Senato conta 112 eletti, ma circa 30 senatori cattolici del PD si oppongono alla stepchild adoption e avrebbero quindi votato contro.

A favore del disegno di legge Cirinnà, oltre agli 82 senatori del PD, avrebbero votato 22 senatori che appartengono al Gruppo Misto, fuoriusciti da SEL, M5S e Scelta Civica.

Dalla destra i voti a favore sarebbero arrivati da i 19 del gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA) creato da Denis Verdini e inaspettatamente almeno cinque senatori di Forza Italia, forse spinti dalla libertà di coscienza concessa da Silvio Berlusconi.

Sarebbero stati a favore anche sette senatori del gruppo Grandi Autonomie e Libertà (GAL) e tutti e 20 del gruppo Per le Autonomie — PSI — MAIE.

Oltre a 30 su 35 del M5S.


Il “Supercanguro”

Dopo mesi in cui il M5S annunciava che avrebbe approvato la legge solo se non avesse subito alcuna modifica, con una previsione di 30 su 35 votanti a favore, il giorno della votazione i senatori del Movimento 5 Stelle non hanno assicurato i voti al cosiddetto ‘supercanguro’, l’emendamento che avrebbe permesso di velocizzare la votazione annullando quasi tutte le proposte di modifica.

L’espediente presentato dal senatore del Partito democratico Andrea Marcucci, il cosiddetto ‘supercanguro’, è in effetti una prassi che permette di velocizzare i lavori di approvazione di un legge, raggruppando in uno solo gli emendamenti uguali o analoghi, evitando così l’ostruzionismo parlamentare.

Con il passo indietro del M5S, l’approvazione del disegno di legge in Parlamento è stata rinviata al 24 febbraio.


In Europa

Tra gli stati dell’Unione europea, 14 riconoscono il matrimonio per le coppie gay. L’Irlanda, uno dei Paesi più cattolici d’Europa, è stata l’ultima a dire sì ai matrimoni tra omosessuali e la prima a utilizzare un referendum anziché un disegno di legge.

L’Italia è l’unica delle sei nazioni fondatrici dell’Unione Europea a non riconoscere né i matrimoni né le unioni civili per gli omosessuali, quando in Danimarca sono state approvate nel 1989, ma è anche l’unico paese dell’Europa Occidentale a non riconoscere le unioni civili neanche per le coppie eterosessuali.

Tra grandi assenti e testacoda, l’approvazione di questo disegno di legge, vecchio di almeno dieci anni per gli altri Paesi europei, risulta sempre più difficile.

Mentre il mondo discute di ben altri giochi di potere e guarda al futuro, tra tecnologia e sovranità di stato, in Italia, come spesso accade, si guarda all’indietro.

Silvia Boccardi
silvia.boccardi.1@gmail.com


Nota dell’editor: Il 25 febbraio il Senato italiano ha approvato la legge sulle unioni civili con 173 voti favorevoli, 71 contrari e nessun astenuto (con 245 senatori presenti e 244 votanti). Il Movimento 5 Stelle è uscito dall’Aula prima del voto. Il provvedimento ora passa in discussione alla Camera. Il governo ha posto la fiducia, frutto dell’intesa raggiunta all’interno della maggioranza: dal testo spariscono la stepchild adoption e l’obbligo di fedeltà su richiesta del centro destra.


Questa storia fa parte della serie della pubblicazione aperta L’amore come: L’Italia è l’unico Paese nell’Europa occidentale che non riconosce i matrimoni dello stesso sesso e le unioni civili. Le storie d’amore, che per la legge italiana non possono esistere.


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